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CIA (CONSIGLIO PAT – MISTO) * TERZO MANDATO: «DAL CAVILLO AL CAVALLO DI TROIA, CHI DECIDE SUL TRENTINO?»

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15.16 - martedì 20 maggio 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –

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Dal cavillo al cavallo di Troia: chi decide sul Trentino? Per chi vive in Trentino l’Autonomia non è uno slogan: non è piovuta dall’alto, lo Stato l’ha riconosciuta per legge come un patto tra pari. L’articolo 47 dello Statuto ci affida la competenza esclusiva su forma di governo e regole elettorali, tanto che Trento e Bolzano votano lo stesso giorno ma con due sistemi diversi, prova lampante di un ordinamento che ci siamo modellati da soli.

Eppure oggi quella certezza vacilla: l’impugnazione della legge sul terzo mandato non è un cavillo giuridico, ma la prima mossa di una resa dei conti fra Fratelli d’Italia e Lega per ridisegnare la scacchiera dei governatori del Nord. Il terzo mandato, di per sé, è marginale: è solo il cavallo di Troia scelto per far passare l’idea che Roma possa fissare a piacimento i limiti di candidatura, pronta domani a smontare qualsiasi altro ingranaggio della nostra Autonomia. A conferma della posta in palio, persino i costituzionalisti sono divisi: c’è chi, come Roberto Toniatti, ribadisce la sacralità dell’articolo 47, e chi, come Stefano Ceccanti, prevede che la Consulta possa accogliere il ricorso.

Un terzo mandato non è una scorciatoia né un privilegio, è solo la possibilità di rimettersi al giudizio popolare; chi ha idee migliori le proponga, invece di agitare la favola della “legge salva-Fugatti”, senza spiegare da cosa lo si salverebbe visto che nel 2028 parleranno comunque gli elettori. A predicare contro la “concentrazione di potere” troviamo spesso personaggi inchiodati alle poltrone da oltre un quarto di secolo: la loro credibilità rasenta lo zero.

Intanto in Friuli-Venezia-Giulia gli assessori hanno rimesso le deleghe nelle mani del presidente Fedriga dopo lo scontro con Fratelli d’Italia, segnale che la vera battaglia sul Nord è già cominciata. In Trentino la trama non è diversa: c’è chi, sedendo in Giunta, ha votato contro la nostra legge in aula e poi, da Roma, ha spinto per l’impugnazione; la mozione di sfiducia che ho predisposto sarà posta all’attenzione del Presidente Fugatti quanto prima. E arrivato il momento delle risposte: chi fa parte del governo della nostra terra non può remare contro le sue competenze esclusive.

E a chi brandisce l’idea di un referendum punitivo ricordo che l’ultima consultazione abrogativa è costata oltre due milioni di euro: uno spreco intollerabile di denaro pubblico per alimentare una campagna “anti-Fugatti”.

Qui lo spauracchio della presunta “concentrazione del potere” non spaventa nessuno: si combatte con il voto libero. Sostenere questa legge significa proteggere il diritto dei trentini a decidere da sé le proprie regole e a scegliere, senza diktat esterni, chi li governerà.

 

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Cons. Claudio Cia

Consigliere della Provincia autonoma di Trento

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