(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Free Palestine: quando la protesta smette di essere pacifica ed esprime odio. Manifestare a sostegno della popolazione palestinese e chiedere la fine delle sofferenze dei civili è pienamente legittimo. Ma quanto si è sentito all’esterno del palazzetto di Rovereto durante gli Europei Under 18 di basket non può essere liquidato semplicemente come una “protesta pacifica non rivolta agli atleti”.
Nei video diffusi si odono espressioni come «nazisti», «assassini», «sionisti infami» e persino «tornatevene a casa». Parole gridate mentre davanti al palazzetto si trovava la squadra israeliana, composta da ragazzi impegnati in una competizione giovanile.
A quel punto la distinzione tanto ripetuta tra protesta contro le istituzioni e rispetto degli atleti non regge più. Il Governo israeliano non era sul pullman, la Federazione internazionale non stava entrando nel palazzetto: i destinatari concreti di quelle urla erano dei giovani sportivi.
“Free Palestine” è uno slogan politico legittimo. Insultare dei ragazzi per la loro nazionalità, attribuire loro responsabilità collettive e intimare loro di tornarsene a casa è un’altra cosa. Non è solidarietà, non è educazione alla pace e non è confronto democratico: è intimidazione.
Quanto accaduto dimostra perché fosse sbagliato alimentare l’idea che manifestazioni sportive giovanili e relative cerimonie potessero diventare il terreno sul quale trasferire il conflitto mediorientale. Quando la politica adulta alza la tensione davanti agli atleti, non può poi stupirsi se qualcuno oltrepassa il limite.
Ora mi aspetto una condanna chiara, senza attenuanti e senza formule ambigue, da parte degli organizzatori del presidio e delle istituzioni. Difendere la popolazione palestinese non richiede di trasformare giovani israeliani in bersagli simbolici. Al contrario, la pace si difende rifiutando l’odio, le generalizzazioni e ogni forma di colpa collettiva.
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*Claudio Cia*
Consigliere provinciale Pat – Forza Italia
