(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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**Nuova modulistica per le pratiche edilizie: necessario l’adeguamento alla l.p. n. 3/2025, e il differimento dell’entrata in vigore fino all’operatività del nuovo Sportello telematico**
In apertura della seduta odierna, il Consiglio delle autonomie locali, presieduto dal Presidente Michele Cereghini, ha preso in esame una proposta di deliberazione della Giunta provinciale l’aggiornamento della modulistica unificata digitale, utilizzabile per la presentazione ai comuni delle pratiche edilizie, in vista dell’implementazione di tali procedimenti sulla piattaforma camerale SUAP con la parte relativa alle attività edilizie (SUAP-E).
Questa implementazione consentirà, dopo una prima sperimentazione presso i comuni “pilota”, la presentazione e gestione in modalità interamente digitale delle pratiche edilizie su tutto il territorio provinciale. Nel contesto delle attività del progetto SUAP-E, sotto il coordinamento dell’Unità di missione strategica digitalizzazione e reti e con la collaborazione degli esperti PNRR, d’intesa con il Consorzio dei Comuni Trentini e il Servizio Urbanistica e tutela del paesaggio è stata, quindi, sottoposta a revisione complessiva tutta la modulistica in materia edilizia, per consentirne l’aggiornamento nei contenuti oltre che l’adeguamento agli standard tecnologici nazionali e l’implementazione sul front end della piattaforma camerale.
Il processo di digitalizzazione ha previsto una razionalizzazione anche dei contenuti che sono stati oggetto di confronto a un tavolo tecnico dedicato al SUAP e alla revisione della modulistica edilizia, partecipato da rappresentanti degli Ordini professionali degli Ingegneri e degli Architetti, convocato con nota prot. 632330 di data 19 agosto 2024 e riunito in ultima seduta il 10 settembre 2024 presso il Servizio Urbanistica e tutela del paesaggio.
Con la legge provinciale 8 luglio 2025, n. 3, intervenuta in recepimento del decreto c.d. Salva Casa mentre l’iter di definizione della nuova modulistica si trovava già in stato avanzato, sono state apportate innovazioni alla normativa edilizia provinciale, che non trovano tuttavia riscontro nei documenti oggi proposti, e che renderanno necessario un suo successivo, ulteriore aggiornamento.
Nelle osservazioni – illustrate da Daniele Depaoli, Sindaco di Primiero San Martino di Castrozza e Assessore competente per la materia – il CAL ha, conseguentemente, evidenziato l’opportunità di non rilasciare immediatamente i moduli in oggetto, andando piuttosto ad allineare il contenuto all’attuale quadro normativo, recentemente innovato.
Inoltre, è stato evidenziato che la nuova modulistica, se entrasse immediatamente a regime, necessiterebbe di essere implementata nelle piattaforme informatiche già utilizzate dai diversi comuni, in attesa che sia completata la messa a disposizione del nuovo SUAP-E. Peraltro, anche nell’ottica dell’implementazione del nuovo SUAP-E, il Comune di Trento utilizzerà una componente di Back office e una componente di backoffice enti terzi, diverse da quella scelte dalla maggior parte dei Comuni trentini che purtroppo non erano adatte a enti maggiormente strutturati.
Tali strumenti sono corso di acquisizione a valere sul il finanziamento garantito dall’avviso 2.2.3 del PNRR specifico per il SUE, ma necessiteranno, così come la soluzione proposta dalla Provincia, di essere collaudati.
Premesso quanto sopra, il CAL ha chiesto che l’entrata in vigore della nuova modulistica sia differita di sei mesi o, comunque, che la fase transitoria non scada prima della piena operatività dello sportello, con ciò consentendo , da un lato, di adeguare gli stessi alle novità della l.p. n. 3/2005 e, dall’altro, di attendere la messa in funzione del nuovo SUAP-E, ed il collaudo delle relative soluzioni informatiche, andando a rendere disponibili i nuovi i formulari direttamente negli sportelli rinnovati.
Nel periodo transitorio, il CAL ha chiesto che sia operato contestualmente l’aggiornamento della modulistica esistente in uso presso i Comuni in ragione delle intervenute modifiche legislative. Il mancato adeguamento potrebbe, infatti, comportare un inevitabile immediato disservizio nei confronti dei cittadini che intraprendono attività edilizia, in quanto i moduli non riportano le nuove fattispecie di legge, es. sanatoria semplificata, già vigenti.
**Linee guida provinciali per le politiche culturali: parere favorevole del CAL**
**Gli Enti locali siano coinvolti nelle successive fasi di pianificazione, attuazione e valutazione degli interventi**
Il Consiglio ha, quindi, esaminato le Linee guida per le politiche culturali della Provincia, alla presenza dell’Assessore provinciale all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità, Francesca Gerosa, che ha esposto i principali contenuti del provvedimento, evidenziando come il esso sia il frutto di un procedimento partecipativo, che ha coinvolto tutti gli attori del sistema culturale.
Giulia Robol, Sindaca di Rovereto e Assessore competente del CAL, ha, quindi, riportato gli esiti dell’istruttoria compiuta, osservando che il documento programmatico proposto è di ampio respiro, individua obiettivi condivisibili, e tocca aspetti su cui gli Enti locali sono già direttamente e significativamente coinvolti, come il sistema delle biblioteche e della formazione musicale.
Le traiettorie, delineate all’interno dello stesso documento, necessiteranno di essere tradotte in azioni concrete, e nelle fasi attuative delle stesse è auspicabile che sia assicurato il costante coinvolgimento degli Enti locali, tenuto conto del ruolo che gli Enti locali esercitano – assieme alla Provincia, alle Istituzioni ed agli Operatori del settore – nel concorrere allo sviluppo delle politiche culturali sull’intero territorio trentino.
In chiusura, la Sindaca Robol ha voluto, inoltre, sollecitare la Provincia a valorizzare maggiormente la ricchezza del patrimonio culturale, materiale ed immateriale, nella promozione territoriale del Trentino.
Le Linee guida per le politiche culturali della Provincia autonoma di Trento si configurano come documento strategico che definisce vision, mission e obiettivi del sistema culturale provinciale per il prossimo periodo. Il documento, previsto dall’articolo 3 della legge provinciale 15/2007, si inserisce in un contesto internazionale che riconosce sempre più la cultura come bene pubblico globale, recependo i principi della Convenzione di Faro e dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.
Il documento parte da un’analisi approfondita del contesto contemporaneo, nel quale emerge con forza l’esigenza di coniugare sempre più la tutela del patrimonio culturale materiale e immateriale, con il sostegno all’attività e produzione culturale e con l’attenzione ai diritti culturali individuali e collettivi, sentiti sempre più come essenziali per la realizzazione personale e la coesione sociale.
La cultura viene concepita non più come settore separato ma come determinante trasversale del benessere sociale, dove al centro non stanno i beni culturali ma le persone e le comunità, la loro accessibilità ai contenuti e la loro partecipazione attiva.
Lo scenario provinciale viene descritto come stratificato e multiforme, articolato in sei domini culturali principali: il sistema museale, il sistema bibliotecario, la formazione musicale, lo spettacolo dal vivo, gli archivi documentali e digitali, e il patrimonio culturale materiale e immateriale.
A questi si intrecciano quattro determinanti: la catalogazione e digitalizzazione, la comunità professionale, l’associazionismo e volontariato culturale, e le risorse economico-finanziarie.
Il quadro evidenzia punte di eccellenza ma anche criticità significative, tra cui la frammentazione delle iniziative, la scarsa coordinazione sistemica, la presenza di partenariati non adeguatamente strutturati, la dipendenza dalle risorse pubbliche e la debole integrazione con altri settori.
La vision dichiarata configura “un sistema culturale diffuso, generativo, dinamico e aperto al cambiamento”, fondato su quattro pilastri strategici: coesione tra comunità professionali, sussidiarietà verticale e orizzontale, ruolo sociale della conoscenza e ricerca specialistica.
La mission mira a “offrire a tutti la possibilità di partecipare alla costruzione della cittadinanza culturale” attraverso collaborazione, integrazione con altri settori, partecipazione inclusiva e innovazione creativa.
Il documento individua sette obiettivi generali configurati come “sfide sistemiche”: la riconoscibilità del sistema culturale, la conoscenza diffusa del patrimonio attraverso catalogazione e digitalizzazione, l’intersettorialità della cultura nelle politiche pubbliche, il monitoraggio e la programmazione strategica, la sostenibilità culturale intesa sia come contributo agli obiettivi dell’Agenda 2030 sia come diversificazione delle fonti di finanziamento, l’engagement dei pubblici con particolare attenzione alle nuove generazioni, e la qualità attraverso formazione permanente e professionalizzazione.
Il modello di governance proposto si basa sul concetto di “governance by network”, superando sia logiche gerarchiche sia di pura orizzontalità, per costruire reti di relazioni stabili e interdipendenti tra attori diversi che condividono obiettivi e scambiano risorse.
**Assegno unico: modifiche ai criteri per recepire la Carta acquisti Trentino e le nuove misure a sostegno della natalità**
**Parere favorevole, con l’invito ad assicurare maggiore coinvolgimento del CAL sul merito delle scelte**
Successivamente, è toccato all’Assessore provinciale Achille Spinelli illustrare una proposta di deliberazione della Giunta provinciale, concernente “disciplina di attuazione dell’assegno unico provinciale per il periodo 1° luglio 2025 – 30 giugno 2026, approvata con deliberazione della Giunta provinciale n. 631 del 9 maggio 2025”.
La deliberazione interviene a modificare la disciplina attuativa dell’AUP per il periodo 1.7.2025-30.6.2026, già approvata con d.G.P. n. 631/2025 in relazione a due aspetti: da un lato, l’istituzione della maggiorazione della quota A dell’assegno, funzionale all’attivazione della Carta argento Trentino, di cui una delibera della Giunta provinciale del 19 dicembre scorso, ha già definito beneficiari e modalità di funzionamento; dall’altro, l’adeguamento alle norme, introdotte con la l.p. n. 5/2025 in materia di assegno per il terzo figlio e di raccordo con l’assegno di natalità.
“Gli aspetti sostanziali, su cui interviene il presente provvedimento,” ha osservato Alberto Scerbo, Presidente della Comunità della Vallagarina e Assessore competente per materia “sono in parte predeterminati dalla legge, e in altra parte già definiti da deliberazioni della Giunta provinciale recentemente assunte, rispetto alle quali non è stato previsto il coinvolgimento del CAL. A tal proposito, ed in termini generali, sarebbe auspicabile una revisione delle fattispecie in cui è previsto il coinvolgimento di questo Organismo, nell’ambito delle politiche provinciali di contrasto alla povertà e di sostegno alla natalità, al fine di consentire al Consiglio delle autonomie locali di portare un più significativo contributo alla definizione di tali politiche”.
Facendo proprie tali considerazioni, il Consiglio ha quindi espresso parere favorevole rispetto al provvedimento in oggetto.
**Esaminati i Disegni di legge regionale n. 28/XVII, in materia di diffusione digitale delle sedute consiliari, e n. 27/XVII, relativo al diritto di voto dai 16 anni ai referendum, alle consultazioni e iniziative popolari nei Comuni**
I lavori del CAL sono quindi proseguiti con l’esame del DDL regionale n. 28, in materia di diffusione digitale dei lavori consiliari nei comuni, ai fini dell’espressione del parere di competenza.
Il disegno di legge, presentato dai consiglieri regionali Köllensperger, Foppa, Rieder, Rohrer, Ploner Alex, Oberkofler, Ploner Franz e Coppola, si propone di riformare la disciplina relativa alla pubblicità delle sedute degli organi comunali, introducendo nel Codice degli enti locali della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol un principio generale di pubblicità tecnologicamente avanzata, fondato sulla piena conoscibilità e accessibilità dei lavori da parte della collettività.
La norma proposta, attraverso l’introduzione del nuovo comma 9-bis dell’articolo 43 della legge regionale n. 2/2018, stabilisce che le forme di pubblicità sono garantite mediante strumenti tecnologici idonei, nel rispetto dei principi di cittadinanza digitale, accessibilità delle informazioni e tutela dei dati personali.
Pur senza menzionare espressamente nella norma il concetto di “streaming”, tale principio rende nei fatti necessaria l’adozione di modalità di diffusione diretta e continuativa dei lavori, in coerenza con l’evoluzione tecnologica e con gli standard moderni di trasparenza democratica.
La questione è già stata affrontata nella XVI legislatura con un disegno di legge – DDL 57/XVI – che proponeva l’obbligo di trasmissione in diretta streaming delle sedute del consiglio comunale e la successiva consultabilità senza limiti temporali.
Confermando l’orientamento a suo tempo espresso, il Consiglio delle autonomie locali ha espresso parere negativo rispetto alla proposta normativa in oggetto, evidenziando come risulti opportuno conservare il regime normativo vigente, che consente alle singole amministrazioni di prevedere la diffusione delle sedute via streaming, secondo le proprie valutazioni anche di carattere organizzativo.
La diffusione in streaming delle sedute consiliari richiede, infatti, ai comuni di adottare specifiche soluzioni tecnologiche, assumendo oneri economici ed organizzativi non indifferenti. Aspetti peraltro confermati dai Servizi competenti dello stesso Comune di Trento che – pur avendo tale Amministrazione da tempo intrapreso tale scelta di divulgazione – non ha mancato di segnalare, nell’istruttoria, la portata degli adempimenti che la trasmissione digitale delle sedute comporta.
D’altra parte, l’introduzione di un obbligo in tal senso potrebbe pregiudicare, in caso di assenza o malfunzionamento dei sistemi di diffusione digitale delle sedute, la validità delle deliberazioni assunte.
Successivamente, è stato esaminato anche il DDL n. 27/XVII, sempre di competenza regionale relativo al diritto di voto dai 16 anni ai referendum, alle consultazioni e iniziative popolari nei Comuni.
L’iniziativa, a firma dei Consiglieri regionali Oberkofler, Foppa, Rohrer e Coppola, propone di introdurre in modo uniforme sul territorio regionale la possibilità di esercitare il diritto di voto a partire dal sedicesimo anno di età per referendum, consultazioni e iniziative popolari a livello comunale.
La proposta è pertanto volta a superare la facoltà, oggi rimessa alla valutazione dei singoli Comuni, di riconoscere tale possibilità nell’ambito dei singoli Statuti.
Le motivazioni a supporto del disegno di legge in esame, come esplicitate nella relazione illustrativa, sono definite in termini di ‘rafforzamento della cittadinanza attiva’, ‘opportunità di inclusione democratica’, ‘strumento di educazione civica’.
Anche in relazione a questo provvedimento, l’orientamento emerso, a seguito dell’istruttoria della Giunta, è stato contrario, ritenendo opportuno mantenere nell’ambito della libera scelta dell’Ente, espressa all’interno del relativo statuto, l’estensione del diritto di voto ai sedicenni, nelle consultazioni in oggetto.
Nella discussione, la Sindaca di Arco, Arianna Fiorio, prendendo atto dell’orientamento proposto dalla Giunta, ha osservato come, a suo parere, l’estensione ope legis del voto a partire dal sedicesimo anno di età, nelle consultazioni comunali, avrebbe rappresentato un segnale i di positivo coinvolgimento nei confronti dei giovani residenti.
Il Consiglio ha quindi manifestato parere negativo, sulla scorta di 23 voti contrari, 1 voto favorevole ed 1 astensione.
