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CAL – CONSIGLIO AUTONOMIE LOCALI * EDILIZIA: «PARERE FAVOREVOLE ALLE MODIFICHE DEL RUEP, EQUILIBRIO FRA ESIGENZE AGRICOLE E LIMITAZIONE DEL CONSUMO DI SUOLO»

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19.31 - mercoledì 28 gennaio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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**Edilizia: parere favorevole con osservazioni alle modifiche del RUEP sulle edificazioni in area agricola**

Positiva la volontà di disciplinare meglio alcune ipotesi, ma serve equilibrio fra esigenze dell’impresa agricola e principio di limitazione del consumo di suolo.

Al centro del Consiglio delle autonomie locali, tenutosi stamattina, le modifiche al Regolamento urbanistico edilizio provinciale (RUEP), proposte dalla Giunta provinciale per rispondere all’esigenza di precisare alcune disposizioni relative agli interventi ammessi nelle aree agricole, e introdotte dall’Assessore provinciale Mattia Gottardi, collegato in videoconferenza, e dal Dirigente generale Giovanni Gardelli.

“Siamo qui a presentare una proposta di provvedimento” – ha precisato l’Assessore Gottardi – ” che, in ogni caso, intende tutelare le scelte pianificatorie dei singoli comuni. L’iter di esame del provvedimento vede prevista la trattazione del provvedimento nella Commissione competente del Consiglio provinciale già oggi pomeriggio, e per questo vi ringrazio di aver previsto l’espressione del vostro parere stamattina. Rimaniamo comunque a disposizione per confrontarci ulteriormente, in merito alle vostre osservazioni”.

La proposta incide in maniera puntuale sulle disposizioni che normano la possibilità di edificare nelle aree agricole individuate dagli strumenti di pianificazione, andando a favorire l’insediamento di giovani agricoltori e il recupero del patrimonio edilizio anche a fini residenziali primari o di subentro generazionale o per la realizzazione di foresterie e per l’insediamento di attività agrituristica, in alcuni casi anche con nuovi volumi a ciò dedicati. Le norme proposte nascono, peraltro, dalla necessità di chiarire la disciplina di alcune casistiche che, nella sottocommissione CUP competente al rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche in area agricola – si sono, nel tempo, riproposte.

“Apprezziamo l’intento, espresso nella proposta all’esame, di meglio regolare e di chiarire le fattispecie ricorrenti che interessano gli interventi edilizi realizzabili dagli imprenditori agricoli.” – ha affermato Daniele Depaoli, Sindaco di Primiero San Martino di Castrozza e Assessore competente per la materia – “A seguito di un approfondito esame della proposta, condotto anche interloquendo con la Struttura provinciale competente, la Giunta del CAL ha condiviso alcune osservazioni, nell’ottica di bilanciare le esigenze abitative degli agricoltori, e lo sviluppo delle imprese agricole con il principio della limitazione del consumo di suolo, quale cardine fondante la pianificazione delineata dal Piano urbanistico provinciale. In diverse zone del Trentino, le aree agricole costituiscono, infatti, territori appetibili per le esigenze insediative e debbono essere fortemente tutelati affinché la loro vocazione agricola primaria sia preservata da interventi che possano depauperare aree di forte pregio paesaggistico.”

Per quanto riguarda gli agriturismi, una diretta prevalenza delle norme regolamentari proposte sui PRG, ossia l’insediamento di attività agrituristica tramite recupero degli immobili esistenti con ampliamento sino al doppio della SUN anche nel caso di azienda priva di centro aziendale, che non effettua lavorazione o trasformazione dei prodotti agricoli – osserva il CAL – potrebbe comportare stravolgimenti nella vocazione territoriale agricola, individuata a livello pianificatorio locale. Sarebbe, pertanto, auspicabile che sia demandato al PRG la facoltà di limitare tale previsione al fine di permettere al singolo territorio di valutare come disciplinare lo sviluppo delle aree agricole.

Per altro verso, in merito alla realizzazione delle foresterie per i lavoratori stagionali – seppure la norma proposta sia necessaria a garantire la continuità lavorativa stagionale recuperando volumi esistenti – andrebbe individuata una precisa definizione di foresteria per evitare che proliferino sul territorio (in area agricola se edifici dismessi o con diversa destinazione oppure in area residenziale/ricettiva se “in disponibilità dell’azienda”) appartamenti o altri interventi non propriamente adatti (es. monolocali) al fine dichiarato, che andrebbero verificati in fase di rilascio del titolo edilizio.

Proseguendo, in tema di fabbricati ad uso abitativo del conduttore agricolo, è importante, secondo il CAL, che rimanga riconosciuta la possibilità di mantenere le previsioni più restrittive nella pianificazione comunale, che introducano limitazioni o preclusioni all’insediamento abitativo nelle specifiche aree agricole di competenza. Ciò al fine di tenere conto della realtà dei singoli territori, che in alcuni casi sono – per posizione e conformazione – suscettibili alla espansione urbana in aree che dovrebbero rimanere esclusivamente agricole. Inoltre, sempre in tema di limitazione del consumo di suolo, qualora la seconda abitazione (es. per il subentro generazionale) sia di nuova realizzazione sarebbe opportuno che quest’ultima fosse addossata o almeno prospiciente alla prima o ad altri edifici esistenti.

In ordine, infine, ai requisiti oggettivi per la realizzazione dell’abitazione del conduttore agricolo, per quanto riguarda il requisito oggettivo previsto per le imprese zootecniche (art. 73, comma 4, lett. a), pare eccessivo richiedere il requisito di “almeno 4 ettari di superficie foraggera in proprietà, esclusi i pascoli” in quanto, soprattutto per i giovani agricoltori avere entrambi i requisiti risulta molto difficile, soprattutto perché si parla “di proprietà” e non di mero possesso, accezione più vasta e documentabile anche con altro titolo. Aspetto, questo, su cui già nel corso della seduta, è stata manifestata la disponibilità della Provincia a riconsiderare la portata del requisito.

Nella discussione, Alessio Zanoni, Sindaco di Riva del Garda, è intervenuto per richiamare le osservazioni già formalizzate, e per rivendicare la portata politica di queste disposizioni. Le richieste di rivedere le regole della pianificazione urbanistica, per comprimere usi consolidati del territorio in favore di impieghi oggi più redditizi, come quello ricettivo, sono forti, soprattutto in alcune zone. Serve, sul punto, una visione chiara di come si intende concepire lo sviluppo del territorio, ed è comunque apprezzabile, sul punto, l’apertura al confronto manifestata dall’Assessore Gottardi.

Arianna Fiorio, Sindaca di Arco, condividendo l’intervento del collega Zanoni, ha osservato che gli ampliamenti alle possibilità edificatorie per gli agricoltori, potrebbero prestarsi a comportamenti speculativi in aree come quella dell’Alto Garda, con un possibile incremento dei prezzi delle aree a ciò vocate, a tutto svantaggio di chi effettivamente intende avviare un’impresa nel settore. La preoccupazione di dare risposte alle esigenze di tensione abitativa dovrebbe, peraltro, orientarsi a dare risposte anche ad altre fasce della popolazione, per le quali tale condizione si presenta in maniera ben più incisiva che nel mondo agricolo.

Luca Paolazzi, Sindaco di Lavis, ha commentato il provvedimento, dichiarando che a suo avviso al suo interno si trovano previsioni positive ed altre meno. Rimane sempre sullo sfondo la complessità di disciplinare in maniera omogenea un territorio provinciale nel quale le esigenze della singola realtà si presentano in maniera molto variegata. Sarebbe, inoltre, necessario avere una mappatura più puntuale delle esigenze che vengono manifestate nei diversi territori. L’esigenza di assicurare risposta alle esigenze dell’agricoltore, di abitazione e presidio dell’azienda, va comunque bilanciato con l’esigenza di salvaguardare la limitazione del consumo di suolo, e peraltro, con la considerazione che l’edificazione a fini residenziali nelle aree agricole comporta poi la necessità di estendere a chi ivi risiede, i servizi ordinariamente garantiti a tutti i residenti.

Giacomo Redolfi, Sindaco di Mezzana, ha riconosciuto come reali ed effettive le difficoltà con cui si confrontano le imprese agricole sul piano delle esigenze abitative, in relazione alla necessità di favorire il passaggio generazionale e di presidiare costantemente la propria azienda. Necessario, in particolare, a suo avviso ridurre la quota minima di superfici foraggere, richieste per l’edificazione dell’abitazione dell’agricoltore del settore zootecnico, e di considerare non soltanto le aree in proprietà, ma anche quelle su cui vi sia altro titolo di disponibilità. Il regolamento interviene anche in relazione alle esigenze delle attività apistiche, molto rilevanti anche ai fini della tutela dell’ambiente montano. Per queste imprese, sono in particolare rilevanti le disposizioni relative alla collocazione dei manufatti funzionali all’attività, e che risultano, nella proposta avanzata, eccessivi. Potrebbe essere, inoltre, valutata la possibilità di consentire la collocazione di tali strutture anche in aree boschive, e non soltanto in area agricola.

Mirko Gadler, Sindaco di Vignola Falesina, è intervenuto per ringraziare l’Assessore provinciale e la struttura per l’apertura al confronto, e per rimarcare l’opportunità di ridurre significativamente il requisito di possesso dei aree a pascolo per l’edificazione dell’abitazione dell’imprenditore zootecnico.

“Il parere che trasmetteremo alla Giunta provinciale ” – ha commentato in chiusura il Presidente del CAL, Michele Cereghini – “farà sintesi di tutte le osservazioni, emerse nell’istruttoria della Giunta e nel dibattito odierno, con l’auspicio che le sollecitazioni fatte possano essere pienamente accolte nell’adozione definitiva. Ringrazio l’Assessore Gottardi e la Struttura tecnica per l’ampia disponibilità al confronto dimostrata, su un provvedimento effettivamente delicato per il governo del nostro territorio”.

**IM.I.S. sugli immobili gravati da uso civico: il CAL esprime orientamento negativo sul DDL n. 73**

Successivamente, il CAL ha esaminato, in vista dell’audizione consiliare accordata dalla Prima Commissione permanente, il DDL n. 73, d’iniziativa del Consigliere provinciale Filippo Degasperi.

La proposta è volta a inserire nell’impianto normativo tributario dell’Imis una nuova fattispecie di esenzione IMIS (di carattere misto soggettivo/oggettivo), per ‘tutti i beni gravati dal vincolo di uso civico, purchè utilizzati con modalità non commerciali per lo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca scientifica, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive’. Ciò in sostituzione del regime vigente, che riconosce l’esenzione per i soli immobili gravati da uso civico e “destinati esclusivamente ai fini istituzionali del possessore”.

“La Giunta del Consiglio delle autonomie locali, pur manifestando la più ampia disponibilità ad approfondire il confronto e la riflessione in materia di disciplina dei beni di uso civico e delle proprietà collettive” ha relazionato il Presidente del CAL, Michele Cereghini “ha valutato come non condivisibile il disegno di legge presentato, in quanto la relativa introduzione inficerebbe, da un lato, l’ordinamento giuridico vigente degli usi civici, legittimando indirettamente utilizzi di tali beni non conformi col quadro normativo vigente. Per altro verso, risulterebbero contraddetti pure i principi del sistema tributario dell’Imis, e rimarrebbero incertezze rispetto alla possibilità di mantenere l’esenzione oggi esistente, ad esempio sulle sedi istituzionali delle ASUC. La sede più consona di definizione delle agevolazioni Imis rimane, peraltro, quella nel Protocollo d’Intesa in materia di Finanza Locale.”

In linea con le osservazioni pervenute dal Comune di Trento, diverse sono le criticità e le incongruenze che deriverebbero, infatti, dall’introduzione della precitata disposizione. In ambito di disciplina sugli usi civici rileva una difformità di presupposto in quanto, appunto, le finalità indicate dall’art. 1 della proposta normativa sono del tutto estranee ai beni di uso civico e alle proprietà collettive quali elementi fondamentali per la vita e per lo sviluppo delle popolazioni locali e quali strumenti primari per la salvaguardia ambientale e culturale del patrimonio e del paesaggio agro-silvo-pastorale trentino – art. 1, comma 1, della L.P. 6/2005. La fattispecie di esenzione come formulata all’art. 1 del ddl presuppone delle finalità in capo al soggetto gestore dei beni (ASUC) che la legge di settore declina in termini completamente diversi.

Passando al piano della disciplina Imis, una prima criticità riguarda lo scenario che si prospetterebbe per gli immobili gravati da uso civico destinati a fini esclusivamente istituzionali. Tali immobili, ai sensi dell’art. 7 (esclusioni, esenzioni, riduzioni), comma 1, lett. d) della L.P. 14/2014 (disciplina IM.I.S.) sono oggi esenti. L’integrale sostituzione della precitata disposizione con l’art. 1 del ddl, porterebbe a ritenere, in considerazione del divieto di interpretazione estensiva o analogia in materia tributaria, che tutti gli immobili ‘istituzionali’ (ad es. sedi delle Asuc, fabbricati di tipo rurale non abitativo utilizzati dai frazionisti o dalle Asuc medesime per l’esercizio del diritto di uso civico), oggi esenti, debbano tornare ad essere oggetto di imposizione tributaria Imis.

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