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BONFANTI – CIANCI – SANTOLINI – ERLICHER – MARCHI * CIRCONVALLAZIONE FERROVIARIA ROVERETO (TN): «RICHIESTA ANNULLAMENTO PROCEDURA DIBATTITO PUBBLICO RELATIVO AL LOTTO 3B (TRATTE ACCESSO LINEA BRENNERO)»

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12.11 - lunedì 23 marzo 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Al Responsabile del Dibattito Pubblico del lotto 3B circonvallazione di Rovereto ing. Giuseppe Romeo

Al Presidente della Giunta Provinciale delle Provincia Autonoma di Trento dott. Maurizio Fugatti

Al Sindaco di Trento dott. Franco Ianeselli

 

Oggetto: Annullamento della procedura di Dibattito Pubblico relativo al Lotto 3B, Circonvallazione Ferroviaria di Rovereto, delle tratte di accesso alla linea del Brennero In data 9 marzo 2026 Rete Ferroviaria Italiana, ha dato il via al Dibattito Pubblico relativo al lotto 3B, Circonvallazione di Rovereto, delle tratte di accesso alla linea ferroviaria del Brennero.

 

A dare avvio al Dibattito Pubblico, che durerà 120 giorni, è stata, oltre alla pubblicazione sul sito www.dpcirconvallazionerovereto.it della Relazione di Progetto e del DocFAP (il documento delle alternative progettuali), una conferenza stampa alla presenza dell’ Amministratore Delegato di RFI Aldo Isi, del Presidente della Giunta Provinciale Maurizio Fugatti, del Presidente della Comunità della Vallagarina Alberto Scerbo, del Coordinatore del Dibattito Pubblico Giuseppe Romeo e di Damiano Beschin direttore dei lavori della circonvallazione di Trento e referente dell’opera per RFI.

Nel resoconto della conferenza stampa, di cui da conto il comunicato 588 dell’ Ufficio Stampa della Provincia Autonoma di Trento, è scritto che sono 8 i Comuni interessati all’ opera (Ala, Mori, Rovereto, Volano, Calliano, Nomi, Besenello e Trento), mentre la Circonvallazione si svilupperà su di un tracciato lungo poco meno di 24 Km (di cui 16 in galleria a due canne); la galleria scorrerà sotto terra a 60/70 metri di profondità. Quello che balza agli occhi è che pur trattandosi di un progetto che riguarda anche la città di Trento ed in particolare il sobborgo di Mattarello, l’opera è stata presentata come un opera della Valle Lagarina e nessun momento di dibattito e di approfondimento è stato pensato nella città di Trento, pur essendo il lotto 3 B particolarmente impattante per la città capoluogo.

La galleria a due canne del lotto 3B scorrerà, lo dice la Relazione di Progetto ed il DocFAP, prevalentemente in terreni ghiaiosi e sabbiosi; unico tratto di galleria in roccia sarà il tratto che verrà scavato nella Vigolana (circa 1 km) da Besenello ad Acquaviva ed in gran parte si sviluppa su territorio del Comune di Trento. Si tratta di un tratto di grandissima rilevanza ambientale visto che proprio li è collocata la sorgente di Acquaviva, ed otto pozzi di captazione di acque potabili. Quella di Acquaviva è una delle fonti d’acqua più importanti del Trentino, che rifornisce oltre ai quartieri di Trento Sud anche il Comune di Besenello e che in prospettiva dovrebbe fornire acqua anche ad altri comuni della Vallagarina a cominciare da quello di Rovereto.

È importante notare che nella Relazione di Progetto si ammettono i rischi relativi alle sorgenti ed ai pozzi di captazione dell’ acqua potabile a Mattarello e ad Acquaviva, si parla di venute d’ acqua in galleria e di sorgenti con significative pressioni (fino a 800 litri al secondo) ma non si capisce dove ed in che modo gli abitanti ed i cittadini ma neppure gli amministratori di quelle aree possano intervenire nel Dibattito Pubblico. Il perchè della esclusione di Trento e del sobborgo di Mattarello non è noto, mentre la documentazione messa a disposizione del dibattito pubblico non contiene ne il parere istituzionale e popolare su questa opera che rischia di far scomparire e/o di compromettere una delle più importanti sorgenti d’acqua del Trentino e/o di inquinarla pesantemente, attraverso l’uso di additivi, schiume ed acceleranti per il funzionamento delle frese di scavo (TBM) ed il consolidamento del cemento delle gallerie.

Inoltre, sempre dalla documentazione presente sul web per il dibattito pubblico emerge che Trento e la circoscrizione di Mattarello sono stati esclusi e comunque non hanno partecipato agli incontri convocati da RFI per illustrare e discutere il progetto di circonvallazione di Rovereto. Infine, la Relazione di Progetto ed il docFAP parlano della realizzazione della galleria che dovrebbe collegare Acquaviva a Marco di Rovereto attraverso l’uso di 4 TBM, frese per lo scavo, poste due a nord e due a sud. Scelta che non può che dare vita a significativi espropri e/o occupazioni temporanee (per la realizzazione del cantiere e per il deposito dello smarino) di aree nel sobborgo di Mattarello, località che in questi ultimi dieci anni ha già perso quasi 100 ettari di terreno agricolo primario e che, se quest’ opera dovesse vedere la luce, ne perderebbe almeno altri 30, mutando significativamente la natura di quel sobborgo da area prevalentemente agricola a snodo viario.

L’art. 40 del DLGS 36/2023 (disciplina del nuovo Codice degli Appalti) prevede per opere come il lotto 3B Circonvallazione di Rovereto, il “dibattito pubblico obbligatorio” a cui sono chiamati a partecipare, in primis, gli enti locali territoriali, nel nostro caso il Comune di Trento e la circoscrizione di Mattarello, circostanza che fino ad ora non si è verificata. Basterebbe osservare l’importanza del Comune di Trento circa la realizzabilità dell’ opera proposta per capire che ci troviamo di fronte ad un grave errore procedurale e sostanziale, ovvero ad un vulnus insanabile se si prosegue sulla strada di un dibattito pubblico così congeniato. La convocazione di un Dibattito pubblico, dove non partecipa (e non è mai stato chiamato a farlo) il Comune più grande fra quelli interessati e che, nel contempo, è anche il Comune (uno di Comuni) più impattato dall’opera e dove si potrebbero verificare i più significativi danni ambientali, costituisce insomma un vulnus grave nella approvazione di un opera come il lotto 3 B delle tratte di accesso alla linea del Brenero.

È evidente infatti che la obbligatorietà del dibattito pubblico come normata dall’ art, 40 del Nuovo Codice degli Appalti, non si sostanzia se uno dei comuni interessati all’ opera non è coinvolto ne convocato ad esprimere un parere motivato e che tale scelta, se non immediatamente corretta attraverso una nuova convocazione del Dibattito stesso ed un confronto con il Comune di Trento, la circoscrizione ed i cittadini di Mattarello sulle scelte progettuali, rischia di annullare e di invalidare l’intera procedura approvativa. L’affermare che a fare brutta figura in una vicenda simile è anche la amministrazione comunale di Trento (che doveva e poteva sollevare la questione per tempo) è sicuramente una giusta considerazione, da tempo mettiamo in evidenza lo scarsa per non dire nulla vigilanza e tutela del territorio che contraddistingue la Giunta Ianeselli.

Quello che comunque non è cancellabile è che va immediatamente corretto è la anomalia di un dibattito pubblico a cui non partecipa attivamente ed da cui è tenuto fuori un comune che più di molti altri pagherà le conseguenze di questa opera ed un sobborgo che viene trasformato in luogo di sacrificio da una serie di opere viarie e ferroviarie (la circonvallazione ferroviaria di Trento, la circonvallazione ferroviaria di Rovereto, la nuova collocazione della PIRUBI con uscita delle gallerie ad Acquaviva, la perdita o comunque i pesant rischi per la sorgente di Acquaviva ed i pozzi di captazione dell’ acqua potabile, la perdita di un centinaio di ettari di terreno agricolo primario e le mutazioni significative del paesaggio di quel sobborgo) che ne destabilizzano e modificano alla radice la qualità della vita e delle relazioni.

Da più parti si è fatto rilevare che il dibattito pubblico proposto è finto, svilito da regole di partecipazione che escludono la generalità dei cittadini, limitato alle istituzioni locali ed a cui le stesse associazioni possono partecipare solo se in possesso requisiti particolari ed escludenti. Il non coinvolgimento del Comune di Trento e della circoscrizione di Mattarello completa il quadro inficiando la stessa legittimità di questo dibattito. Ed infine non aiuta certo la nomina a Responsabile di Dibattito Pubblico di un noto dirigente di RFI, che ha svolto un ruolo di protagonista anche nel dibattito pubblico relativo alla circonvallazione ferroviaria di Trento, l’ing. Giuseppe Romeo: sicuramente non soggetto superpartes quale dovrebbe essere chi svolge una funzione di questo tipo posto che appartiene ai vertici dell’ ente proponente l’opera.

Con una premessa del genere non ci sono le condizioni per un reale confronto sul progetto e le scelte proposte risultano imposizioni inaccettabili. E’ per queste ragioni che chiediamo al Coordinatore del Dibattito Pubblico, Giuseppe Romeo, di segnalare ai proponenti le anomalie qui evidenziate e di annullare il Dibattito Pubblico promosso in quanto si sta svolgendo con modalità che non rispettano quanto disciplinato dall’ art. 40 del Nuovo Codice degli Appalti. Nel contempo chiediamo che si avvi la interlocuzione con i cittadini e le istituzioni (Comune e Circoscrizione di Mattarello) sul progetto presentato e che a tale confronto siano presenti anche gli altri comuni dove transiterà l’opera.

Infine invitiamo il Sindaco di Trento a sostenete la presente richiesta, unica possibilità per la amministrazione del capoluogo e per i suoi cittadini di discutere e di chiedere sostanziali e radicali mutazioni di indirizzo rispetto alle determinazioni del docFAP ed alla Relazione di Progetto e di difendere una delle più importanti fonti idriche cittadine e provinciali.

 

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Elio Bonfanti, Marco Cianci, Paolo Santolini, Lorenza Erlicher, Antonio Marchi

 

 

 

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