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“BDS TRENTINO“ * “SPORTSWASHING“: «SPORT ED OCCUPAZIONE, PERCHÉ BOICOTTARE LE FEDERAZIONI (NON GLI ATLETI)»

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12.58 - domenica 19 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Arrampicata contro l’apartheid: il Trentino si mobilita per il boicottaggio sportivo di Israele. Sport e occupazione: perché boicottare le federazioni, non gli atleti.

Il boicottaggio sportivo di Israele non è un attacco all’identità degli atleti israeliani come persone, ma una pressione mirata sulle istituzioni statali complici delle politiche di occupazione e delle violazioni dei diritti umani nei territori palestinesi. La partecipazione israeliana a competizioni internazionali — Olimpiadi, tornei calcistici, eventi sportivi di ogni tipo — fa parte di una strategia consapevole e ben documentata: usare la normalità apparente dello sport per proiettare un’immagine di stato pacifico e legittimo, distogliendo l’attenzione internazionale da ciò che accade sul terreno.

Questo fenomeno, noto come “sportswashing”, permette a Israele di trasformare la visibilità e il prestigio delle competizioni in capitale politico, presentandosi come nazione “normale” e agnostica al conflitto proprio nei momenti in cui la comunità internazionale dovrebbe invece esercitare pressione. Boicottare le squadre e le federazioni che rappresentano lo stato — non i singoli individui in quanto israeliani — è quindi uno strumento di protesta pacifico e mirato, che nega esattamente quella normalizzazione a cui lo sport viene strumentalizzato, seguendo lo stesso principio che portò all’esclusione internazionale del Sudafrica durante l’apartheid.

Sul fronte dell’arrampicata, le denunce sono circostanziate: gli arrampicatori palestinesi vengono aggrediti da coloni armati mentre si allenano, perdono l’accesso a falesie storiche come Yabrud, occupate dagli insediamenti, mentre la Federazione Israeliana di Arrampicata attrezza e promuove pareti su terra palestinese occupata, violando le Convenzioni di Ginevra. Come denuncia Hiba Shaheen, presidente della Palestine Climbing Association, mentre gli atleti palestinesi vivono sotto occupazione e non possono nemmeno raggiungere le proprie falesie, atlete israeliane come Ayala Kerem competono a livello internazionale sponsorizzate da aziende come Shikun & Binui, direttamente coinvolte nella costruzione degli insediamenti illegali. Si contesta così la vetrina di un sistema che nella pratica esclude gli stessi atleti palestinesi dalle rocce di casa loro.

La proposta partita da un rifugio in Vallagarina

È in questo quadro che si inserisce la mobilitazione promossa dalla rete internazionale “Climbers for Palestine”, di cui si è fatto portavoce Marzio Nardi, figura storica dell’arrampicata italiana ed ex tracciatore del prestigioso Rock Master di Arco. L’appello che ha dato avvio alla campagna è nato pochi mesi fa, il 31 maggio, al Rifugio Fos-Ce, sopra Brentonico, nell’ambito di “Alp Sumud per Gaza”, il percorso diffuso di incontri e cammini solidali promosso da BDS Trentino, Arci Brentonico, SAT Brentonico, Climbers for Palestine insieme a numerose realtà del territorio.

In quell’occasione, accanto alla testimonianza dello sportivo palestinese Abdallah Inshasi, Nardi ha lanciato un appello formale alla Federazione Internazionale di Arrampicata Sportiva (IFSC), sostenendo che “la comunità dell’arrampicata non può restare in silenzio davanti alle violazioni dei diritti dei climber palestinesi”, perché “lo sport non vive in un vuoto isolato, ma risente delle condizioni materiali, dei confini e dei diritti negati a chi lo pratica”.
Le richieste della campagna sono chiare: sospendere l’ILCA dai circuiti internazionali oppure ammettere i suoi atleti solo come “neutrali”, senza bandiera né inno nazionale.

Il programma ad Arco, dal 20 al 25 luglio

L’occasione scelta per portare la protesta sotto i riflettori internazionali sono i Campionati Mondiali Giovanili di Arrampicata (IFSC Youth World Championships), in programma ad Arco dal 18 al 25 luglio 2026. Un’ampia coalizione locale ha costruito una rete capillare tra palestre, gruppi sportivi e associazioni civili per accompagnare l’intera settimana del campionato con presidi, incontri e momenti culturali.

Tutti i giorni, fuori dal.Rpckmaster ci sarà un presidio con pinto informazioni, mercatino solidale e approfondimenti.
Inoltre, mercoledì 22 luglio alle 21.00 ci sarà un intervento pubblico di Marzio Nardi dal titolo “Arrampicata come strumento d’occupazione”;
giovedì 23 luglio alle 21.00, incontro con il collettivo “West Climbing Bank” e proiezione del film “Resistance Climbing” presso il Cantiere 26.
Venerdì 24 luglio, dalle 20.30 a mezzanotte, “night session for Palestine” nell’area blocchi del Colodri.
Sabato 25 luglio, alle 16.00, corteo per le vie di Arco, con salita su falesia delle bandiere da parte di una delegazione del comitato organizzatore.

Parallelamente, gli organizzatori invitano tutte le strutture di arrampicata italiane ad aderire alla campagna “SPLAI – Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana”, promossa da BDS Italia, che punta a costruire spazi sicuri e solidali tagliando i legami con le entità sportive complici dell’oppressione dei climber palestinesi.

Anche il Comune di Arco prende posizione

La pressione della campagna ha raggiunto anche le istituzioni che ospitano la manifestazione. Nei giorni scorsi la Giunta comunale di Arco, guidata dalla sindaca Arianna Fiorio, ha reso nota la decisione di non partecipare alle cerimonie di premiazione dei Campionati mondiali giovanili, che vedono in gara anche una delegazione israeliana. L’amministrazione ha scelto comunque di essere presente alla cerimonia inaugurale, come segno di rispetto verso gli organizzatori e verso i giovani atleti che hanno conquistato il diritto di partecipare, ma ha voluto marcare con un gesto simbolico la propria distanza dalla situazione in corso nei territori occupati e a Gaza. Nella nota diffusa dal Comune si ribadisce che l’amministrazione non ha nulla contro gli atleti in quanto tali, ma ritiene le istituzioni tenute a testimoniare con coerenza i valori che dichiarano di rappresentare, in un contesto segnato da decine di migliaia di vittime, tra cui moltissimi bambini. Un segnale istituzionale che si affianca, pur muovendosi su un piano diverso, alla mobilitazione dal basso promossa da Climbers for Palestine e dalla rete di associazioni trentine.

Non solo arrampicata: l’appello per il basket giovanile

Quella di Arco non è l’unica iniziativa di boicottaggio sportivo che si svolge in Trentino nei prossimi giorni. Dal 25 luglio al 2 agosto 2026 il Trentino ospiterà infatti anche il FIBA U18 EuroBasket, uno dei più prestigiosi campionati europei di basket giovanile, con le partite divise tra la BTS Arena di Trento e il PalaMarchetti di Rovereto.
Anche in questo caso alcune realtà del territorio hanno espresso un fermo dissenso nei confronti della FIBA per aver consentito la partecipazione della Nazionale di Israele, rappresentante di uno Stato accusato di crimini contro l’umanità, apartheid e genocidio ai danni del popolo palestinese, e hanno lanciato un appello a presidiare i palazzetti di Trento e Rovereto per un’attività di sensibilizzazione tramite volantinaggio.
Le partite si terranno ogni giorno alle 13.00, 15.30, 18.00 e 20.30, per un totale di otto incontri al giorno (quattro a Trento e quattro a Rovereto, in contemporanea).
Anche in questo caso viene ribadito che l’iniziativa non è rivolta contro i giovani atleti, ma contro la FIBA, con la richiesta che la Nazionale israeliana venga esclusa dalle competizioni internazionali fino a quando Israele non porrà fine alle gravi violazioni del diritto internazionale nei confronti del popolo palestinese. Gli organizzatori invitano chi vorrà partecipare a farlo nel pieno rispetto delle persone, mantenendo un atteggiamento pacifico, rispettoso e non violento.

Tra le falesie di Arco e i palazzetti di Trento e Rovereto, la prossima settimana il Trentino si conferma quindi un laboratorio di mobilitazione sportiva per la Palestina, con lo sport chiamato — ancora una volta — a schierarsi tra normalizzazione e giustizia.

 

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