(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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In Trentino ci troviamo di fronte a una situazione economica preoccupante: le ore autorizzate di cassa integrazione (CIG) sono aumentate del 75% nel primo semestre del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024, un dato che supera di gran lunga la media nazionale (+21,8%). Questo incremento esponenziale, che ha portato le ore autorizzate da circa 680.000 a oltre 1,19 milioni, rappresenta un serio campanello d’allarme per la stabilità economica e sociale della provincia ed è un rischio per il tessuto economico e sociale. L’impennata della CIG, sebbene sia uno strumento volto a tamponare le crisi aziendali, segnala una fragilità strutturale, in particolare nel settore industriale e manifatturiero, che arretra mentre il turismo e i servizi trainano, ma non compensano, la crescita economica.
Rischiamo la precarietà economica per i lavoratori: la dipendenza dagli ammortizzatori sociali comporta una significativa riduzione del reddito per i dipendenti e una crescente incertezza sul futuro occupazionale. L’indebolimento del sistema produttivo con un uso prolungato e diffuso della CIG indica che le aziende faticano a essere competitive o ad adattarsi ai cambiamenti del mercato, rischiando una debolezza strutturale a lungo termine. Il forte contrasto con l’Alto Adige, che ha registrato un calo della CIG, evidenzia un andamento economico a “due velocità”, suggerendo l’urgenza di misure specifiche per il nostro territorio.
Nonostante un saldo occupazionale complessivamente positivo nel primo semestre 2025 (più assunzioni che cessazioni), l’esplosione delle ore di CIG getta un’ombra sulle rosee statistiche occupazionali, indicando che qualità e stabilità del lavoro sono a rischio. È evidente che non possiamo limitarci a gestire l’emergenza solo con gli ammortizzatori sociali. Servono misure urgenti e straordinarie per sostenere la crescita puntando sulla formazione e sulla riconversione industriale. Ma per ora l’approccio che l’amministrazione provinciale di centrodestra ha messo in campo non sembra all’altezza del rischio che corriamo.
