Voglio ringraziare gli oltre quindici milioni di persone che hanno scelto di difendere la Costituzione. Abbiamo ottenuto un’importante vittoria che ci fa felici ma nel contempo ci assegna una grossa responsabilità, quella di costruire un’alternativa credibile ed attraente.
Questa vittoria è stata costruita grazie soprattutto ai/alle giovani che si sono recati a votare ed hanno votato per fermare l’ennesimo attacco alla costituzione, perché di questo si trattava e non tanto di una semplice modifica della giustizia.
Il governo ha cercato di fermare il desiderio di partecipazione dei giovani impedendo loro di votare fuori sede. E noi abbiamo risposto nominandoli nostri rappresentanti di lista nei luoghi di studio. Basti pensare che solo AVS ha nominato più di 11mila rappresentanti in tutta Italia, di cui circa 200 in Trentino. Questa quindi è diventata anche la loro vittoria, che ha premiato la loro voglia di partecipazione, che si è riaccesa davanti al pericolo di modifiche sostanziali e anticostituzionali.
Forse anche il clima internazionale e le guerre così vicine hanno spinto molte persone a difendere le istituzioni democratiche. Di certo quando si tocca la costituzione si tocca l’animo democratico di cittadini e cittadine. Questa riforma arrivava poco dopo i decreti che invocano la sicurezza ma in realtà annullano spazi di dissenso e partecipazione e mentre questa maggioranza punta, con il presidenzialismo e la modifica della legge elettorale, a rendere più deboli il parlamento e il presidente della repubblica.
Quando si interviene contemporaneamente sugli assetti costituzionali, la giustizia, l’informazione, il diritto di manifestare, non si può più parlare di singoli provvedimenti isolati. Si stanno cambiando gli equilibri democratici e si delinea una visione dello Stato in cui, chi governa vuole concentrare il potere ed eliminare quanto più possibile il conflitto democratico, abbassare le garanzie e neutralizzare la forza dei principi costituzionali mettendo in discussione i traguardi raggiunti in due secoli di costituzionalismo. E questo ha decretato la sconfitta di chi proponeva il sì.
Ora tocca a noi, nel pieno rispetto della Costituzione, rilanciare il salario minimo, la riduzione delle ore lavoro a parità di salario, il no agli armamenti, la scuola e la sanità pubblica, un fisco più giusto. Sono già punti del nostro programma, vogliamo farli vivere nel Paese.
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Renata Attolini, segretaria provinciale di Sinistra Italiana
