(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’Associazione riunita in assemblea. L’Associazione Agriturismo Trentino si è riunita questa mattina presso la sala conferenze di ConfCommercio, dove da qualche tempo gli agriturismi hanno trasferito la loro sede. L’assemblea, molto partecipata con circa cento persone presenti, ha visto la partecipazione di numerosi referenti del mondo agricolo e turistico e la presenza degli assessori di riferimento Giulia Zanotelli e Roberto Failoni.
La Presidente Nicoletta Andreis ha ribadito, nella sua relazione, l’importanza del mondo agrituristico nel panorama turistico provinciale, ricordando come “l’agriturismo è una realtà ormai consolidata nel panorama turistico trentino e svolge un ruolo che va ben oltre ci che ci dicono i numeri, ovviamente più bassi rispetto al settore alberghiero: basti pensare a quanta parte delle attività di comunicazione che svolge Trentino Marketing si basa su immagini legate al mondo della natura, dei prati, dei boschi, della zootecnia, della cucina rurale”.
Ha poi avanzato alcune richieste tecniche agli assessorati competenti, ricordando la necessità di sburocratizzare e proponendo alcune idee, ricordando come vada preservato lo spirito originale agrituristico ed il legame tra agricoltura e turismo.
Non è mancata una stoccata alle strutture che agiscono senza rispettare alcuna regola e che discreditano tutto il settore. Forte anche la presa di posizione sulle possibili speculazioni in territori dove, non avendo più volumi alberghieri, si avvicinano gli appetiti di imprenditori che mirano ad aprire nuovi agriturismi ma non hanno nulla a che fare con l’agricoltura.
L’assessora Zanotelli ha ricordato di avere un dialogo sempre molto aperto con il mondo agrituristico ed ha annunciato la disponibilità alla riapertura di un bando provinciale. Ha inoltre ribadito la volontà di affiancare le strutture agrituristiche anche sulla comunicazione, chiedendo all’Associazione una collaborazione nella progettazione di progetti. Dopo i saluti dell’assessore Failoni, l’Associazione ha voluto premiare una decina di aziende arrivate quest’anno al traguardo dei 25, 30 40 e 50 anni di attività.
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24 novembre 2025 – Incontro Associazione Agriturismo Trentini
Relazione della Presidente Nicoletta Andreis
Carissimi e carissime
Torno a salutare tutti i miei colleghi e le mie colleghe, con le quali abbiamo già affrontato alcuni temi questa mattina.
Saluto e ringrazio tutti gli ospiti e le ospiti che ci hanno raggiunto ora, le istituzioni, gli enti e le aziende con i quali collaboriamo durante le nostre attività.
Siamo contenti di potervi ospitare in questa sala, in questo palazzo che da qualche mese è diventato la nostra sede, sia per gli uffici che per gli incontri istituzionali e di formazione.
Da qualche tempo avevamo individuato una necessità di cambiamento dei nostri spazi ed aver trovato la collaborazione di ConfCommercio, che ringraziamo, ci è sembrata una scelta logistica ed organizzativa che sposava adeguatamente le esigenze dei nostri soci, socie e dello staff dell’Associazione. Anche il feedback di soci e socie è molto positivo e dunque siamo soddisfatti della scelta e ringrazio nuovamente ConfCommercio per averci accolto.
Pensando ad alcune parole da leggervi in occasione di questa mattinata, riflettevo su quanto sia percepita l’importanza che ricopre l’Associazione, anche rispetto ai ruoli che svolge.
Sono orgogliosa di quanto svolto dalla nostra Associazione: credo che da ormai qualche anno l’affiancamento che in molti casi abbiamo garantito alle aziende sia stato ricercato ed apprezzato.
L’attività dell’associazione è concentrata negli ultimi anni su diversi aspetti: formazione, consulenza e servizi, rappresentanza di categoria.
Non mi dilungherò a fare elenchi di progetti realizzati, ma vi segnalo un dato secondo me significativi: il numero di soci è in crescita negli ultimi 10 anni, anche quest’anno, nonostante un piccolo aumento che abbiamo dovuto applicare alle quote associative.
Dopo anni complicati anche il bilancio ora è tornato piuttosto in ordine: da una prima proiezione, seppur parziale, emerge una situazione positiva anche per quest’anno e potrebbero aprirsi spazi per qualche nuovo ragionamento nelle nostre attività.
Credo sia importante, per tutto questo, rivolgere un ringraziamento al nostro ufficio, a Sabrina ed Alessandro, per la dedizione, la passione e la competenza con cui seguono il lavoro. Noi siamo una struttura con molti soci (circa 300) ma sappiamo di avere dimensioni piuttosto ridotte: avere personale che lavora con dedizione e cura è per noi aspetto fondamentale ed è la base sulla quale poter costruire qualsiasi progetto e attività.
Tra le attività di cui l’associazione si è occupata quest’anno spicca indubbiamente il piano formativo, che ci ha consentito grazie ad un bando provinciale, di proporre occasioni di formazione e confronto utili per la crescita aziendale.
Mi piace però ricordare anche la nostra presenza in tanti altri contesti: la recente BITM, le ore di formazione che teniamo all’interno dei corsi di Fondazione MACH, la collaborazione con tante altre realtà in occasione del Festival Trentodoc, la nostra costante presenza al Tavolo dell’Economia Solidale dove siamo presenti con Andrea Delmonego come membro eletto ed indicato.
Inoltre, nei mesi scorsi abbiamo avuto modo di confrontarci e collaborare con gli assessorati all’agricoltura ed al turismo, ma non solo.
La situazione tra settore agricolo ed agrituristico è molto diversa:
Il settore agricolo non vive certamente uno dei suoi periodi storici migliori, anzi. A questioni burocratiche ed amministrative si sommano anche a contingenze di mercato, difficoltà nella commercializzazione, costi di produzione sempre più elevati, capacità di spesa dell’acquirente sempre più bassa e da più parti, specialmente dal mondo zootecnico, arriva una forte richiesta di aiuto alle istituzioni. Crediamo sia necessario ripensare ad un nuovo equilibrio per il mondo zootecnico alpino, altrimenti rischiamo che venga meno quel presidio di territorio rappresentato da allevatori ed allevatrici che da sempre tengono vive le nostre montagne.
Molto diverso invece il discorso per il settore agrituristico, laddove l’ospitalità rurale è sempre più apprezzata ed anzi, spesso diventa elemento fondamentale per l’azienda, sia come sbocco commerciale per i prodotti agricoli sia per la soddisfazione (economica ma non solo) che regala alle famiglie agrituristiche. Questo non possiamo nasconderlo: i numeri mediamente premiano il mondo agrituristico, fatte eccezioni per alcune zone, ed anzi sono sempre più un importante tassello delle aziende agricole del nostro territorio.
L’agriturismo è una realtà ormai consolidata nel panorama turistico trentino e svolge un ruolo che va ben oltre ci che ci dicono i numeri, ovviamente più bassi rispetto al settore alberghiero: basti pensare a quanta parte delle attività di comunicazione che svolge Trentino Marketing si basa su immagini legate al mondo della natura, dei prati, dei boschi, della zootecnia, della cucina rurale.
Con l’assessora Zanotelli ho avuto modo di confrontarmi anche la settimana scorse ed abbiamo posto alcuni punti alla sua attenzione.
Sulla gestione di aperture e chiusure, premetto che quanto dirò non vuole minimamente modificare il sistema di prevalenza delle ore agricole su quelle agrituristiche, che rimane un aspetto per noi fondamentale. In altre parole, ci sembra assolutamente corretto che la dimensione agrituristica dipenda dalla dimensione agricola.
La richiesta è però di avere uno strumento più snello, rispetto all’attuale allegato c, per dichiarare le giornate di apertura e chiusura di tutto l’anno. Risulta infatti complicato “obbligare” un’azienda a dichiarare le giornate ed orari di apertura e chiusura ad inizio anno, senza lasciare la possibilità di modificare i dati inseriti a seconda di come procede la stagione.
Un esempio: un’azienda che a gennaio, in vista dell’apertura, dichiara le giornate in cui intende aprire, dovrebbe avere la possibilità, nel corso dell’anno, di modificare le proprie scelte ed aprire, per assecondare richieste o prenotazioni, senza per forza dover cambiare tutto il piano annuale. Si tratterebbe, in sintesi, di ipotizzare un piccolo software o sistema che permetta alle aziende di rispettare il massimo di ore agrituristiche concesso, ma con un sistema snello che preveda la possibilità di
modifiche veloci, senza dover tutte le volte modificare tutto il piano dell’anno.
Il sistema così come strutturato attualmente risulta di difficile controllo da parte degli uffici provinciali, che in caso di più compilazioni, nell’arco dell’anno, dell’allegato C, dovrebbero controllare tutte le volte la coerenza tra dichiarazioni e reali possibilità agrituristiche.
Aggiungiamo inoltre che ci accade talvolta di pensare se la valutazione del fascicolo aziendale sia il metodo migliore per il calcolo delle ore agricole delle strutture: nei fascicoli, pur importanti, sono contenuti aspetti che variano molto sensibilmente (le vacche che si spostano periodicamente dalla stalla al pascolo d’alta quota, i metri di orticole che hanno evidentemente una resa molto diversa a seconda dell’altitudine in cui si trovano, gli animali di bassa corte che vivono un ciclo di vita di qualche mese) e che dunque dipendono da aspetti che variano anche per scelte aziendali stagionali.
Abbiamo inoltre chiesto la possibilità di lavorare per poter veder realizzato un nuovo bando di riqualificazione agrituristica sulla falsa riga di quello del 2021, visto che è stata un’esperienza di aiuto reale e concreto, piuttosto agevole nella gestione burocratica e molto apprezzato dalle strutture.
Infine, un richiamo a cui tengo molto: l’agriturismo ha la responsabilità di accogliere circa 170.000 turisti ogni anno, per oltre 500.000 presenze, e vorrei ribadire che l’accoglienza di qualità passa anche attraverso il rispetto delle regole che ci siamo dati.
Ci sono colleghi che portano avanti le loro attività con entusiasmo, passione e rispetto per il territorio che rappresentano. Ma dobbiamo anche avere il coraggio di dire che ci sono strutture che non si meritano di essere definite agriturismi.
Finte aziende agricole, speculazioni urbanistiche, agriturismi con prodotti di scarsa qualità o che vengono da chissà dove: la casistica presenta ahimè qualche esempio non proprio edificante per la categoria, approdato nel mondo agrituristico solo per convenienza.
Avere un agriturismo significa conoscere le regole di questo settore, significa avere conoscenza e rispetto di alcune norme contenute nella legge e nel regolamento che l’associazione ha convintamente sposato.
Quest’anno si è addirittura verificato qualche caso di aziende che operavano pur in mancanza totale di Scia e di qualsiasi altro documento.
Il nostro ufficio mi riferisce di tante aziende che si interfacciano con noi e che hanno una scarsa preparazione del mondo agrituristico e non ne conoscono le regole: mi riferisco alle percentuali, ai prodotti trentini, al calcolo delle ore agricole.
Eppure, non manca mai disponibilità ed efficienza da parte nostra nell’organizzare e spiegare a chiunque intraprenda l’attività agrituristica quali sono le regole del gioco. Alessandro e Sabrina tengono 4/5 corsi all’anno per spiegare cosa significa aprire un agriturismo!
So perfettamente che il carico burocratico a nostro carico è elevato e non smetteremo mai di impegnarci per cercare di agevolare la vita alle strutture agrituristiche. Ma agevolare la vita non significa fare ciò che si vuole, anzi significa impegnarsi affinché il livello qualitativo delle strutture aumenti significa, essere disposti a conoscere le regole del gioco e dunque ad applicarle correttamente.
A questo proposito, vorrei anche specificare una questione: negli ultimi mesi sulla stampa sono usciti articoli che riguardano la zona dell’Alto Garda, dove sembra esserci un vero e proprio boom di richiesta agrituristiche. Noi ovviamente non avremmo nulla in contrario, se le proposte fossero davvero in linea con lo spirito che guida le strutture agrituristiche. Ma comprendo il sospetto che in taluni casi si celino interessi che non hanno nulla a che vedere con l’agricoltura e l’agriturismo, forse dettati da una volontà di realizzare nuovi posti letto in una zona che è ben satura di volumi alberghieri.
È tuttavia necessario, ed ho già condiviso questi aspetti con l’assessora, proporre alla politica soluzione applicabili. Ad esempio, si potrebbe lavorare sulla multifunzionalità aziendale, assicurandosi che chi apre un agriturismo, anche se solo con appartamenti o camere e colazione, abbia almeno un minimo di varietà aziendale e non solo monoculturale. O ancora, se necessario, si potrebbe pensare di inserire le percentuali anche per chi fa colazione, visto che la regola dei quattro prodotti trentini è facilmente applicabile ma è dimostrato come non sia sufficiente a garantire comunque una colazione “agrituristica” di qualità.
Il problema spesso non sono le strutture che offrono somministrazione di pasti. Le criticità nascono da aziende che hanno solo appartamenti o camere con colazione, che magari è proposta con brioche confezionate e marmellate o mieli monodose che arrivano da chissà dove.
Ma, ribadisco, avere un agriturismo significa anche avere in animo di offrire ai propri clienti una colazione fatta con qualche prodotto locale, magari preparato nelle cucine agrituristiche. Altrimenti si, ci omologhiamo e non abbiamo più senso di essere agriturismi.
Per chiudere, vorrei rivolgere alcuni inviti:
• ai nostri riferimenti istituzionali che, sia nella parte politica che nella parte più tecnica, siano in grado di ascoltare le nostre istanze, cogliere le opportunità ed i cambiamenti che il settore ci propone. Il settore agricolo e zootecnico vivono in questi anni grandi difficoltà dovute, come dicevo in apertura ad una serie di fattori. Solo per citare un esempio, uno dei temi critici più diffusi e conosciuti è la questione della lavorazione dei formaggi a latte crudo. Noi auspichiamo che la politica, attraverso gli strumenti economici e legislativi di cui dispone, faccia la sua parte e riesca a trovare una soluzione di equilibrio nell’interesse di tutti. Per rimanere nell’esempio di poco fa, è evidente che, nel rispetto della salute di tutti, l’equilibrio non può stare nella demonizzazione di un prodotto caseario che non è solo formaggio ma è l’espressione di un aspetto culturale, paesaggistico e di gestione della montagna.
• alle associazioni di categoria e sindacati affinché trovino una capacità di confronto che porti ad una collaborazione reciproca sul settore agrituristico.
In fin dei conti, tutti noi abbiamo questo scopo: aiutare ed agevolare il lavoro alle aziende agricole ed agli agriturismi. Certo, vanno rispettate le regole che insieme abbiamo deciso di darci: si possono chiedere modifiche, come abbiamo fatto oggi, si possono correggere e migliorare alcuni aspetti ma solo tenendo un tavolo di confronto aperto, insieme pur nella diversità di vedute, possiamo proporre soluzioni che assolvano al nostro compito e che permettano alle aziende di operare nelle migliori condizioni possibili.
Grazie
