(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’approvazione dell’Atto di indirizzo e coordinamento delle politiche giovanili nella Quarta Commissione segna un passaggio strategico nella definizione degli obiettivi, dei principi guida e delle modalità attuative per rafforzare il ruolo dei giovani come protagonisti attivi della comunità trentina. L’Atto si fonda su un principio chiaro: le politiche giovanili non devono essere pensate “per” i giovani, ma costruite “con” i giovani.
Per questo viene ribadita la centralità della co- progettazione, promuovendo il coinvolgimento diretto delle nuove generazioni nella fase di ideazione, realizzazione e valutazione degli interventi. Strumento operativo fondamentale restano i Piani Giovani di Zona e d’Ambito, che coprono l’intero territorio provinciale e rappresentano luoghi stabili di confronto tra enti locali, associazioni, istituzioni scolastiche, realtà economiche e giovani stessi.
I Tavoli del confronto e della proposta vengono riconosciuti come presidi territoriali strategici per intercettare bisogni emergenti e sviluppare progettualità coerenti con le specificità locali. Grande attenzione è riservata alla formazione continua degli operatori e dei referenti territoriali, per garantire qualità, competenze aggiornate e omogeneità nell’attuazione delle politiche su tutto il territorio provinciale.
L’Atto introduce inoltre un sistema strutturato di monitoraggio e valutazione, basato su parametri quali coerenza, efficacia, efficienza, innovazione e capacità di fare rete. L’obiettivo è assicurare trasparenza, miglioramento continuo e misurabilità dell’impatto delle iniziative finanziate.
Tra i temi prioritari individuati emergono:
• Salute mentale e benessere giovanile, con l’impegno a promuovere iniziative di prevenzione e sostegno;
• Partecipazione e cittadinanza attiva, per rafforzare il protagonismo e contrastare il calo di coinvolgimento;
• Mobilità e accessibilità nelle aree periferiche, per garantire pari opportunità di partecipazione;
• Spazi di aggregazione, valorizzando i Centri giovani come luoghi di incontro, progettazione e innovazione sociale;
• Comunicazione digitale efficace, per raggiungere i giovani attraverso linguaggi e strumenti adeguati;
• Transizione alla vita adulta, con attenzione a formazione, lavoro, autonomia e inclusione.
L’Atto ribadisce inoltre il raccordo con il Consiglio provinciale dei giovani, riconoscendone il ruolo di organismo di consultazione e rappresentanza, e si allinea agli obiettivi europei per il periodo 2019–2027, in particolare sui temi di inclusione, sostenibilità, occupazione di qualità e pari opportunità. Con questo documento si consolida un modello di politiche giovanili fondato su rete territoriale, partecipazione attiva, valutazione sistematica e capacità di adattarsi ai cambiamenti sociali ed economici: un investimento sulle nuove generazioni, considerate non solo destinatarie di interventi, ma motore di sviluppo, innovazione e coesione per l’intera comunità trentina.
Rispetto all’osservazione della consigliera Parolari, secondo cui le Linee di indirizzo avrebbero dovuto essere costruite in maniera più integrata con l’Assessore alla salute e con l’Assessore alle politiche economiche, , seppur io condivida nel merito l’importanza di un approccio trasversale, ho evidenziato come tale rilievo non possa essere rivolto esclusivamente all’Assessora Gerosa, competente per le politiche giovanili. Le politiche giovanili, per loro natura, attraversano ambiti molteplici: salute, lavoro, formazione, casa, welfare, sviluppo economico. Proprio per questo motivo, l’esigenza di integrazione e coordinamento non riguarda un singolo assessorato, ma chiama in causa l’intera Giunta provinciale.
Se si ritiene necessario un maggiore raccordo con la sanità come peraltro già’ avviene su molti progetti, o con le politiche economiche, lo stesso principio dovrebbe valere anche per gli altri assessorati perché trasversalità è una responsabilità collettiva ci si aspetta questa richiesta anche agli altri assessori. L’Atto di indirizzo nasce come documento di cornice, destinato a favorire proprio questo tipo di coordinamento interassessorile.
L’auspicio è che il confronto avviato in Commissione possa tradursi in un rafforzamento della collaborazione tra tutti i settori coinvolti, nella consapevolezza che le politiche per i giovani rappresentino una responsabilità condivisa dell’intero esecutivo. Rispetto all’osservazione di indirizzi poco definiti per i territori l’assessora ha voluto inoltre sottolineare che rimane fondamentale il principio dell’autonomia dei territori nella costruzione delle politiche giovanili: i Piani Giovani di Zona e di Ambito, infatti, non sono meri esecutori di linee provinciali, ma luoghi di elaborazione progettuale che devono tener conto delle specificità locali, delle voci delle comunità e delle dinamiche sociali ed economiche di ciascun territorio.
Ritengo che questa autonoma responsabilità progettuale rappresenti un valore aggiunto per la co- progettazione, perché permette di declinare gli indirizzi provinciali in interventi efficaci e aderenti ai bisogni reali dei giovani nei diversi contesti.
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Eleonora Angeli
Presidente Gruppo Consiliare Noi Trentino per Fugatti Presidente
