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ADOC – TRENTINO * CARO VITA: «NEL 2026 AUMENTI SU PEDAGGI (+1,46%) / ACQUA (+8,8%) / RSA (FINO AL 3%)»

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16.22 - venerdì 2 gennaio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Aumenti dei prezzi e costo del carrello della spesa. Dopo la fiammata del periodo natalizio ADOC del Trentino indica gli aumenti 2026 legati alla manovra finanziaria e alle scadenze di fine anno.

Certo l’inflazione in questo momento si aggira attorno all’1,5%, ma i consumatori hanno verificato sulla propria pelle e nel portafoglio che c’è una bella differenza fra i dati ISPAT/ISTAT e il costo reale dei beni di uso quotidiano, in primis dei generi alimentari e del cosiddetto “carrello della spesa”. Dal 2021 al 2025 l’incremento percentuale del costo della vita è infatti aumentato del 24,9 % contro un indice inflazionistico nello stesso periodo del 17,3% e con incrementi ad esempio per i prodotti tipici del periodo natalizio 2025 dell 8,9 % rispetto al 2024.

A questi incrementi ha contribuito certamente la situazione internazionale per tanti prodotti che dobbiamo importare dall’estero, ma anche una certa predisposizione del mondo del commercio e della produzione a mantenere margini di profitto idonei (qualche volta con evidenti speculazioni) alla tenuta sul mercato delle loro imprese. Poi anche lo Stato influisce sull’andamento dei prezzi con i propri interventi in materia di fisco con variazioni di tasse e imposte, bonus, regolamentazioni varie.

Ad inizio anno Adoc del Trentino può informare i consumatori che già una serie di provvedimenti col primo di gennaio produrranno un rilevante lievitazione dei costi per le famiglie…..non di servizi o prodotti di lusso, ma di generi essenziali che quotidianamente utilizziamo:

– aumento delle tariffe pedaggi autostradali, compresa la A22: dal primo di gennaio, pedaggio su del 1,46%;

– aumento del costi legati al RC Auto per l’elevazione dell’IVA applicata dal 2,5 al 12,5% per delle clausole accessorie ormai quasi obbligatorie come la copertura dell’infortunio del conducente;

– aumento delle accise del carburante diesel ( di cui tutti i governi annunciano il taglio, e poi indissolubilmente aumentano!) di 4,07 centesimi con un incremento del costo del “pieno” di 2,5€ , pari a 60€ all’anno per chi ne fa, di pieni, un paio al mese;

– di contro l’accise della benzina dovrebbe diminuire, ma l’esperienza passata ci suggerisce che gli sconti, le riduzioni potrebbero essere minime;

– rincari per sigarette (15 cent a pacchetto) e tabacchi (50 cent per tabacco trinciato), un classico del recupero di risorse dei governi italiani.

Riguardo alle bollette si prevedono tendenze contrastanti legate alla politica fiscale del governo rispetto ai Bonus in essere. Se potrebbe esserci una lieve diminuzione dei costi della luce e del gas (-2% circa) in realtà le modifiche del mercato dell’energia e la situazione internazionale non lasciano tranquilli gli utenti delle società energetiche. Quello che è certo è che il Bonus statale straordinario 2025 da 255€ per le famiglie in grave difficcoltà viene ad essere sostituito con una da 55€ sempre solo per i nuclei famigliari più vulnerabili (ISEE fino a 5.000€/ 20.000€ con almeno 4 figli) .

Aumentano a Trento le tariffe dell’acqua fino all’8,8% e delle fognature fino al 9,3% , in misura maggiore che per le utenze non domestiche, nonostante i grandi profitti che il Comune di Trento ha acquisito dalle proprie partecipazioni azionarie in Dolomiti Energia.

Un altro settore di spesa che riguarda sempre più le famiglie e quelle trentine in particolare modo è quello delle rette delle RSA : si parla di aumenti differenziati, “una lotteria” da casa di riposo a casa riposo, dell’1,5% nel circuito Upipa e tra il 2 e 3% in quello della Cooperazione Spes. Calcoliamo che anche solo un aumento di 1,5- 2€ al giorno si trasforma in un salasso annuale pari ad un rateo di pensione minima per ospite solo per la retta alberghiera.

In ultimo, ma non è neppure questa una buona notizia, anche le tariffe telefoniche, dopo anni di graduale riduzione e semplificazione dovrebbero subire un incremento da 1 a 4 € al mese a seconda della compagnia telefonica e della complessità del servizio previsto.

Per far fronte a questi aumenti e spese sempre maggiori ed a retribuzioni che non riescono a coprire l’inflazione Adoc e le altre associazioni de consumatori chiedono una rivisitazione delle aliquote IVA, almeno quelle dei generi alimentari, sostegni non spot per le famiglie in difficoltà e l’indicizzazione degli indicatori dei redditi delle famiglie come l’ISEE. Da questo punto di vista lo Stato sta lentamente, ma da tempo adeguando limiti, capienze, franchige e garanzie alla forte inflazione degli ultimi anni, per includere tanti nuclei che altrimenti rientrerebbero direttamente nella fascia di povertà assoluta. La nostra Provincia autonoma di Trento purtroppo no. Sta cambiando il modello ICEF , ma non intende inserire elementi di indicizzazione, assolutamente necessari, per l’erogazione delle prestazioni di welfare, dal reddito di inclusione, ai vari bonus natalità o consumi essenziali, alle politiche della casa, emergenza fortissima anche in Trentino.

Adoc, a livello nazionale e trentino continuerà a battersi per contrastare il caro vita e l’equità fiscale ed economica dei consumatori, monitorando la situazione e facendo sentire la propria voce su questi temi essenziali economici e sociali. A questo riguardo è in via di definizione anche una manifestazione pubblica, di concerto con tutte le associazioni consumeristiche, di “sciopero del carrello”, nelle prossime settimane, in cui chiederemo ai consumatori di non fare acquisti una determinata giornata soprattutto della grande distribuzione commerciale, quella che determina in realtà il prezzo dei generi alimentari ed essenziali.

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Per Segreteria ADOC del Trentino

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