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PAT * LAGO DI GARDA: «TORNA A “RESPIRARE” IN PROFONDITÀ, DOPO 20 ANNI SI È COMPIUTO IL RIMESCOLAMENTO COMPLETO DELLE ACQUE»

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08.01 - sabato 2 maggio 2026

Un evento straordinario ha interessato il Lago di Garda nei primissimi giorni di aprile 2026. Per la prima volta dopo venti anni, il bacino ha completato un ciclo di rimescolamento totale delle acque, un processo fondamentale per garantire la salute dell’ecosistema e la sopravvivenza degli organismi che lo abitano. Il fenomeno è stato innescato da una combinazione eccezionale di condizioni climatiche, in particolare dal forte vento proveniente da nord che ha interessato il Trentino all’inizio del mese.

I laghi molto profondi come il Garda incontrano normalmente difficoltà nel mescolare completamente le proprie acque, operando solitamente solo ricircoli parziali. In questa occasione, il raggiungimento dell’omotermia – l’azzeramento della differenza di temperatura e densità tra i livelli superficiali e quelli profondi – ha consentito al vento di generare un moto convettivo che non si manifestava da due decenni. In questo processo, gli strati superiori, più ricchi di ossigeno, sono penetrati verso il fondale, mentre le acque abissali sono risalite in superficie portando nutrienti e microelementi che si erano accumulati nel corso del tempo. Un evento di questa natura risulta estremamente raro per i grandi laghi sudalpini e presuppone il concorso di freddo intenso e venti sostenuti.

La sonda multiparametrica dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente ha documentato con precisione il fenomeno. Il primo aprile alle sei del mattino sono stati misurati 9,45 °C a un metro di profondità, una temperatura che coincide quasi perfettamente con quella registrata a 270 metri di profondità il 24 febbraio precedente. Di conseguenza, l’ossigeno presente a tale profondità è aumentato significativamente, passando da 6,61 mg/l a 8,80 mg/l.

Il rimescolamento completo costituisce una vera e propria “ricarica” per il lago. Gli strati più profondi vengono reintegrati di ossigeno, mentre i nutrienti e i microelementi depositati sul fondo rientrano in circolazione, consentendo di valutare il reale stato ecologico del bacino. Questo fenomeno naturale assicura il mantenimento della vitalità del Garda nel lungo termine, prevenendo i rischi di ristagno e garantendo la perpetuazione delle specie che vivono nelle profondità del bacino lacustre.

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