La Provincia autonoma di Trentino celebra il completamento delle opere fondamentali di Intacture, l’infrastruttura tecnologica realizzata da Trentino DataMine. Il vicepresidente Achille Spinelli ha sottolineato come questo data center rappresenti uno snodo strategico a livello nazionale per attività di ricerca e sviluppo delle tecnologie dell’intelligenza artificiale. L’infrastruttura, ubicata a cento metri di profondità nelle gallerie ipogee della miniera TERA a Tuenetto di Predaia in Val di Non, costituisce un’occasione significativa per il Trentino di affermarsi come polo di innovazione digitale e di valorizzare la formazione del capitale umano nelle discipline tecnologiche.
Francesco Ubertini, presidente di CINECA – Consorzio Interuniversitario, ha visitato il sito esprimendo apprezzamento per la qualità esecutiva dei lavori e l’unicità dell’ambiente. Ha evidenziato come le caratteristiche dell’infrastruttura sotterranea, con attenzione a sostenibilità ed efficienza, offrano potenzialità straordinarie e ha confermato la disponibilità di CINECA a collaborare al progetto.
Dennis Bonn, consigliere delegato di Trentino DataMine, ha sottolineato come il partenariato pubblico-privato abbia permesso il completamento dell’infrastruttura sotterranea nei tempi sfidanti imposti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il sistema, realizzato nel rispetto dei più alti standard di sicurezza, è scalabile e prevede un’espansione fino a sei megawatt di potenza. Particolare rilievo è stato dato al collegamento ingegneristicamente complesso tra l’ambiente ipogeo e la superficie.
L’impegno finanziario complessivo supera i cinquanta milioni di euro, di cui 18,4 milioni provengono dalla Missione 4, Componente 2, Investimento 3.1 del PNRR. L’Università di Trento funge da soggetto attuatore e guida scientifica del progetto denominato Intacture — The Natural Home of Data. Secondo il rettore Flavio Deflorian, l’iniziativa rappresenta una leva di sviluppo straordinaria per il territorio, realizzata integralmente con realtà trentine e con il supporto costante della Provincia.
Il data center, che sarà inaugurato nei prossimi mesi, è concepito come risorsa aperta alla comunità, con spazi dedicati a visite didattiche, convegni, formazione e divulgazione, includendo uffici, auditorium e aree pubbliche.
La realizzazione di Intacture è stata completata in meno di due anni e mezzo dalla costituzione della società. I numeri del progetto sono imponenti: sono stati estratti 63.000 metri cubi di roccia, scavati quindici chilometri lineari di gallerie estese per centosettanta metri, realizzato un cavedio verticale di oltre quaranta metri. Le sale server si trovano a cento metri di profondità in condizioni ambientali uniche: temperatura costante di dodici gradi e umidità assente, caratteristiche che nessun data center di superficie può replicare senza sofisticati sistemi di raffreddamento meccanico. Attualmente nella fase di avvio, l’infrastruttura opera a 800 kilowatt.
La sostenibilità rappresenta una conseguenza strutturale della localizzazione ipogea. L’aria fresca della valle viene immessa nei sistemi senza ricorso a raffreddamento meccanico supplementare, il condizionamento avviene in circuito chiuso senza consumo d’acqua. L’energia è interamente rinnovabile, prevalentemente di origine idroelettrica e produzione locale. L’impatto ambientale risulta significativamente ridotto anche grazie alla coesistenza con altre attività economiche consolidate nella stessa montagna: celle per la conservazione delle mele, depositi di vino e spazi per i formaggi. Intacture rappresenta così un intervento innovativo in uno spazio economicamente vivo, dove le attività parallele continuano a svilupparsi senza interruzione.

