La Provincia autonoma di Trento continua il suo impegno nella difesa delle coltivazioni agricole dai danni causati dai corvidi. La Giunta provinciale ha dato il via libera al nuovo Piano di controllo di cornacchia nera, cornacchia grigia e ghiandaia, che avrà validità dal 2026 al 2030. L’assessore provinciale alle foreste, caccia e pesca Roberto Failoni ha sottolineato come il provvedimento rappresenti uno strumento concreto per affiancare il settore agricolo, mantenendo al contempo un equilibrio nella corretta gestione della fauna selvatica.
Si tratta di specie cacciabili già oggetto di gestione, per le quali il Piano prevede un approccio selettivo e mirato. L’intervento risponde a un’esigenza specifica del territorio, affrontando un problema che, sebbene non si manifesti uniformemente, produce conseguenze particolarmente gravose per le aziende agricole di piccole e medie dimensioni e per le produzioni specializzate.
In Trentino, i corvidi causano danni principalmente alle colture di mais, piccoli frutti, ciliegi e orticole, oltre a interessare meleti e vigneti. Le perdite medie oscillano tra il 15 e il 30 per cento, con casi eccezionali di danno quasi totale. Poiché la normativa provinciale non prevede il risarcimento dei danni provocati dall’avifauna, assume grande rilevanza l’azione preventiva e di contenimento.
Le attività di controllo potranno essere effettuate dal primo marzo al 30 settembre, periodo in cui si concentrano le fasi colturali più vulnerabili. Il contingente massimo annuale rimane fissato in mille cornacchie e cinquecento ghiandaie, limiti già ritenuti sostenibili dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), che ha espresso parere favorevole al Piano. Favorevole anche la posizione dell’Osservatorio faunistico provinciale.

