La Provincia autonoma di Trento ha avviato una prima sperimentazione operativa del nuovo modello integrato di accoglienza e attivazione lavorativa per i richiedenti protezione internazionale. L’iniziativa prevede una soluzione specifica dedicata alle donne senza dimora, in seguito alla conclusione del piano di accoglienza invernale. Il progetto si sviluppa in stretta sinergia con il Commissariato del Governo per la presa in carico delle persone presenti sul territorio trentino, con l’obiettivo di favorire percorsi concreti di responsabilizzazione, inclusione sociale e attivazione lavorativa.
Con la chiusura del dormitorio femminile di via Saluga prevista per il 1° maggio 2026, alle ospiti è stata garantita un’accoglienza temporanea alternativa presso altre strutture. Questo percorso prevede l’accertamento delle competenze lavorative attraverso azioni di orientamento e accompagnamento all’inserimento occupazionale, rappresentando una concreta sperimentazione del nuovo modello per la presa in carico integrata e l’inclusione attiva dei richiedenti protezione internazionale.
La Provincia intende sviluppare e condividere questa impostazione in collaborazione con i soggetti del Terzo settore, le Associazioni datoriali, le Organizzazioni sindacali e tutti gli attori interessati al fenomeno migratorio, in una prospettiva di amministrazione condivisa. Attualmente, non risultano donne in lista di attesa presso lo sportello per l’assegnazione dei posti letto, confermando l’efficace lavoro di coordinamento e gestione svolto dai servizi provinciali nelle ultime settimane.

