Nell’ambito della nuova infrastruttura pubblica dei Poli Educativi Territoriali, il quartiere don Bosco di Bolzano può contare su Terraferma, uno spazio culturale e giovanile rinnovato che collabora strettamente con le scuole di prossimità: la scuola primaria don Bosco e la scuola secondaria di primo grado Ada Negri. Questo modello integrato vede scuola, territorio e servizi educativi operare come un unico ecosistema formativo.
Il Polo Educativo Territoriale del quartiere don Bosco ha concluso il suo primo anno di sperimentazione con un evento di restituzione pubblica incluso nel calendario della Settimana dell’intercultura, confermandosi come una delle esperienze più innovative nel panorama delle politiche giovanili provinciali.
Durante l’evento, il vicepresidente della Provincia Marco Galateo ha evidenziato l’importanza dell’esperienza, sottolineando come Terraferma rappresenti la migliore espressione della nuova strategia di politiche giovanili “Trova il tuo spazio”. Progetti come Pit Stop, che accoglie studenti sospesi offrendo loro un percorso educativo e culturale alternativo alla classica sospensione scolastica, e il progetto Gialloni fanno di Terraferma un punto di riferimento completo, dall’aggancio dei giovani in contesti marginali fino alla loro valorizzazione come attori della società e promotori del cambiamento.
I Poli Educativi Territoriali rappresentano un nuovo approccio all’azione educativa: non un progetto temporaneo ma una vera infrastruttura sociale, dove centri giovani e scuole condividono obiettivi, responsabilità e pratiche per offrire ai ragazzi spazi continui di crescita, superando la tradizionale separazione tra tempo scolastico ed extrascolastico.
Terraferma ha promosso negli ultimi due anni un percorso di coprogettazione con il quartiere che ha condotto all’ideazione di un nuovo spazio culturale e giovanile aperto, visibile e facilmente accessibile. Significativa è anche la scelta di affidare la gestione a una unica realtà, l’associazione Centro Syn don Bosco, nata dalla fusione tra l’ex Centro giovani Pierino Valer e il Circolo culturale che gestiva la Biblioteca Sandro Amadori, l’unica biblioteca in provincia specializzata per bambini e adolescenti.
In questo contesto è stato sviluppato il progetto Pit Stop per l’accoglienza di studentesse e studenti destinatari di provvedimento disciplinare, una modalità innovativa di aggancio e accompagnamento dei giovani sperimentata a Terraferma e destinata a essere estesa a livello provinciale a partire dal prossimo anno scolastico. Parallelamente, i Gialloni rappresentano un esempio concreto di protagonismo giovanile: un gruppo di volontari attivi durante tutto l’anno che contribuisce alla costruzione e realizzazione delle attività.

