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PAB – PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO * «LA RIFORMA DELLO STATUTO DI AUTONOMIA RICEVE L’APPROVAZIONE DEFINITIVA DEL SENATO»

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17.02 - mercoledì 13 maggio 2026

Definitivamente approvata la riforma dello Statuto di autonomia

Il 13 maggio 2026 rappresenta una data fondamentale nel calendario dell’Autonomia dell’Alto Adige. Dopo l’approvazione della Camera dei Deputati, anche il Senato della Repubblica ha approvato in seconda lettura il disegno di legge costituzionale di modifica dello Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol. Una volta promulgato dal Presidente della Repubblica, entro un mese, e successivamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, il provvedimento diverrà legge dopo quindici giorni dalla pubblicazione.

Nella sua dichiarazione programmatica di Governo del 2022, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva assicurato il ripristino degli standard di Autonomia del 1992. Sulla base di questo impegno, nel 2023 il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha presentato una proposta di riforma che ha costituito il punto di partenza per intensi negoziati, ora conclusi positivamente.

“Un momento significativo per l’Autonomia dell’Alto Adige”, ha commentato il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher. “La riforma dello Statuto approvata dal Senato non ripristina soltanto i livelli di autonomia legislativa ed amministrativa che nel 1992 portarono l’Austria a rilasciare la quietanza liberatoria, ma ci garantisce nuovi margini di manovra. Il lavoro vero e proprio inizia ora: l’Amministrazione provinciale è già pronta a tradurre questi nuovi spazi di azione in misure concrete che apportino miglioramenti sostanziali per il territorio e la popolazione”.

Con la riforma del Titolo V della Costituzione del 2001, tutte le competenze non espressamente riservate allo Stato sono state attribuite alle Regioni ed alle Province autonome. Tuttavia, la Corte costituzionale ha interpretato le competenze rimaste allo Stato come competenze trasversali, determinando negli anni successivi un orientamento fortemente centralistico che ha progressivamente limitato le competenze legislative e amministrative della Provincia autonoma di Bolzano. La presente riforma intende superare questi limiti.

Il disegno di legge costituzionale introduce il ripristino delle competenze autonome che erano state limitate, tra cui l’organizzazione degli uffici provinciali e del personale, l’assetto territoriale e i piani urbanistici, la viabilità, gli acquedotti e i lavori pubblici di interesse provinciale, l’assunzione in gestione propria dei servizi pubblici e loro erogazione tramite enti speciali, compresa la gestione dei rifiuti, e la gestione degli impianti idroelettrici.

Il provvedimento introduce inoltre nuove competenze esclusive in materia di tutela dell’ambiente e degli ecosistemi, compresa la regolamentazione della gestione della fauna selvatica, e di commercio. Sono inoltre ridotti gli ostacoli alla legislazione autonoma e ampliati i margini di manovra in tutti i settori politici, abolendo il limite posto dalle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica e limitando i vincoli ai soli “principi generali” dell’ordinamento giuridico.

La riforma prevede anche una precisa qualificazione della competenza legislativa primaria come “esclusiva” e la specificazione della funzione delle norme di attuazione dello Statuto di autonomia per l’ulteriore sviluppo dell’Autonomia, attraverso l’armonizzazione dell’esercizio del potere legislativo della Regione autonoma e delle Province autonome con quello dello Stato, tenendo conto delle condizioni particolari dell’Autonomia.

Viene inoltre introdotta una clausola di concordato secondo la quale le future modifiche allo Statuto di autonomia richiedono l’approvazione del Consiglio regionale e di entrambi i Consigli provinciali, e il livello di Autonomia riconosciuto non può in alcun caso essere ridotto. Completano il provvedimento disposizioni a tutela delle minoranze, riguardanti il diritto di voto con clausola di residenza, una disposizione facoltativa sulla composizione linguistica della Giunta provinciale e una disposizione facoltativa sulla composizione linguistica della Giunta comunale.

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