Un tema di grande attualità ha catturato l’attenzione dei dirigenti della Provincia autonoma di Bolzano durante l’ultimo forum organizzato dall’Ufficio Sviluppo personale. La leadership del cambiamento come ambito di azione nel futuro è stata al centro della discussione che si è svolta lo scorso 28 maggio nel cortile interno di Palazzo Widmann, con la partecipazione di circa 100 dirigenti.
Alexander Steiner, direttore generale della Provincia, ha sottolineato nel suo intervento introduttivo come il futuro si materializzerà comunque, rendendo fondamentale il ruolo dei dirigenti nel plasmarlo positivamente attraverso le loro decisioni quotidiane.
L’evento è stato introdotto dai direttori Günter Sölva e Margit Laimer dell’Ufficio Sviluppo personale e ha visto come primo relatore Roland Benedikter, sociologo e scienziato politico altoatesino. Nel suo ruolo di Co-Head of Center for Advanced Studies di Eurac Research, cattedratico dell’Unesco e membro dell’Accademia europea delle scienze e delle arti, Benedikter ha analizzato come nella situazione mondiale contemporanea lo spazio dedicato al futuro sia in costante espansione. Ha illustrato i sette focus prioritari dell’Onu, tra cui la crisi climatica, i conflitti internazionali, l’impatto delle tecnologie digitali, le diseguaglianze sociali, i problemi demografici, gli investimenti sulla sanità e il gender gap.
Secondo Benedikter, l’umanità sta entrando in un’epoca caratterizzata dalla centralità della capacità di produrre e gestire le risorse. In questo contesto, il future index, come quello del Millennium Project, può determinare il successo tanto delle aziende quanto del territorio dell’Alto Adige nel suo complesso. Il relatore ha concluso invitando i presenti a riflettere su quale etica del futuro intenda darsi il territorio.
Manuela Celi, docente associata presso il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano con specializzazione in Metadesign, Design Futures e Anticipation, ha presentato un’altra prospettiva sullo stesso tema. Ha evidenziato come sempre più istituzioni ricorrano a esperti di futurologia, affidando loro il ruolo di designer dell’anticipazione. Celi ha sottolineato le sfide contemporanee: una generazione Z che percepisce il futuro come negato, l’intelligenza artificiale che genera risultati imprevedibili e un’incapacità collettiva di immaginare scenari futuri alternativi.
Per le pubbliche amministrazioni, Celi ha proposto l’approccio della Futureback Leadership, un metodo che parte da una visione desiderata e lavora a ritroso per orientare le decisioni e le azioni nel presente, permettendo ai dirigenti di costruire un futuro consapevole e consenziente.


