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ASSESSORE PAT TONINA RISPONDE A MAESTRI (PD) * PERSONALE INFERMIERISTICO APSS: «NEL 2024 SPESI PER GLI STRAORDINARI 4,2 MILIONI»

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09.25 - venerdì 21 novembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il nodo delle politiche sanitarie è sempre al centro dell’attenzione pubblica, nonostante le molte, troppe, promesse di questa e della precedente Giunta provinciale.

La stampa locale riporta, in questi giorni, in superficie il problema della carenza di infermieri e della loro età anagrafica e professionale, che imporrà un pensionamento di circa duemila persone nei prossimi anni.

Tutti convengono che uno dei principali scogli sui quali si è fin qui arenata la barca della sanità pubblica è rappresentato dai bassi livelli stipendiali, ciò nonostante, al di là delle solite chiacchiere di circostanza, non si fa assolutamente nulla per ovviare ad una situazione di precarietà sempre più preoccupante.

Certo, la Provincia sbandiera ad ogni occasione i prossimi grandi passi avanti che la Sanità trentina potrà fare, con l’avvio della facoltà universitaria di settore, ma nel frattempo i nostri infermieri, così come i nostri medici, emigrano nelle strutture private e soprattutto all’estero dove sono meglio retribuiti e dove gli orari di servizio non sono così massacranti.

E se questo orientamento si somma alle difficoltà sul piano formativo di nuove figure professionali ed ai prossimi pensionamenti, la preoccupazione per la tenuta del nostro sistema sanitario non può che crescere esponenzialmente.

In proposito, un esempio spiega più di molte dissertazioni.

Risulta infatti alla scrivente che alcuni contratti per infermieri presso l’ospedale “S. Chiara”

di Trento prevedano orari di servizio tali da pregiudicare la possibilità di usufruire della “pausa pranzo”, nonostante lo preveda il contratto, a causa della compressione dei tempi.

Poi però, con motivazioni legate alla carenza di personale infermieristico, ai dipendenti vengono richieste ogni giorno ulteriori prestazioni lavorative straordinarie – e che quindi, proprio perché giornaliere, non sono più “straordinarie”, manormali e consuetudinarie – che porta il totale di ore lavorate al giorno a circa nove.

E’ evidente che si tratta di una situazione paradossale ed incredibile, che però testimonia l’evanescenza delle dichiarazioni politiche ed, al contempo, la perseveranza dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari in comportamenti che risultano in netto contrasto con qualsiasi logica contrattuale.

E mentre tutto questo accade quotidianamente, la Giunta provinciale continua a sottolineare “la necessità di un approccio integrato alla cura, approccio che deve valorizzare il ruolo degli operatori di questo settore.”

Ma non basta, perché l’Assessore di merito afferma che: “Si sta perciò lavorando per rendere sempre più attrattiva la professione infermieristica.

L’impressione è che si tratti di frasi fatte, più che di un reale impegno come altre già sentite più volte: “Il bisogno emergente riconduce a sintesi la puntuale corrispondenza fra obiettivi e risorse”, oppure “il modello di sviluppo porta avanti la riconversione e l’articolazione periferica dei servizi” e l’elenco delle dichiarazioni vuote potrebbe continuare a lungo.

La domanda è: come si sta lavorando? Forse aumentando ancora le ore di straordinario e lasciando invariato l’orario ufficiale di servizio? Forse con altre iniezioni di denaro pubblico, per sostenere l’insostenibile situazione dei parti negli ospedali di valle?

 

Tutto ciò premesso si interroga la Giunta provinciale per sapere

quali tipologie di orario sono contrattualmente previste per gli infermieri operanti presso le strutture dell’A.P.S.S. di Trento e presso gli altri ospedali periferici del territorio;

a quanto ammonta la spesa annuale per la retribuzione degli straordinari al personale infermieristico dipendente dall’A.P.S.S. e come la stessa può essere ridotta, posto il suo carico che grava sulla spesa sanitaria complessiva

come si ritiene di dover politicamente intervenire per porre un rimedio ad una situazione lavorativa che allontana, anziché attrarre, nuove forze ed indebolisce il sistema sanitario nella sua totalità;

cosa intende la Giunta provinciale quando afferma la necessità di “approccio integrato che deve valorizzare il ruolo degli operatori di questo settore.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

*

Lucia Maestri

Consiglio Provincia autonoma Trento (Pd)

 

 

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In risposta all’interrogazione in oggetto, si comunica quanto segue.

Rispetto alle tipologie di orario previste per gli infermieri operanti presso le strutture dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, si informa che l’orario base settimanale contrattualmente previsto è di 36 ore (ridotto in caso di attribuzione di part-time o altri istituti contrattuali). La presenza in servizio viene modulata in turni, al fine di rispondere alle esigenze organizzative dei servizi:

– su “3 turni” per i servizi attivi con continuità nelle 24 ore (es. degenze, servizi di urgenza-emergenza e correlati servizi interventistici e diagnostici, …);

– su “2 turni” per i servizi attivi con continuità nelle 12 ore (es. dialisi, alcune sale operatorie, …);

– su “1 turno” (c.d. “giornaliero”) per le altre tipologie di servizi (es. servizi ambulatoriali, diagnostiche non correlate al servizi di urgenza-emergenza, …).

La spesa annuale per la retribuzione degli straordinari al personale infermieristico dipendente dall’A.P.S.S. è stata, nel 2024, di € 4.247.762,03.

Al fine di ridurre l’entità dello straordinario del personale infermieristico, sono state adottate le seguenti azioni:
• aumento della dotazione organica dell’Azienda sanitaria. In particolare con deliberazione della Giunta provinciale n. 2237 del 23 dicembre 2024 sono state autorizzate, nel 2025, nuove assunzioni nella misura del 3% della dotazione.

organica approvata per l’anno 2024. Grazie a tale misura, al 30 giugno 2025, l’Azienda sanitaria ha potuto assumere circa 100 infermieri a tempo indeterminato come anticipo di turn-over futuri;

• segreterie integrate di reparto: al fine di ridurre il carico burocratico – amministrativo sul personale infermieristico, all’interno del progetto “segreterie integrate di reparto” avviato in alcuni contesti, si è provveduto a trasferire a personale amministrativo alcune incombenze;
• rimodulazione sperimentali degli orari di servizio: sentite le Organizzazioni Sindacali, si sono avviate delle sperimentazioni di rimodulazioni degli orari di servizio che hanno l’obiettivo di coprire al meglio le attività e ridurre al minimo il ricorso allo straordinario.

Per quanto riguarda le misure poste in essere per aumentare l’attrattività verso il nostro servizio sanitario provinciale si ricorda, da ultimo, lo stanziamento aggiuntivo di euro 18.200.000,00 per l’anno 2025 e per ciascuno degli anni 2025 e 2027 a favore del personale del comparto sanità – area delle categorie, garantito dall’ultima legge provinciale di Assestamento del bilancio (l.p. n. 5/2025), da destinare come previsto dalla Giunta provinciale, con deliberazione n. 1277 del 29 agosto 205, all’incremento delle indennità di specificità infermieristica e di tutela del malato e dell’indennità di lavoro notturno oltre che per proseguire nel percorso di armonizzazione del personale Apss con il trattamento giuridico-economico del personale del comparto Autonomie locali.
Cordiali saluti.

– Mario Tonina –

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