(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Manovra 2026, in Commissione il confronto con l’assessora Gerosa. Scuola, cultura, politiche giovanili e sostegni alla cultura al centro della prima audizione pomeridiana della Prima Commissione permanente.
Nel pomeriggio la Prima Commissione permanente, presieduta da Carlo Daldoss, ha ripreso l’esame della manovra di bilancio 2026 dopo la presentazione generale del vicepresidente Achille Spinelli nella seduta antimeridiana. Conclusa la fase introduttiva, l’attenzione si è spostata sugli assessori della Giunta, chiamati a entrare nel merito dei tre disegni di legge che compongono la manovra.
Nel pomeriggio la Commissione ha ascoltato per prima l’assessora all’istruzione, cultura, giovani e pari opportunità, Francesca Gerosa.
Gerosa ha ricordato che nel 2025 alcuni capitoli erano stati rafforzati in corso d’anno per rispondere a necessità sopraggiunte e che, conseguentemente, “sul prossimo bilancio non vi sono novità sostanziali”. Sono stati confermati i 2 milioni destinati all’edilizia delle scuole dell’infanzia equiparate, stanziati già a inizio anno “per poter pianificare meglio gli interventi”. Ha poi evidenziato gli incrementi legati ai progetti FABER, validi anche per le paritarie, e la conferma dei fondi per arredi e attrezzature nelle scuole statali. Sul fronte delle politiche giovanili ha ricordato l’avviso contro il bullismo pubblicato un mese fa, che ha visto l’adesione di 57 scuole.
Per le Pari opportunità, il bilancio registra un aumento di un milione di euro, portando il capitolo a 1,5 milioni complessivi per il 2026. Quanto alla cultura, Gerosa ha citato la revisione dei criteri per la tutela dei beni culturali, con l’innalzamento delle percentuali di contributo dal 50 all’80% e un fondo complessivo di 3 milioni. Confermato anche il sostegno ai musei e al settore cinematografico, con uno stanziamento di un milione per il 2026. La dirigente Francesca Mussino ha illustrato le parti normative, spiegando che non vi sono “particolari e significative novità”, ma interventi tecnici di revisione e miglioramento. Ha ricordato la riproposizione della norma sul personale non docente, l’introduzione di una misura straordinaria per l’acquisto di libri e materiale didattico – pensata anche per valorizzare l’editoria locale – e la norma che ricostituisce il fondo per la dirigenza scolastica. Nel dibattito sono intervenuti diversi consiglieri.
Francesco Valduga (Campobase) ha chiesto quale elemento politico caratterizzi l’azione dell’assessorato, affermando che “il bilancio di previsione ti dà l’idea di una pianificazione” e domandando quali politiche abbiano connotato il passato. Ha poi sollevato il tema del cosiddetto ddl “Carriera”. Mariachiara Franzoia (Pd del Trentino) ha chiesto chiarimenti sui progetti FABER e sulle scuole materne; Paolo Zanella (Pd del Trentino) ha approfondito il tema dei Nidi d’infanzia, criticando l’impostazione dell’assegno provinciale, soprannominato “assegno Maurizio”, e sostenendo che “sarebbe necessaria una norma di attuazione”. Domande sono arrivate anche da Antonella Brunet (Lista Fugatti) sui contributi per la cultura, da Paola Demagri (Casa Autonomia) sull’intelligenza artificiale e da Maria Bosin (PATT) sul sostegno alle biblioteche, in particolare se i contributi possano riguardare anche il personale.
L’assessore Francesca Gerosa ha risposto sottolineando che nel bilancio c’è la parte economica che “supporta le politiche che vengono messe a terra” e richiamando le linee strategiche portate avanti dall’inizio della legislatura. Ha ricordato la riforma della formazione professionale, avviata nel 2023 e che entrerà a regime con l’anno scolastico 2026/27, il lavoro per una uniformazione dell’ultimo anno e l’aumento delle iscrizioni al CAPES. Ha citato le nuove linee guida sull’alternanza scuola-lavoro, la revisione dei sistemi di recupero con il ddl Carenze e il tavolo provinciale sull’intelligenza artificiale: “È un tema che va affrontato sapendo che può essere un problema se mal utilizzato, ma anche una risorsa utile se usato bene”. Sui nidi, l’assessora ha respinto l’accusa di propaganda: “Siamo convintissimi di aver dato una risposta alle famiglie, alle mamme, che spesso sono costrette a rinunciare nell’impossibilità di conciliare i tempi”. Ha poi spiegato che la coprogettazione coinvolge associazioni, scuole e Provincia, con un ruolo di verifica delle strutture da parte dell’assessorato.
Valduga ha osservato che “una norma ha senso se c’è il metodo del lavoro insieme” e ha richiamato la necessità di un percorso condiviso con gli enti locali, per evitare interventi difficili da attuare nei territori. Sul calendario scolastico, ha affermato che occorrerebbe sperimentare modelli diversi dall’attuale impostazione legata alla conciliazione famiglia-lavoro. Gerosa ha replicato che non si tratta di “scivolare sulla conciliazione”, ma di confrontarsi con un modello scolastico trentino “vecchio”, ricordando però che “non si può cambiare un calendario e pensare di fare conciliazione”. Ha ribadito, rispondendo in particolare alla richiesta di un eventuale allungamento dell’anno scolastico, che le modifiche devono tenere conto degli esami nazionali e delle esigenze delle famiglie: “Non è una preclusione, ma davvero non è possibile”.
I lavori proseguono ora con l’audizione dell’assessore Giulia Zanotelli
