(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Visite urgenti –17%: un dato importante che richiede una riflessione sulla governance sanitaria
La riduzione del 17% delle visite ed esami urgenti è un dato significativo, che testimonia lo sforzo del nostro sistema sanitario nel contenere la spesa e nel promuovere una maggiore appropriatezza prescrittiva.
Come consigliere della maggioranza ritengo però necessario accompagnare questi risultati con una valutazione più ampia: non solo quante prescrizioni diminuiscono, ma quale impatto concreto questa strategia ha sull’accesso alle cure dei cittadini.
L’appropriatezza è un obiettivo condivisibile – meno esami inutili significa più efficienza – ma non può trasformarsi, anche involontariamente, in una riduzione silenziosa delle prestazioni per chi non ha alternative economiche.
I dati confermano una crescita della spesa sanitaria privata in Trentino, stimata in 843 euro pro capite nel 2025, e oltre 40.000 persone che dichiarano di aver rinunciato alle cure nell’ultimo anno per motivi economici. Questo ci dice che una parte delle prestazioni non scompare: si sposta dal pubblico al privato.
Le politiche di razionalizzazione devono quindi essere accompagnate da controlli puntuali. Non basta registrare il calo delle prescrizioni: serve capire dove finiscono le richieste di cura che non passano più dal servizio sanitario pubblico.
In questo contesto diventa centrale la governance dell’APSS, chiamata non solo a gestire la spesa, ma a garantire trasparenza, monitoraggio e capacità di leggere gli effetti reali delle proprie decisioni.
Ridurre le prestazioni può migliorare i conti, ma se contemporaneamente aumentano le rinunce alle cure o la spesa privata, allora non stiamo alleggerendo il sistema: lo stiamo spostando sulle spalle dei cittadini.
Il mio intervento vuole essere un contributo costruttivo: serve un sistema di rilevazione e controllo che, periodicamente, misuri non solo i risparmi ottenuti ma anche la tutela effettiva del diritto alla cura.
Un buon governo della sanità non si limita a tagliare i costi, ma vigila perché la razionalizzazione non si trasformi in abbandono.
Questa responsabilità riguarda tutti: la politica, la direzione dell’APSS, i professionisti e le istituzioni. Se sapremo affrontarla insieme, con dati chiari e trasparenza, potremo davvero migliorare non solo i conti, ma anche – e soprattutto – la salute dei trentini.
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Claudio Cia
Consiglio Provincia autonoma Trento
