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CMST – COMITATO MOBILITÀ SOSTENIBILE TRENTINO * VIABILITÀ ALTO GARDA: «SCELTE MIOPI E COSTOSE, SERVONO SOLUZIONI DAVVERO SOSTENIBILI»

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10.20 - giovedì 6 novembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Varianti D1 e D2 Torbole e Piano stralcio Mobilità Comunità Alto Garda e Ledro. Il dibattito pubblico sugli endemici problemi della mobilità in Alto Garda e sulla scarsa accessibilità del territorio nei mesi estivi ha raggiunto dei livelli che talvolta rasenta la ridicolaggine.

Premesso che la variante di Torbole è una infrastruttura stradale molto importante per la risoluzione dei problemi di viabilità e mobilità riteniamo che sia necessario affermare che, a nostro parere, se non si adottano altri provvedimenti nel breve, medio e lungo termine, tale varianti serviranno solo a deviare i flussi di traffico verso il Cretaccio, incrementando ulteriormente la congestione esistente. La versione D1 prevista anche dal Piano stralcio della Mobilità della Comunità Alto Garda e Ledro prevede il suddetto collegamento.

La versione D2 della variante è la peggiore soluzione che sarebbe stata scelta, per i problemi paesaggistici ed ambientali che essa genera con l’attraversamento del territorio del Linfano. A tal proposito approviamo le prese di posizione del comune di Arco e Riva del Garda e dai consiglieri provinciali di minoranza.

Il Piano Stralcio della Mobilità non è adeguato al vero quadro esigenziale del territorio e andrebbe corretto con una Variante. Tale Piano è stato approvato dalla maggioranza di Mauro Malfer e contiene scempi paesaggistici e ambientali quali l’hub di Via Sabbioni al Cretaccio e la galleria ferroviaria che attraversa completamente il Monte Brione fino al Porto S.Nicolo’. Il gruppo consiliare “Onestà, Partecipazione e Ambiente” dell’ex Consigliere Viglietti votò contro, il 12 dicembre 2019.

D’altra parte il Comitato Mobilità Sostenibile Trentino CMST ha sempre sostenuto che il tunnel stradale Passo S.Giovanni – Cretaccio e le sue tratte di accesso non risolveranno i suddetti problemi. Vi sono ritardi nella realizzazione e progettazione delle opere stradali che qualcuno, sempre disponibile a tagliare nastri, dovrebbe spiegare alla popolazione residente.
Allora che fare? Quali soluzioni propone il CMSTalle istituzioni comunali e provinciali?

In diversi eventi pubblici in Alto Garda e in Vallagarina il CMST ha proposto, nel breve termine, la limitazione del traffico veicolare ad una determinata soglia di autovetture che superata la quale, il traffico verrà dirottato verso i parcheggi di attestamento della Baltera, Monte Oro, ex CBS a Dro e alla Maza e Caneve. Dai parcheggi di attestamento prevedere navette a trazione elettrica gratuite, con frequenza di 15 minuti, verso i centri abitati chiusi a ZTL.

Inoltre riteniamo che insistere nella progettazione e realizzazione di parcheggi nel centro storico, come avvenuto finora, va in controtendenza e complica ulteriormente la congestione esistente. Nel medio, lungo termine il CMST ha proposto tre ipotesi progettuali di collegamento ferroviario tra Rovereto e il Lago di Garda elaborate dall’ing.Alberto Baccega, da Ilario Cavagna che prevede il tracciato nell’ambito della Variante di Torbole D1 e dall’ing. Ezio Viglietti. Tali ipotesi progettuali prevedono l’utilizzo del TRAM TRENO, cioè un sistema di trasporto che potrebbe collegare Trento e Rovereto con i centri abitati di Torbole, Arco e Riva del Garda senza rotture di carico.

Ma la Provincia Autonoma di Trento e la Comunità Alto Garda e Ledro intendono portare avanti la soluzione della Linea Azzurra di Metroland e gli obbrobri del Piano Stralcio di Comunità, scelte in un improbabile studio di fattibilità presentato e commentato da Giovanni Rullo, si sono dimostrate irrealizzabili e sviluppantesi quasi totalmente in galleria. Sono passati più di dieci anni e la politica miope strado centrica continua a piangersi addosso, proponendo soluzioni costose di centinaia di milioni di euro che non risolveranno, purtroppo, gli endemici problemi di viabilità e mobilità. E di questo ci sarà evidenza all’apertura del tunnel Loppio Busa.

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