L’insegnamento finlandese. D’accordo: passiamo dalle parole ai fatti. Apprendiamo dalla stampa locale gli esiti della visita alla scuola finlandese. Un modello di eccellenza che la nostra Amministrazione provinciale dovrebbe fare proprio, quantomeno ci si dovrebbe avvicinare.
Un inciso. Sono più di vent’anni che la Finlandia è posizionata ai vertici mondiali delle graduatorie sulla qualità dell’istruzione (indagini internazionali ed europee): peccato che vent’anni fa la scuola primaria italiana era appena sotto la Finlandia, presa a modello da Stati europei omogenei per popolazione e densità. Oggi, a seguito di tagli di risorse, riduzione delle sezioni a tempo pieno e del doppio organico, compressione del numero del personale non docente in servizio, la nostra scuola non staziona più ai livelli altissimi del Paese nordico.
Ma quale sarebbe l’insegnamento acquisito da Assessore e Sovrintendente, da questo viaggio studio?
1. La Scuola finlandese è il cuore delle politiche pubbliche, non un’unità a sé.
Una vera scoperta? UIL Scuola da anni ricorda alla Politica che la scuola non è un costo, ma un investimento. In campagna elettorale lo sentiamo accogliere da tutte le forze in campo, peccato lo facciano solo nel momento pre-elettorale.
2. Nella scuola finlandese la fiducia tra alunni, docenti e famiglie regna in ogni Scuola. E, assieme alla fiducia, molta attenzione viene data al benessere di allievi e docenti, che non è un optional, ma è un prerequisito fondamentale e rispettato da tutti.
3. La scuola dell’equità: nel senso della capacità di intervenire tempestivamente a sostegno delle difficoltà degli allievi, anche attraverso la semplificazione dei curricoli.
4. Una scuola di tutti e per ciascuno è una scuola dai tempi distesi (immaginiamo orari costruiti in funzione della didattica e del benessere di tutte e tutti) che evita sovraccarichi di lavoro; una scuola che accompagna il percorso formativo con una valutazione formativa.
Tempi di apprendimento distesi, pensiamo ai bambini della Primaria spesso costretti a lezioni di poco più di mezz’ora; una fiducia diffusa verso gli insegnanti e verso tutto il personale di scuola; una scuola che ha risorse per poter intervenire immediatamente e offrire risposte educative speciali a chi presenta bisogni educativi speciali: vera musica, per chi la Scuola la vive ogni giorno e per chi le ha dedicato una vita.
Se non sono solo parole formulate invano, passiamo dalle parole ai fatti, perché ognuno di questi quattro punti è al centro delle nostre richieste. Chiediamo all’Assessore di aprire immediatamente il tavolo per il rinnovo, parte giuridica, del CCPL Scuola.
Rimettiamo al centro le ore di lezione, perché sono le ore di lezione (e la relazione insegnamento apprendimento) il motore di una scuola della qualità. Per attivare in maniera diffusa una didattica individualizzata e personalizzata occorre un aumento delle ore di compresenze e di codocenza, al fine di poter lavorare anche per piccoli gruppi di allievi.
Ma veniamo al CCPL: snellimento burocratico, ché i docenti sono pagati per insegnare non per compilare scartoffie; dedichiamo le ore provinciali aggiuntive alla formazione e aggiornamento dei docenti e, quindi, al successo formativo dei nostri ragazzi. Cancelliamo l’obbligo di supplenza breve, un obbligo che trasforma i docenti in badanti e ripristiniamo le sostituzioni nominando supplenti della medesima disciplina del docente assente.
Sicuramente sono misure che hanno un costo, quelle che UIL Scuola chiede, ma se vogliamo che i viaggi studio e, quindi, le belle parole annunciate diventino realtà, dobbiamo rimettere la Scuola al centro delle politiche pubbliche. Apriamo domani mattina il rinnovo contrattuale di tutto il personale della scuola rimettiamo al centro gli allievi e il valore del lavoro delle persone di scuola. Il benessere a Scuola, ce lo insegna la Finlandia, non è un optional – una sorta di progetto collaterale. È prerequisito fondamentale per una scuola di qualità.
