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DEGASPERI (CONSIGLIO PAT-ONDA) – INTERROGAZIONE * MAMMOGRAFIE E DIAGNOSI PRECOCI: «PREVENIRE IL PERCORSO AD OSTACOLI PER LE DONNE LONTANE DAL CAPOLUOGO»

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09.21 - venerdì 19 settembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Egregio Signor Claudio Soini Presidente del Consiglio provinciale

Interrogazione a risposta scritta n. 1187

Oggetto: Mammografie e diagnosi precoci: prevenire il percorso ad ostacoli per le donne lontane dal capoluogo.

Con una “delibera di civiltà” nel 2014 la Provincia imponeva la centralizzazione dello screening mammografico a Trento e Rovereto. Con l’arrivo delle nuove apparecchiature di tomosintesi mammografica l’intenzione era quella di offrire standard qualitativi uniformi e di eccellenza, nella consapevolezza che, considerati i costi e la carenza di personale, non era sostenibile (per la Giunta) assicurare le stesse prestazioni negli altri presidi territoriali che venivano contestualmente tagliati (Arco, Tione, Cles, Cavalese, Borgo Valsugana).

Dieci anni dopo il modello organizzativo rimane lo stesso anche se, rispetto alle modalità applicative, in particolare dai territori più distanti, si pongono all’attenzione dei decisori delicati ambiti da analizzare. In particolare ci si riferisce alle donne che, dopo aver avvertito la presenza di un nodulo, chiedono di essere visitate. Dopo la visita senologica presso il S. Chiara, se il medico non riscontra patologie, si passa alla mammografia presso i centri accreditati e non presso il centro APSS di viale Verona.

Non è ben chiaro se le apparecchiature per le indagini senologiche in uso presso gli accreditati abbiano standard tecnologici equivalenti a quelle in uso presso il centro di senologia e se tali apparecchiature siano oggetto di metodica verifica da parte della Provincia accreditante.

Nemmeno è chiaro se esista o meno un protocollo (le testimonianze farebbero propendere per la seconda ipotesi) che preveda il trasferimento degli esiti, a cominciare da quelli dubbi ovviamente, dal centro accreditato all’U.O. di Senologia e se i centri accreditati siano effettivamente integrati nei protocolli del Servizio sanitario provinciale oppure si limitino ad eseguire l’esame.

Un’altra questione, emersa quasi subito dopo la riorganizzazione, è quella delle distanze. Eliminati presidi come quello di Borgo Valsugana, le donne del Primiero sono obbligate a lunghe trasferte. E’ vero che per agevolare le adesioni sono state organizzate, soprattutto dalle associazioni di volontari, meritevoli attività di accompagnamento ma si potrebbe anche riflettere su migliori modalità organizzative.

È’ il caso delle tempistiche di esecuzione degli esami. Ecografia al seno e mammografia infatti vengono eseguite in strutture e giornate differenti, obbligando le persone ad andirivieni anche dalle località più lontane che si potrebbero facilmente evitare. Lo sanno bene le donne del Primiero che, di fronte al percorso ad ostacoli trentino, preferiscono rivolgersi all’ospedale di Feltre, dove tutto si svolge internamente e ecografia mammaria e mammografia vengono eseguite nella stessa giornata.

Questione peculiare è infine la limitazione dello screening alle fasce d’età 50 – 74 anni, sì escludendo, ad esempio, le cittadine trentine sotto tale fascia anagrafica, ma con familiarità positiva per patologia oncologica mammaria.

 

Tutto ciò premesso si interroga la Giunta provinciale per sapere:

1) il numero e il costo delle mammografie eseguite dai centri accreditati e il numero di quelle svolte dagli ospedali di Trento e Rovereto negli anni 2023 e 2024;

2) se esiste un protocollo condiviso tra centri accreditati e U.O. di Senologia che preveda un canale di comunicazione istituzionalizzato tra professionisti a garanzia delle pazienti;

3) se non si ritiene necessario intervenire sulle modalità operative prevedendo, come a Feltre, l’esecuzione contestuale di ecografie e mammografie per evitare gravosi via vai;

4) le caratteristiche tecniche delle apparecchiature in uso presso i centri accreditati rispetto a quelle in uso presso le strutture dell’APSS; 5) se non si ritiene opportuno includere nello screening mammografico le donne esterne alla fascia d’età oggi coperta, con familiarità positiva rispetto alla patologia oncologica mammaria.

 

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Filippo Degasperi

Consiglio Provincia autonoma Trento (Onda)

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