(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Si apprende con stupore e amarezza che il Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia di Trento accusa sull’Adige (e su Opinione ieri -ndr – sotto il LINK) di oggi il sottoscritto, quale segretario Smi, per affermazioni sugli Ospedali di Comunità e sulle strutture intermedie.Si scrive quindi la presente nota per replicare ed escludere con fermezza le conclusioni dallo stesso tratte da tre parole, al di fuori del contesto generale e dell’intero giudizio espresso, sulle possibili novità per tali strutture, in divenire, dato che in Trentino non sono ancora state aperte le Uccp; e non sono previste neppure nel nostro accordo attuale, ma solo nazionale.
Innanzi tutto, in nessun comunicato stampa trentino, a firma del sottoscritto Segretario Smi, spedito all’Adige e alle altre testate giornalistiche locali cartacee e on line, e sui social dallo Smi, è presente la frase riportata, fonte di tale polemica. Vero è che in altri fonti di informazioni sul web, in una intervista sintetizzata in cui si spiegava il lungo elenco delle novità intervenute con il nuovo accordo, è stata riportata detta frase.Sintesi, infelice, del nuovo futuribile apporto dei medici di medicina generale in Ospedali di Comunità o in strutture intermedie (Uccp) come coordinatore (leader? ) di equipe.
Se la polemica nasce su una parola, inadatta, passibile di fraintendimento sul rapporto medico/infermiere, immaginiamo oggi quanto critici saranno in futuro i rapporti lavorativi tra medici convenzionati e infermieri dipendenti da medici o da Azienda.Spiace questa continua contrapposizione critica da parte di Pedrotti, ma l’intento era solo quello di illustrare le novità, consapevoli della ruolo sempre fondamentale dei dottori in Scienze infermieristiche dipendenti e della necessità di sinergia e armonia anche nelle configurazione di ruoli diversi.
E la sintesi non ha aiutato come spesso può accadere. Vero è che è stato concordato nel nuovo accordo provinciale che vi potranno essere “Medici che faranno assistenza negli Ospedali di Comunità e nelle strutture intermedie, come da Pnrr”.
E laddove, in qualche articolo riportato di cui non si ha cognizione ora , si parlasse di “infermieri” e non di” dottori in scienze infermieristiche”, si fa riferimento agli infermieri dipendenti dagli stessi medici di famiglia, che ne sono i loro datori di lavoro, citati come tali nei nostri accordi.
In questo momento di costruzione di nuove strutture e figure; e nuove forme di assistenza ai cittadini, che dovrebbero prendere forma nei prossimi mesi e anni, è fondamentale per noi andare tutti nella stessa direzione, superando anche i possibili e/o falsi ostacoli che la lunga strada ci presenterà.
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Dottor Nicola Paoli
Segretario Smi Trentino
