(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il decreto sul foglio di servizio elettronico è stato redatto dal MIT in piena aderenza ai vincoli derivanti dalla legge quadro di settore che sottolineano le differenze costitutive tra taxi e NCC. Entrambi sono definiti dalla legge come ‘servizi pubblici non di linea’, ma mentre il primo è un servizio obbligatorio su piazza, con turni di lavoro amministrati dai Comuni, che si rivolge ad una utenza indistinta sulla base di tariffe comunali, il secondo è un servizio di trasporto su prenotazione, con divieto di stazionamento su piazza, che si rivolge ad un’utenza selezionata dall’operatore economico e opera a prezzi di mercato. È evidente come, per gli NCC, il passaggio da un foglio di servizio cartaceo, che si presta facilmente ad alterazioni, ad un foglio di servizio digitale presupponga il rispetto di tutti i vincoli che la legge dello Stato pone allo svolgimento della professione. Solo così si potrà contrastare l’abusivismo e garantire la territorialità del servizio, come costantemente ribadito anche dal Consiglio di Stato. In questa prospettiva, il MIT si riserva ogni futura iniziativa per fare valere le ragioni di fondo dei decreti impugnati, nella consapevolezza che la prospettiva da più parti invocata di una liberalizzazione dei servizi NCC non corrisponde a quanto previsto dalla legislazione vigente che continua a qualificare gli NCC come servizio pubblico, soggetto a puntuali vincoli regolatori, al fine di garantire la capillarità del trasporto non di linea anche nei territori extra urbani e nelle aree periferiche della penisola non coperte dal servizio taxi.
Così una nota del Mit.

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