(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Giulia Bortolotti, del gruppo consiliare Onda, chiede una presa di posizione del Sindaco di Trento, contro ogni tipo di impianto per la chiusura del ciclo dei rifiuti. Chiama in gioco anche Alleanza Verdi e Sinistra, dichiarandola a favore di una tecnologia, la gassificazione, che, a suo dire, sarebbe utilizzata solo a Singapore.
Nel contempo la consigliera insiste sul fatto che la soluzione alla chiusura dei rifiuti sarebbe possibile con un utilizzo intensivo del Trattamento Meccanico Biologico. Servono, a mio parere, alcune precisazioni.
Alleanza Verdi e Sinistra ha analizzato e dibattuto negli ultimi anni la questione rifiuti, avvalendosi del contributo di fisici, ingegneri ambientali ed ingegneri energetici.
Entrambe le forze politiche che la compongono concordano su punti incontrovertibili:
- sì alla piena competenza in tema di rifiuti alla Provincia anziché ai Comuni, perché è indispensabile un sistema omogeneo
- sì alla produzione di meno rifiuti con riduzione degli imballaggi e utilizzo di materiali ecosostenibili a livello industriale
- sì all’incremento e miglioramento della raccolta differenziata e del riciclaggio, con il contributo del Trattamento Meccanico Biologico
- no ad un impianto industriale di incenerimento dei rifiuti, che richiede apporto costante di rifiuti ed emette CO2, gas climalterante
- no alle discariche per l’inquinamento da percolati
- no all’esportazione di rifiuti, che sposta il problema ad altri e che utilizza migliaia di viaggi di camion a loro volta inquinanti. .
Rimangono opinioni diverse sulla chiusura del ciclo, convinti in Europa Verde che si possa arrivare a residuo zero, mentre in Sinistra Italiana lo si ritiene un obiettivo impossibile e quindi si vuole valutare una soluzione locale su piccola scala, modulare, tecnicamente avanzata e ambientalmente sostenibile, progettata per non creare una dipendenza dal rifiuto.
Non abbiamo quindi abbandonato le buone pratiche per riduzione dei rifiuti e raccolta differenziata, e non lo ha fatto nemmeno il piano rifiuti redatto da FBK e UNITN su commissione della provincia, dove, nell’allegato 4, si parla di “massimizzare il recupero di materiale sia dalla raccolta differenziata sia dal rifiuto residuo raccolto”.
Consiglio a chi interessato di approfondire la lettura del piano di cui, per comodità, riporto il link all’allegato 4: https://www.appa.provincia.tn.it/ocmultibinary/download/48840/547059/21/d1d0f62c805627e8ff991d29b1834ae5.pdf/file/Allegato4_Scenari_UNITN_FBK.pdf.
Veniamo ora alla questione dell’impianto di gassificazione. Diventa pericoloso affermare che “Non è una tecnologia sperimentata e di fatto oggi lo si utilizza praticamente solo a Singapore” perché esistono tecnologie di questo tipo in Europa e fuori Europa, come attestato in Tabella 5 del suddetto rapporto di UNITN e FBK. Il solo colosso giapponese JFE, leader mondiale in questo settore industriale, ha realizzato in Giappone circa 70 impianti di gassificazione.
Gli impianti di gassificazione in Giappone sono una parte importante della strategia del paese per la gestione dei rifiuti, la produzione di energia e la riduzione dell’impatto ambientale, con un focus sulla sostenibilità e l’economia circolare. La gassificazione del residuo è il passaggio che consente, nel pieno rispetto dell’ambiente, di trasformare in energia la frazione dei rifiuti non intercettati dai sistemi di raccolta differenziata e di selezione meccanica.
Perché va detto che il trattamento meccanico biologico dei rifiuti non basta a chiudere il ciclo e non solo in Trentino, dove si dice sia sottoutilizzato, ma a livello italiano, visto che i dati ISPRA ci dicono che solo l1,2% va a riutilizzo mentre circa il 40% va in discarica e circa il 26% ad inceneritore. Può invece essere considerato in un processo che consideri tutte letecnologie di trattamento meccanico biologico sviluppate (recupero di metalli e plastica, biostabilizzazione e produzione di combustibile derivato da rifiuti) integrate con il passaggio finale della gassificazione.
I prodotti principali della gassificazione sono syngas e residui solidi. I rifiuti solidi, vetrificati, non vanno in discarica, ma possono essere utilizzati in edilizia; il singas può essere trasformato in metanolo e in idrogeno, ma anche si decidesse di bruciarlo per produrre calore ed elettricità, la sua combustione è estremamente pulita.
L’impianto non richiede apporto continuo di rifiuti perché può essere spento ed acceso al bisogno; utilizza uno spazio ridotto; ogni modulo può essere affiancato ad altri nella stessa zona o essere installato nelle diverse località della Provincia, limitando così anche il trasporto di rifiuti.
A livello di provocazione ma anche di curiosità personale, pongo una domanda: cosa succederebbe se eliminassimo tutte le “fornaselle” per sostituirle con pompe di calore alimentate con l’elettricità prodotta da un termovalorizzatore? Temo ci sarebbe una forte opposizione anche se di fatto inquinano più di un termovalorizzatore, perché ci rassicurano e quindi non ci scandalizzano anche se inquinano più di quello che ci spaventa.
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Renata Attolini, segretaria provinciale di Sinistra Italiana
