Egregio Signor Claudio Soini Presidente del Consiglio provinciale
Interrogazione a risposta scritta n. 959
Oggetto: Liceo Prati ovvero il mistero trentino: la scuola primeggia nei risultati ma non piace al Dipartimento
Prosegue l’inspiegabile accanimento del Dipartimento Istruzione contro il Liceo Prati. A braccetto con il taglio dei percorsi che mette in crisi una programmazione avviata dopo un lungo lavoro di elaborazione, arriva una ispezione ordinata dalla dirigente generale Mussino. Per i cultori della statistica e dei metodi di valutazione quantitativi (tra i quali non si annovera lo scrivente) il Liceo Prati svetta a livello regionale quanto a risultati accademici dei propri studenti.
A dircelo è anche l’ultima edizione della ricerca sviluppata annualmente dalla Fondazione Agnelli. Il sito della Fondazione spiega che il principale indice (FGA) considera due aspetti fondamentali. Il primo è la media dei voti universitari, a misurare il livello delle conoscenze acquisite durante il percorso scolastico. Il secondo riguarda i crediti formativi universitari (CFU) ottenuti, che indicano la capacità degli studenti di sostenere e superare gli esami nei tempi previsti.
Questi due parametri vengono combinati per calcolare un punteggio complessivo: più alto è il valore, migliore è la preparazione fornita dalla scuola. Rispetto dunque all’indice FGA il Liceo Prati tra i classici provinciali svetta con un punteggio di 81,12. Anche guardando oltre Salorno il più vicino concorrente altoatesino ottiene 64,33 punti. Ma anziché i complimenti per i risultati ottenuti al Liceo Prati arriva l’ispezione. Alla base risulterebbero “criticità rispetto alla gestione, al clima organizzativo e al benessere degli studenti e di tutte le componenti della scuola”.
Consideriamo che in Trentino sono stati ampiamente denunciati enti formativi convenzionati con la Provincia e da questa integralmente finanziati con esborsi plurimilionari in cui si susseguono casi di cronaca (sedie che volano dai piani, studenti che appiccano incendi, risse divenute virali sui social …), fuga sistematica di insegnanti, nonché richieste tanto documentate quanto inutili alla Provincia di aiuto da parte di docenti vittime di azioni denigratorie e vessatorie da parte della cosiddetta “dirigente”. Eppure nulla si è mosso, con un Dipartimento sempre connivente anche rispetto alle modalità di selezione e di inquadramento del malcapitato personale.
Arriva invece l’ispezione al Liceo Prati. Farebbe quasi ridere se non ci fossero di mezzo la credibilità dell’istituzione da un lato e la strumentalizzazione delle funzioni della Provincia che in questo caso sembrano platealmente curvate su altri fini, quali il proposito di asservire al modello di “scuola non scuola” (per usare la denominazione ufficiale di una delle tante iniziative che affollano il policromo palco trentino) una scuola che invece si ostina ad essere scuola.
Tutto ciò premesso si interroga la Giunta provinciale per sapere:
1) il dettaglio delle singole segnalazioni pervenute al Dipartimento rispetto alle criticità come paventate in premessa, con specifico riferimento alla data, alla qualifica dell’estensore e al contenuto;
2) quante altre attività ispettive analoghe a quella ordinata presso il Liceo Prati sono state avviate nella XVII legislatura.
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Filippo Degasperi
Consiglio Provincia autonoma Trento (Onda)
