19.38 - lunedì 7 aprile 2025
Non è iniziata oggi, ma va sempre peggio. È diventato un bollettino di guerra quotidiano: l’insegnante precaria che deve scegliere tra attendere 22 mesi per l’operazione chirurgica o farla subito pagando 4.500 euro; lo scandalo in Sicilia dei referti dei tumori arrivati dopo 8 mesi quando ormai i pazienti erano invasi da metastasi; l’incredibile vicenda di Charles, un giovanissimo studente universitario morto a Cassino con dolori lancinanti dopo essere stato dimesso.
Di fronte a questo non possiamo accettare che gli investimenti in sanità siano ripiombati ai livelli più bassi degli ultimi 17 anni.
Mentre puntiamo ad aumenti record sulle armi, i tagli e i fondi insufficienti colpiscono le persone, dalle mammografie ai pazienti malati di Alzheimer. Non possiamo permetterci personale allo stremo che scappa dal pubblico e dall’Italia, corsie degli ospedali che esplodono e i pazienti costretti a rivolgersi al privato o, per chi non se lo può permettere, a rinunciare alle cure.
Oggi è la Giornata mondiale della Salute, diciamolo con forza e chiarezza: i cittadini – a partire proprio da quei 4 milioni e mezzo di persone che rinunciano a curarsi – hanno bisogno di poche parole e di impegni urgenti da parte di Meloni e soci. Più investimenti, meno sprechi, un freno deciso al diffuso clientelismo di ogni colore e al controllo della politica sulla sanità a livello locale. Il codice è rosso per il servizio sanitario nazionale, ma chi dovrebbe operarlo con urgenza è in pausa Riarmo.
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LANCIO D'AGENZIA