(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Assestamento, il confronto si concentra su casa, giovani, welfare e territori
Prosegue la discussione generale sulla manovra finanziaria
È proseguita, nel pomeriggio, la discussione generale sulla manovra di assestamento, con un confronto articolato sulle priorità per il futuro del Trentino. Casa, natalità, giovani, lavoro, scuola e sostegno ai territori sono stati al centro degli interventi, insieme alle politiche per la sicurezza, alla sanità e alla necessità di rafforzare Comuni e Comunità di valle. Ampio spazio è stato dedicato anche alla transizione ecologica, alla gestione dei rifiuti e alle scelte strategiche che riguardano Dolomiti Energia e le concessioni idroelettriche in vista del 2029.
Daniele Biada (Fratelli d’Italia)
Ha detto che la direzione della manovra è giusta, ma che ci sono aspetti su cui è opportuno ragionare in aula. La sfida è di lavorare per un Trentino vivo, con valli abitate e giovani che possono rimanere.
Tema casa: dobbiamo investire meglio, in questi tre anni io ho portato diverse proposte e ora vedo con favore il “bando casa” previsto dalla Giunta. Ho presentato da poco un’interrogazione in merito stimolando a ottimizzare la misura.
Itea comprerà alloggi sul mercato privato, ebbene questo non può essere lo sforzo principale, che resta quello di mettere a posto il vasto patrimonio edilizio attuale dell’istituto. Favorire chi vuole investire è un altro obiettivo, che riguarda la materia urbanistica.
Transizione ecologica: la misura per le colonnine elettriche nelle case mi sembra poco efficace, meglio creare incentivi per l’acquisto di automezzi elettrici a beneficio soprattutto di chi abita nelle valli. Si ricorda l’approvazione della mozione per sostenere i residenti dei comuni esclusi dai bonus statali per i veicoli elettrici: la transizione ecologica non deve creare nuove disuguaglianze tra centri urbani e aree periferiche.
Altro tema, il contrasto alla chiusura delle attività commerciali: la loro desertificazione (dovuta all’aumento dei costi, all’e-commerce e al difficile ricambio generazionale) rende le comunità più fragili. Occorre una robusta semplificazione amministrativa.
Agricoltura: il ricambio generazionale è la sfida, a fronte di terreni dai costi troppo alti. Serve un contributo provinciale per l’acquisto dei fondi agricoli come si sta facendo in Friuli. Così anche per la zootecnia, vanno sostenute le migliorie alle strutture.
Sicurezza stradale: preveniamo i sinistri a danno dei ciclisti, è uno dei fronti ancora critici in un Trentino, che nel complesso è statisticamente più sicuro delle altre regioni italiane.
Cohousing per gli anziani: soluzione che va sostenuta al massimo per la qualità della vita nella terza età.
Christian Girardi (Fratelli d’Italia)
Questo governo provinciale ha lavorato bene per far crescere l’economia trentina. Il conclamato piano industriale lo faranno le aziende, l’ente pubblico secondo me deve supportare e sostenere, nonché infrastrutturare il territorio (alimentando così anche il Pil provinciale). E noi lo stiamo facendo.
Politiche dell’accoglienza: possiamo incidere poco sui flussi migratori, ma negli anni passati si è accolto in modo indiscriminato e insostenibile e il sistema è imploso.
Tema della sicurezza: ci sono culture che più e altre che meno sono inclini a integrarsi dentro la nostra società, io credo che chi arriva deve rispettare le regole e il contesto.
Urbanistica: propongo con emendamento che si rispettino le scelte fatte a livello locale e non si applichino modelli statistici e matematici senza valutare i bisogni socioeconomici e le scelte politiche fatte in loco. Anche un nostro ordine del giorno verterà sulla materia.
In generale rivendico che questa amministrazione provinciale ha un’attenzione importante anche per i territori piccoli e periferici, una sensibilità che prima non c’era.
Sanità: nessuno ha la bacchetta magica, la grande svolta ci sarà solo con il nuovo ospedale, ma nel frattempo soprattutto sugli ospedali di valle c’è molto da fare.
Tema casa: bene il bando sulla rigenerazione energetica degli edifici.
Una conclusione: tra centrosinistra e centrodestra ci sono differenze programmatiche importanti, non c’è melassa politica, ci sono due visioni ben diversificate.
Antonella Brunet (Noi Trentino per Fugatti Presidente)
C’è un Trentino dove è bello vivere, diverso da come viene descritto da certi interventi delle minoranze. Vedo servizi di alta qualità e vedo una manovra finanziaria che fa degli sforzi nella giusta direzione.
L’emergenza casa – tema decisivo per il benessere dei cittadini – si sta affrontando, io credo moltissimo nel bando previsto per le ristrutturazioni, sarà un’opportunità molto importante. La Giunta sta facendo bene, penso ancora alla misura sulle cooperative edilizie e al bando prima casa, che sarebbe bene accompagnare da accordi con le banche per una concessione di mutui più agevole.
I servizi per la famiglia: sul nido si è agito robustamente, sui servizi estivi anche. Il bonus terzo figlio è una misura concreta, così il congedo parentale che con Lucia Maestri abbiamo ottenuto l’anno scorso.
C’è un grande sforzo nell’edilizia scolastica, vedo anche qui un Trentino che guarda al futuro. La Scuola di Medicina dimostra una grande visione prospettica.
Segnalo il problema della carenza di personale o.s.s. e me ne occupo in un mio ordine del giorno, confido nell’assessore Tonina che sempre mi dà ascolto.
Un altro mio o.d.g. verte sul ricambio generazionale.
La maggiore soddisfazione da questa manovra mi arriva però dalle misure per la zootecnia, per le misure compensative, per il premio alpeggio: sono davvero contenta. Importante anche l’attenzione ai danni arrecati dai grandi carnivori, ho presentato un emendamento che riguarda i dissuasori anti-lupo.
Infine le scuole musicali, tema a me carissimo: occorre intervenire sugli stipendi di chi ci lavora. Concludo con un sì convinto a questa manovra.
Franzoia: sicurezza non è aprire CPR
Mariachiara Franzoia (Pd del Trentino) ha aperto il proprio intervento chiedendo al presidente Fugatti chiarezza sulla conclusione naturale della legislatura: “I cittadini hanno il diritto di sapere se la Provincia ha un orizzonte politico saldo e duraturo oppure una presidenza a termine”. Un’eventuale candidatura alle elezioni politiche, ha osservato, costringerebbe i trentini a tornare alle urne due volte in un anno e mezzo, con maggiori costi e il rischio di una paralisi amministrativa. La consigliera ha quindi richiamato le conseguenze delle tensioni internazionali sull’economia locale e le fragilità legate a disuguaglianze, denatalità, istruzione e produttività. Sul tema della sicurezza ha invitato a superare tanto la propaganda quanto la rimozione dei problemi, puntando su prevenzione, inclusione e contrasto alla marginalità. Franzoia ha inoltre proposto risorse per recuperare immobili da destinare alla locazione attraverso gli enti senza scopo di lucro. I suoi ordini del giorno riguardano scuola e formazione professionale, rafforzamento delle figure sociali e psicologiche nelle RSA, trasporti nelle valli del Noce e agevolazioni IRAP per le imprese che sostengono la raccolta delle eccedenze alimentari. In chiusura ha richiamato la necessità di un confronto aperto: “Da parte nostra non c’è la volontà di buttare via a prescindere tutto ciò che viene fatto da chi governa. Abbiamo detto appunto che molte cose vanno bene, ma sicuramente da parte nostra sentiamo l’esigenza profonda di portare in quest’aula la voce i bisogni, le speranze di una comunità che anche noi rappresentiamo”.
Malfer: il Trentino sta diventando sempre più fragile
Michele Malfer (Campobase), in un lungo e articolato intervento che ha toccato molti temi, ha descritto un Trentino ancora solido, ma sempre più fragile, segnato dall’impoverimento del ceto medio, dalla crescita delle disuguaglianze e da salari che non garantiscono più una vita serena. “Dov’è la strategia complessiva per rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie?”, ha chiesto, sollecitando una visione che unisca lavoro, casa, fiscalità e welfare. Sul futuro delle nuove generazioni ha sottolineato che “le persone non si trattengono, le persone devono poter scegliere”, ricordando la crescita degli espatri e la necessità di creare condizioni per restare, partire o tornare. Ha quindi criticato l’assenza di un filo conduttore nelle politiche scolastiche, richiamando il calo delle competenze, il precariato e le cattedre scoperte. Tra le proposte, l’estensione dei concorsi nella scuola primaria, percorsi per gli studenti in difficoltà, la riduzione delle rette dei convitti, dieci borse di studio sulla mobilità ferroviaria e interventi di domotica assistiva. Malfer ha infine chiesto maggiore sostegno ai piccoli Comuni e decisioni rapide e trasparenti sull’ospedale di Fiemme: “Quale qualità della vita”, ha concluso, “vogliamo garantire alle persone che vivono nella nostra provincia?”.
De Bertolini: non ponti fisici, ma opere di ristrutturazione sociale
Andrea de Bertolini (Pd del Trentino) ha invitato la Giunta a rovesciare l’ordine delle priorità della manovra, investendo non tanto in “infrastrutture, ponti fisici”, quanto in “opere di ristrutturazione sociale” capaci di impedire che le urgenze si trasformino in emergenze strutturali e compromettano l’equità. Il consigliere ha quindi contestato “in modo radicale” l’intervento di Christian Girardi sulla presenza dei migranti, ricordando che la Bossi-Fini regola ancora l’immigrazione e chiedendo strumenti normativi che consentano l’emersione delle persone irregolari. Parlando di sicurezza, “Il lavoro riduce di circa il 90% il tasso di recidiva”, ha osservato, definendolo un veicolo di socialità e integrazione.
Ampio spazio è stato dedicato all’acqua come bene comune e al futuro dell’idroelettrico, in vista della scadenza delle concessioni nel 2029. De Bertolini ha indicato nell’autogoverno il punto di equilibrio tra tutela dell’interesse pubblico e mercato, richiamando le radici dell’Autonomia e il ruolo dei territori, delle valli e dei Comuni. Tra le opzioni da valutare ha citato il partenariato pubblico-privato, mettendo in guardia da decisioni che possano precludere in anticipo modelli alternativi di gestione. Sulla possibile quotazione di Dolomiti Energia ha sottolineato che “studiare, approfondire e valutare non significa per forza di cose fare”. Prima delle decisioni, ha aggiunto, sarà necessario aggiornare il Piano generale di utilizzazione delle acque pubbliche, riscrivere le concessioni e procedere alla valutazione dei cosiddetti “beni asciutti”. Il consigliere ha infine ricordato il lavoro della Commissione d’inchiesta da lui presieduta, che attraverso audizioni e trascrizioni integrali sta ricostruendo vent’anni di storia di Dolomiti Energia, con l’obiettivo di consegnare al Consiglio informazioni utili per assumere consapevolmente “una delle scelte più importanti per i prossimi trent’anni”.
Bisesti: la manovra fa parte di un impianto di sistema
Mirko Bisesti (Lega) ha difeso l’assestamento come parte di una strategia organica fondata su famiglia, scuola e attrattività. Citando uno studio della CGIA di Mestre, ha ricordato che tra il 2015 e il 2025 i giovani tra i 15 e i 34 anni residenti in provincia sono aumentati del 4%: “È la prova indipendente, non sospetta, che il modello trentino di politiche pubbliche funziona”. Sul fronte della natalità ha richiamato la crescita delle nascite, la gratuità dei nidi, gli incentivi per la prima casa, gli studentati e il modello Bausparen, basato sul risparmio programmato e sull’accesso a mutui agevolati. Ha quindi respinto la definizione di “bonus a pioggia”: “C’è un impianto, c’è un sistema”, come dimostrerebbe anche l’utilizzo del 92% delle risorse destinate alle politiche sociali e familiari. Sulla scuola ha chiesto il riconoscimento delle potenzialità degli studenti e una vera carriera per gli insegnanti, sostenendo il proprio disegno di legge: “Si tratta di dare finalmente una carriera a chi sceglie di rimanere in classe”. Con l’ordine del giorno che ha presentato ha proposto un pacchetto di indennità e incentivi per reclutare e trattenere personale sanitario e sociosanitario, soprattutto nelle aree con maggiori carenze, e misure analoghe per attrarre profili qualificati nei settori strategici. Bisesti ha infine rivendicato il ruolo della spesa pubblica come motore dell’economia, precisando però che “un conto è una mano pubblica che accende il motore e crea le condizioni, un altro è la mano pubblica che pretende di guidare l’auto”. In materia di sicurezza ha sostenuto il rafforzamento della polizia locale, dei controlli su treni e stazioni e la realizzazione del CPR, affermando che un territorio può attrarre e trattenere persone soltanto se è sicuro.
Calzà: persone, salute e welfare devono venire prima di tutto
Michela Calzà (Pd del Trentino) ha chiesto una politica industriale capace di creare le condizioni perché il manifatturiero possa restare, innovare e rilanciarsi, precisando che «il nostro non è un richiamo al Soviet», ma la richiesta di una programmazione di sistema. Ha quindi posto al centro persone, salute e welfare, ricordando che il costo della casa e dei beni essenziali sta avvicinando alla povertà anche famiglie con un lavoro ordinario. La consigliera ha sollecitato il rinnovo dei contratti pubblici e una maggiore valorizzazione della polizia locale, attraverso organici adeguati, formazione, tutele legali e sostegno dopo gli eventi critici. Sulla sanità ha denunciato i nuovi disservizi nelle prenotazioni e la fragilità di un sistema informatico costruito attraverso continui innesti, proponendo un’architettura integrata e una regia unitaria dei dati. Calzà ha poi chiesto di rafforzare Comuni e Comunità di valle, affinché le politiche provinciali possano essere concretamente «portate a terra». Sulla gestione dei rifiuti ha criticato un percorso avviato dall’ultimo tratto della filiera, sostenendo che raccolta, prevenzione, recupero e fabbisogni impiantistici debbano essere definiti con il pieno coinvolgimento dei territori. Il primo ordine del giorno riguarda i PEBA, i Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche, strumenti con cui i Comuni individuano gli ostacoli che limitano l’accessibilità degli spazi pubblici, li ordinano per priorità e programmano gli interventi necessari. Calzà ha chiesto risorse per tradurre i piani in opere concrete e un maggiore supporto tecnico delle Comunità di valle ai Comuni: “L’accessibilità deve diventare una politica ordinaria per tutto il Trentino”.
I lavori riprenderanno domani alle ore 10.00 con il prosieguo dell’intervento della consigliera Calzà.

