(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Dolomiti Energia, Dal Ri: “Su Dolomiti Energia l’unica scelta di Fugatti è continuare a non scegliere”
In queste ore il dibattito sul futuro di Dolomiti Energia e sulla possibile quotazione in Borsa rischia di prendere una strada sbagliata. Si stanno infatti sovrapponendo due questioni profondamente diverse: da una parte la tutela dell’acqua come bene pubblico e le future concessioni idroelettriche, dall’altra il futuro industriale della principale azienda trentina. È una confusione che non aiuta il confronto e rischia di impoverire una discussione che meriterebbe ben altro livello.
La prima considerazione riguarda la politica provinciale. Non c’è nulla di positivo nell’ennesimo rinvio annunciato dal presidente Fugatti. Da otto anni il Trentino assiste a una Giunta che, di fronte alle grandi scelte strategiche, preferisce rinviare piuttosto che decidere. È accaduto su molte partite decisive per il futuro della nostra autonomia e sta accadendo anche oggi. Il Trentino, invece, ha bisogno di una politica che sappia indicare una direzione e assumersi la responsabilità delle proprie scelte.
Nessuno, tantomeno il Partito Democratico del Trentino, mette in discussione che l’acqua sia un bene pubblico. È un principio sul quale non esistono ambiguità. Ma proprio per questo è necessario distinguere i piani. La proprietà dell’acqua e il contenuto delle future concessioni dipenderanno dalle scelte della Provincia, che avrà il compito di fissare regole, obblighi di investimento, criteri ambientali e garanzie nell’interesse delle comunità trentine. È lì che si tutela il bene pubblico, non alimentando una contrapposizione artificiale con il futuro di Dolomiti Energia.
Credo che anche il lavoro della commissione provinciale possa rappresentare un’occasione utile per approfondire questi temi e accompagnare una discussione che il Trentino non può affrontare con slogan o semplificazioni. C’è bisogno di entrare nel merito delle concessioni, del ruolo della Provincia e delle prospettive industriali di Dolomiti Energia.
Allo stesso tempo, sarebbe un errore considerare il futuro di Dolomiti Energia come una questione secondaria. Stiamo parlando della più grande impresa del Trentino, di una realtà che produce occupazione qualificata, investimenti, innovazione e valore economico per il territorio. È un patrimonio industriale costruito in decenni che rappresenta uno degli asset più importanti della nostra Autonomia speciale. Il settore energetico sta vivendo una trasformazione profonda e il futuro dell’azienda non può essere affrontato con slogan o con la paura di discutere.
Per questo motivo non convince una narrazione che continua a evocare lo spettro della privatizzazione. Nessuno ha mai proposto di privatizzare Dolomiti Energia o di mettere in discussione il controllo pubblico sulle risorse idriche. Anzi, l’ipotesi di ampliare la partecipazione dei Comuni all’interno dell’assetto proprietario va nella direzione opposta: rafforzare ulteriormente il radicamento territoriale dell’azienda e il suo legame con le comunità locali.
Anche il tema della quotazione in Borsa merita di essere affrontato senza pregiudizi ideologici. La quotazione non è un obiettivo politico né un valore in sé. È eventualmente uno strumento, che può essere utile oppure no, e che deve essere valutato sulla base dell’interesse di Dolomiti Energia, della sua capacità di crescere, investire e competere mantenendo saldo il controllo pubblico. Trasformare questo dibattito in uno scontro tra pubblico e privato significa evitare la vera domanda: quale futuro vogliamo costruire per la più importante azienda del Trentino?
La politica dovrebbe avere il coraggio di rispondere proprio a questa domanda. Perché l’acqua continuerà a essere un bene pubblico, regolato dalla Provincia nell’interesse dei cittadini. Il punto è capire se vogliamo che anche fra vent’anni Dolomiti Energia sia una grande azienda capace di creare valore, occupazione e sviluppo per il nostro territorio oppure se preferiamo continuare, come troppo spesso è accaduto negli ultimi otto anni, a rinviare ogni decisione strategica.
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Alessandro Dal Ri
Segretario Pd Trentino
