Di Luca Franceschi
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Il Governo Meloni continua a raccogliere i frutti della lotta all’evasione fiscale senza aumentare la pressione tributaria su cittadini e imprese. Secondo quanto evidenziato da Nicola Calandrini, senatore di Fratelli d’Italia e presidente della quinta Commissione Bilancio del Senato, i dati sugli introiti ottenuti attraverso l’incrocio tra pagamenti elettronici, Pos e scontrini dimostrano l’efficacia della strategia adottata dall’Esecutivo. Nei primi sei mesi dell’anno la digitalizzazione dei pagamenti avrebbe consentito di intercettare oltre 9 miliardi di euro, mentre l’ultimo bollettino sulle entrate evidenzia più di 2,2 miliardi derivanti dall’incrocio dei dati. Si tratta di risorse che non derivano da nuove tasse, ma da un sistema più efficiente, trasparente ed equo che permette di far emergere la base imponibile e le irregolarità.
L’approccio del Governo si basa su un principio di equilibrio: tenere i conti pubblici in ordine, recuperare ciò che è dovuto e, contemporaneamente, utilizzare gli spazi disponibili per sostenere l’economia reale. In questi anni l’Esecutivo ha dimostrato che rigore e attenzione sociale non sono in contraddizione. Le risorse sono state infatti concentrate sulla riduzione del cuneo fiscale, sul sostegno ai redditi medio-bassi, sulle famiglie, sulla sanità e sulle misure rivolte alle imprese.
Il contrasto all’evasione non deve tradursi in una persecuzione dei contribuenti onesti, ma deve invece poggiare su strumenti moderni, controlli mirati e semplificazione. Chi rispetta le regole deve pagare meno ed essere messo nelle condizioni di lavorare e investire serenamente. Questo rappresenta il vero dividendo delle riforme: uno Stato più efficiente che restituisce ai cittadini i risultati della buona amministrazione.
