Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle, attraverso i propri rappresentanti in commissione di vigilanza Rai, ha risposto con durezza agli attacchi di Fratelli d’Italia nei confronti del giornalista Ranucci.
Secondo gli esponenti pentastellati, ogni volta che viene menzionato il nome del giornalista, i militanti di Fratelli d’Italia reagiscono in modo scomposto. Questa mattina, dopo aver letto su un quotidiano vicino al partito il contenuto di alcune conversazioni private di Ranucci, è partita immediatamente una campagna di attacchi attraverso le agenzie di stampa.
Il M5S evidenzia come nella loro foga polemica, i rappresentanti di Fratelli d’Italia non si accorgano del paradosso in cui cadono. Mentre si concentrano sulle conversazioni private di un giornalista, un loro esponente di spicco, ex sottosegretario alla Giustizia, si sta difendendo in modo discutibile attraverso l’immunità parlamentare per evitare di mostrare le proprie chat private con un prestanome della Camorra.
I pentastellati denunciano quella che definiscono una palese disparità di trattamento. Le conversazioni private di un normale cittadino possono essere pubblicate sui giornali e diventare oggetto di aspri comunicati, mentre quando si tratta di un esponente di Fratelli d’Italia devono rimanere riservate, anche se l’interlocutore è un personaggio legato ad ambienti mafiosi.
Il Movimento 5 Stelle sottolinea l’incoerenza di chi chiede di individuare eventuali presenze mafiose in Rai, mentre ha tra le proprie fila persone che frequentano prestanome della mafia. La richiesta è chiara: prima vengano rese pubbliche le chat di Delmastro, poi si potrà discutere di tutto il resto, compreso il caso Ranucci.
Fino a quando questa condizione non sarà soddisfatta, secondo i rappresentanti del M5S, l’unica cosa dignitosa che i meloniani potrebbero fare sarebbe mantenere il silenzio. Proteggere Delmastro mentre si attaccano gli altri viene definito un comportamento codardo.
