Di Luca Franceschi
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La Commissione cultura ha approvato una risoluzione di maggioranza sulla questione dell’insegnamento della religione nelle scuole, che rappresenta un impegno deciso nel trasformare le istituzioni scolastiche in spazi caratterizzati da libertà e rispetto reciproco. Pur mantenendo l’autonomia scolastica come elemento fondamentale, il testo intende prevenire qualsiasi manifestazione di extraterritorialità e separatismo religioso, adottando un approccio che va oltre le mere considerazioni statistiche per anticipare fenomeni già diffusi in altre realtà europee.
Un aspetto centrale della risoluzione riguarda il contrasto all’abbandono scolastico e alla marginalità sociale, con particolare attenzione alle bambine e alle giovani donne. L’obiettivo è promuovere la loro libertà personale, proteggendole da costrizioni e sopraffazioni che frequentemente le colpiscono, garantendo loro un accesso libero e consapevole a un’istruzione di qualità.
Secondo il deputato di Fratelli d’Italia Alessandro Amorese, capogruppo in Commissione cultura, rimane poco chiaro quale sia la posizione dell’opposizione su questi temi. La sinistra, continua Amorese, si limiterebbe a ideologizzare concetti che dovrebbero risultare irrinunciabili per chiunque, come il rispetto della dignità femminile e il diritto all’istruzione. Amorese si interroga sulle intenzioni reali della sinistra, chiedendosi se quest’ultima auspichi l’arrivo anche in Italia di quelle dinamiche estreme tipiche dell’integralismo islamico già presenti in altre nazioni.
Nel quadro di questa linea d’azione, il governo Meloni ha concesso il via libera definitivo in Consiglio dei ministri al contratto collettivo nazionale di lavoro relativo all’Area Istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024, nella sezione concernente circa ottomila dirigenti scolastici.
