Di Luca Franceschi
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Il deputato del Movimento 5 Stelle Enrico Cappelletti è intervenuto oggi in commissione Attività produttive alla Camera per interrogare il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica sulla questione delle concessioni di distribuzione elettrica. L’obiettivo era verificare se il governo intenda superare l’attuale regime di proroga che caratterizza il settore.
Secondo il parlamentare pentastellato, l’attuale sistema di rinnovo automatico delle concessioni non fa altro che perpetuare una situazione di rendita di posizione anacronistica, che favorisce pochi operatori a scapito di cittadini e imprese. La distribuzione elettrica in Italia risulta infatti eccessivamente concentrata e questa condizione di quasi monopolio permette ai grandi gruppi del settore di registrare margini operativi elevatissimi, con costi che ricadono direttamente sulle bollette degli utenti finali.
La risposta del governo, fornita tramite la sottosegretaria Gava, è stata però negativa. L’esecutivo ha dichiarato di non avere alcuna intenzione di modificare il sistema delle proroghe, limitandosi ad assicurare una generica attenzione al contenimento degli effetti sui consumatori, ammettendo di fatto una riduzione dei danni che il governo stesso mette in conto.
Cappelletti ha definito questa risposta del tutto inadeguata, evidenziando una contraddizione nelle scelte della maggioranza. Quando è stata imposta la fine del mercato tutelato, la decisione è stata giustificata con la necessità di tutelare mercato e concorrenza. Oggi invece, quando si tratterebbe di mettere a gara il rinnovo delle concessioni per ridurre i costi dell’energia, mercato e concorrenza sembrano improvvisamente scomparsi dagli obiettivi del governo.
Il deputato ha sottolineato come gli italiani paghino già oggi le bollette più care d’Europa a causa di scelte definite deleterie. Disporre proroghe senza gara significa frenare lo sviluppo e causare un onere aggiuntivo per le famiglie. Nonostante questa situazione, il governo continua a rifiutarsi di avviare procedure di affidamento competitive, che sarebbero conformi ai principi europei sulla concorrenza.
Secondo il Movimento 5 Stelle, i consumatori trarrebbero vantaggi reali e concreti dall’applicazione delle regole del libero mercato in questo settore. La conclusione di Cappelletti è che per le destre guidate da Giorgia Meloni, mercato e concorrenza sono principi da invocare soltanto quando vanno a discapito dei cittadini, non quando potrebbero favorirli.
