(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Ad un mese dai dati sulle file attese nella Sanita’ la prima semestrale 2026 peggiora il dato negativo relativo alle visite specialistiche, anzi ci colloca all’ultimo posto, in coda a tutte le regioni italiane.
Agenas ha purtroppo confermato il peggioramento del pessimo posizionamento del nostro servizio sanitario anche rispetto a Regioni che non hanno le strutture e le risorse di cui gode il nostro Trentino. Pat ed Asiut hanno spiegato che ai dati va data una lettura diversa in quanti si e’ operato recuperando in seconda battuta gran parte dei prenotati che non avevano avuto appuntamento alla prima richiesta e quindi il dato statistico non e’ esplicativo di una risposta al cittadino che in effetti è stata , magari in ritardo, comunque data. La situazione per UILP del Trentino non e’ in ogni modo accettabile anche perché continuano a giungere ai nostri uffici ed ai nostri referenti territoriali periferici notizie di ritardi e rimando alle “calende greche” di visite specialistiche degli ambulatori pubblici.
La Uil Pensionati rilancia quindi una proposta di soluzione che si sa non essere gradita ai professionisti della sanita’ e nemmeno alla Asuit: il blocco temporaneo o perlomeno una riduzione dello spazio/tempo intra-moenia in cui vengono effettuate le visite private dentro le strutture pubbliche sanitarie; questo fino a che il fenomeno delle lunghe liste d’attesa non sia effettivamente ridimensionato. Ovviamente i medici e gli specialisti andranno compensati oltre il normale trattamento per le ore dedicate alle ulteriori visite in modalita’ pubblica convenzionata e non più in intra-moenia.
È ben presente il rischio che alcuni di questi medici possano trasferirsi al sistema privato, ma non è più possibile questo lento ed inesorabile passaggio, non dei medici, ma dei malati e solo quelli che se lo possono permettere, alla sanita’ privata!
La Uilp rilancia un altro allarme che riguarda gli esami diagnostici e radiologici. A prescindere dalla collocazione in una graduatoria, quella degli accertamenti diagnostici, meno negativa e vergognosa rispetto a quella delle visite specialistiche sono sempre più frequenti le programmazioni di questi esami in ambulatori estremamente periferici in provincia ( Tesero e Dimaro) a cui vengono inviati anche anziani residenti in fondovalle costringendoli a spostamenti assurdi e molto faticosi. Si dovrebbe, perlomeno per quelli ultra ottantenni, creare una via preferenziale nella prenotazione di quelle prestazioni in strutture meno distanti dalla residenza. Analoga attenzione dovrebbe essere prestata ai pazienti ultra ottuagenari che si rivolgono al Pronto Soccorso: una corsia “preferenziale” come quella gia’ oggi riservata ai bimbi della pediatria.
Al di la’ delle facili polemiche e delle critiche politiche la Uil pensionati riripone un’idea ragionevole e percorribile alla soluzione delle problematiche sanitarie del territorio e soprattutto dei trentini e delle trentine più anziani che hanno contribuito alla realizzazione della nostra preziosa autonomia.
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MaurizIo Zeni
Segretario Prov.le Uil Pensionati
