Di Luca Franceschi
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Con l’approvazione alla Camera delle preintese per l’Autonomia Differenziata, Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria otterranno maggiori competenze in diversi settori, inclusa la promozione della salute. Questa decisione, secondo le critiche del Partito Democratico, è stata assunta senza una valutazione adeguata delle conseguenze sull’intero sistema sanitario nazionale e senza prevedere risorse aggiuntive per colmare i divari già significativi tra le Regioni nel campo della tutela della salute.
Il provvedimento determinerebbe uno scenario particolarmente preoccupante, in quanto comporterebbe il consolidamento e l’amplificazione delle attuali disparità territoriali. Ciò darebbe origine a una competizione scorretta tra le Regioni, con effetti negativi soprattutto per le aree più vulnerabili, caratterizzate da minori risorse economiche, e per i cittadini che maggiormente necessitano di assistenza e cure mediche.
Secondo l’interpretazione del Pd, l’iniziativa serve principalmente a soddisfare le richieste della Lega e a generare consenso politico, considerato che gli stessi territori interessati difficilmente beneficeranno di miglioramenti effettivi nel funzionamento dei servizi sanitari. Marina Sereni, responsabile Salute e sanità della segreteria nazionale del Pd, definisce grave il tentativo della destra di eludere la decisione della Corte Costituzionale sulla Legge Calderoli e sottolinea che il procedimento, ancora in corso, dovrebbe essere bloccato.
Il Partito Democratico ribadisce il proprio impegno nel sostenere tutte le iniziative finalizzate al rispetto dei principi costituzionali di equità e uguaglianza, affermando che il diritto alla salute non possa essere condizionato dalle disponibilità economiche personali né dal territorio di residenza dei cittadini.
