Di Luca Franceschi
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Questa mattina, a Bolzano, è proseguita la discussione generale sui disegni di legge 69/26, Rendiconto generale della Provincia autonoma di Bolzano per l’esercizio finanziario 2025, 73/26, Rendiconto generale consolidato per l’esercizio finanziario 2025, e 74/26, Assestamento del bilancio di previsione per l’anno finanziario 2026 e per il triennio 2026-2028.
Dopo gli interventi di ieri, hanno preso la parola per le repliche i componenti della Giunta.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha affrontato anzitutto il tema del rifugio Vetta d’Italia, spiegando che, dopo un incontro con i responsabili, è stato chiarito che l’utilizzo da parte della Guardia di Finanza si concluderà e che il comandante ha espresso accordo.
Come compromesso, saranno concessi tre anni di utilizzo, è previsto un sopralluogo per eventuali impianti fotovoltaici e, al termine, il rifugio passerà alla Provincia.
Sulla questione abitare, ha affermato che serve superare la sola logica di mercato.
Mettere a disposizione pochi alloggi non risolve i costi elevati e alcune misure possono perfino spingere i prezzi, ma è previsto che a livello comunale si costruiscano alloggi con il contributo provinciale da affittare a canone provinciale, accanto ad abitazioni a prezzo calmierato.
Ha difeso la riforma dell’abitare.
Quanto alla riforma elettorale, ha osservato che non si tratta della sede del Pacchetto e che, comunque, ogni modifica va comunicata all’Austria.
Per i collegi è prevista un’equa distribuzione e non c’è violazione del Pacchetto se non si crea uno svantaggio per il gruppo linguistico tedesco.
In ogni caso la modifica va notificata.
La valutazione nel merito non viene affrontata in sede di bilancio, ma non si configura una violazione della disposizione 111 del Pacchetto.
A Paul Köllensperger ha ricordato che la Provincia sta investendo in edilizia abitativa agevolata come priorità, raccogliendo già molte richieste e preparando il terreno per un forte incremento nei prossimi anni.
Sulle strade ha osservato che i molti nuovi progetti sono stati pianificati e deliberati già vent’anni fa e hanno richiesto modifiche del PUC e altri passaggi.
La maggior parte delle risorse è destinata alla manutenzione e al risanamento, in particolare dei ponti per ragioni di sicurezza, mentre proseguono anche gli investimenti nella rete ferroviaria.
Sulle imposte ha rilevato che, a fronte di un’economia in buona salute, l’inflazione riduce il potere d’acquisto e la Provincia intende intervenire entro i margini disponibili per contrastare il fiscal drag.
All’inizio del mandato si incassavano 120 milioni annui di addizionale IRPEF, la riduzione già introdotta costa 90 milioni l’anno e un azzeramento comporterebbe altri 30 milioni di mancato gettito, pertanto si punta a uno sgravio per un’ulteriore fascia di reddito e a una possibile esenzione per i bambini.
Sull’energia ha riconosciuto l’aumento dei prezzi, invitando però a considerare l’impatto delle agevolazioni, come quelle di Alperia.
Per una famiglia di tre componenti con consumo medio di 2.400 kWh la spesa annua è di circa 680 euro, pari a 56 euro al mese, mentre per quattro componenti è di 800-900 euro.
Dalla discussione sembra che le famiglie spendano migliaia di euro, ma i prezzi in Alto Adige sono mediamente inferiori del 10% rispetto al livello nazionale.
Quanto ai nuovi terreni per l’edilizia agevolata, ha richiamato il problema del consumo di suolo e indicato che prima si valorizzerà l’esistente e lo sfitto, senza escludere nuove aree.
È stato comunque deciso che i nuovi alloggi saranno destinati alla popolazione residente.
Sui Giochi olimpici ha ribadito che non vi è alcun obbligo di sostenere la gestione della pista da bob e che i Comuni limitrofi possono utilizzare i fondi come ritengono.
L’Alto Adige coprirà la propria quota per le mancate entrate di marketing fino a 6 milioni di euro, ma non si è perso nulla, considerato il mezzo miliardo ottenuto dallo Stato per progetti concreti come quello della val di Riga.
Relativamente ai 40 milioni per i Comuni confinanti, contestati da Zimmerhofer, ha chiarito che si tratta di una quota connessa alla riduzione del debito nazionale: risorse che altrimenti andrebbero a Roma vengono invece destinate a Comuni vicini che ne hanno bisogno, mentre i finanziamenti alla RAI evitano possibili tagli statali in caso di difficoltà.
Sugli edifici ANAS ha descritto una situazione positiva, riferendo di un colloquio con il ministro Giorgetti e spiegando che il passaggio Stato-Provincia, non in discussione, richiede una formula diversa da quella prevista.
Per le piscine pubbliche è attivo un contributo annuale ai Comuni.
Per lo studentato del NOI Techpark si individuerà un gestore, con regole e prezzi stabiliti dall’ente pubblico.
Sugli investimenti ha sottolineato che la Provincia è in grado di intervenire in maniera molto significativa con un debito quasi nullo.
Dieci anni fa il volume era di 2.113 milioni, oggi è di 3.540 milioni, con un aumento del 67,5% a fronte di un’inflazione del 28,6%.
La quota percentuale degli investimenti sul totale è leggermente calata, fatto comprensibile poiché, una volta costruite scuole e ospedali, crescono le spese per manutenzione e servizi.
I dati sull’utilizzo della Pforzheimer Hütte saranno forniti.
Per i grandi eventi non si intendono costruire nuove strutture per i mondiali di sci citati da Foppa, ma solo interventi già previsti da decenni, compresi piccoli adeguamenti per l’innevamento e l’allargamento del tratto finale di pista per motivi di sicurezza.
L’assessore Daniel Alfreider ha respinto le critiche di Zimmerhofer sulla presunta assenza di investimenti ferroviari, ricordando che, grazie a fondi UE e statali uniti a quelli provinciali, sono stati finanziati progetti di grande rilievo e che i cantieri sono già al lavoro giorno e notte.
Sulla rete ferroviaria non si era mai investito tanto come ora: 8 milioni per le stazioni e ulteriori risorse per la gestione di depositi con impianti di lavaggio, nuovo materiale rotabile e un nuovo sistema di segnaletica per complessivi 61 milioni.
Per il carburante, i contratti dei bus prevedono 4,5 milioni aggiuntivi per garantire i servizi senza aumentare i prezzi dei biglietti.
Si investe in postazioni per le bici e nelle fermate dei bus, oltre che nella rete stradale, con particolare attenzione alle aree rurali, alla manutenzione e alla sicurezza.
Dal fondo legato ai Giochi olimpici sono stati ottenuti fondi per le strade e 500 milioni per la rete ferroviaria.
L’assessora Magdalena Amhof ha comunicato la certificazione della seconda parte del contratto di intercomparto, base per liquidare il TFR in tempi più brevi.
Ha illustrato il nuovo contratto per i collaboratori del servizio forestale e, per il comparto scuola, ha riferito che il contratto provinciale è stato inviato alla Corte dei Conti, mentre per gli insegnanti statali manca ancora un secondo benestare dello Stato.
Una parte delle risorse previste in assestamento per l’anticipazione sarà destinata alla sanità.
Sull’anticipo dell’inflazione, una proposta presentata ieri non è stata accettata, ma è stato richiesto un nuovo incontro con lei e con il presidente della Provincia per giungere rapidamente a una conclusione, poiché i mezzi sono disponibili.
L’assessore Christian Bianchi ha risposto alle domande di Repetto.
Per il distretto di Oltrisarco è stato completato il progetto esecutivo, la gara dovrebbe uscire entro il 2026, i lavori iniziare nel 2027 e chiudersi nel 2029.
Per la casa per persone con disabilità in viale Europa a Bolzano l’avvio del cantiere è previsto per fine settembre.
Sul Building renovation ha spiegato che è stata data la possibilità di un unico contratto per la riqualificazione energetica di 35 fabbricati: una sperimentazione molto interessante che, a fronte di una gara impegnativa, consente una redazione molto più rapida dei progetti esecutivi, con alcuni cantieri già avviati.
Se i risultati saranno positivi, si procederà con un nuovo lotto, oltre all’attuale da 25 più 10 edifici.
A bilancio sono previsti 13 milioni per la demolizione e ricostruzione del rifugio Porro e del rifugio Firenze, oltre a ulteriori fondi per il palazzo dell’APPA.
Ha riferito di aver consegnato a Noggler uno schema sui rifugi, ambito in cui l’attività è intensa: in alcuni rifugi i lavori sono in corso, per il Weikugelhütte va riavviata la progettazione e per il Nino Corsi la ristrutturazione è stata completata.
Per il rifugio Milano, nonostante la decisione di non venderlo, occorre ora riflettere sul suo utilizzo e individuare un gestore adeguato.
Per rifugio Europa e rifugio Giogo sono già stati effettuati investimenti.
L’assessora Rosmarie Pamer ha illustrato i consistenti stanziamenti per famiglia e sociale, pari a 47 milioni di euro.
Le sfide principali riguardano l’andamento demografico e l’invecchiamento della popolazione, che impongono una pianificazione del finanziamento per il prossimo decennio.
Un obiettivo rilevante è la messa in rete di tutti gli attori del settore.
Tra i cantieri destinati a proseguire nel tempo c’è la ridefinizione dell’attribuzione del livello di cura, su cui si lavora per un miglioramento concreto abbandonando modelli passati in favore di un nuovo sistema di valutazione.
Sono previsti 30 milioni per le RSA, compresi i centri diurni, e vengono considerate anche le offerte residenziali.
Per i servizi sociali sono stanziati 14,5 milioni aggiuntivi, necessari alle Comunità comprensoriali per attuare nuove misure, ad esempio a sostegno delle persone con disabilità.
Per le famiglie sono previsti fondi per l’accompagnamento pomeridiano.
Nelle microstrutture l’offerta è stata fortemente ampliata e, per l’assistenza estiva, l’alto numero di domande ha reso necessario prolungare i tempi di iscrizione, con conseguenti ritardi nel pagamento degli acconti.
Alcune richieste dei gestori sono risultate incomplete, ma la Provincia ha consentito integrazioni e il personale sta lavorando intensamente per evadere le pratiche.
Per le integrazioni alle pensioni verrà comunicato che tutti gli aventi diritto devono presentare la dichiarazione ISEE.
L’assessore Hubert Messner ha indicato la prevenzione come priorità, oggetto di lavoro quotidiano sulla base del piano nazionale in fase di implementazione con un apposito gruppo.
Si interviene sulla prevenzione primaria, con vaccinazioni e campagne informative, e su quella secondaria, tramite screening, prevenzione del suicidio e delle dipendenze, oltre alle ulteriori fasi di prevenzione.
Queste attività comportano costi, ma ogni anno di vita in salute genera rilevanti risparmi per il sistema sanitario.
È fondamentale, ha aggiunto, sottolineare l’autoresponsabilità delle persone.
Per l’assistenza di prossimità prosegue il percorso delle Case della comunità, con riscontri molto positivi da Laives, Bolzano e Bressanone, sebbene sia ancora presto per rilevare effetti sui Pronto soccorso, e con il coinvolgimento dei medici di medicina generale.
I tempi di attesa per le visite sono migliorati, pur se ogni paziente percepisce soprattutto la propria situazione.
Si è intervenuti per ridurre le visite prioritarie, la cui incidenza, pari al 33%, resta superiore ai valori europeo e nazionale, fermi al 18%.
Per la Valle Aurina, la Val Casies e Prato allo Stelvio si lavora per garantire medici specialisti e trattenere i medici di base.
Il numero dei medici di medicina generale è quasi invariato, ma permangono criticità.
Assumersi la responsabilità di centrare l’obiettivo del Dipartimento è stata, ha riconosciuto, una scelta coraggiosa.
L’assessora Ulli Mair, segnalando il poco tempo a disposizione, ha sottolineato che le agevolazioni per l’edilizia abitativa agevolata non possono abbassare i prezzi di costruzione e che la leva decisiva è l’individuazione di nuove aree edificabili.
Si tratta di una competenza che riguarda anche i Comuni, che vanno coinvolti e sensibilizzati.
Secondo Mair, costruire sull’esistente non riduce i prezzi a causa degli attuali costi.
Ha replicato all’osservazione di Knoll secondo cui a Bolzano costruire non fa scendere i prezzi, domandando come possano evolvere i prezzi se, nonostante il fabbisogno, non si costruisce.
Non risulta, ha aggiunto, che i sindacati ritengano che a Bolzano si costruisca troppo.
L’errore di Bolzano, secondo l’assessora, è non definire nuove aree edificabili: quando la domanda supera l’offerta, i prezzi salgono.
Non è vero che si costruisce solo per gli stranieri.
I Comuni spesso rifiutano di individuare nuove aree, riducendo così le possibilità per la popolazione residente.
In ogni caso, anche gli stranieri che vivono qui lavorano e servono alloggi per i lavoratori, inclusi quelli qualificati, altrimenti non verranno in Alto Adige.
La discussione generale si è conclusa e la seduta è stata sospesa per consentire la valutazione degli ordini del giorno.

