Di Luca Franceschi
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La maggioranza governativa prosegue il suo percorso parlamentare con l’approvazione delle pre-intese finalizzate a garantire maggiore autonomia a quattro regioni del Paese. Si tratta di una misura che rappresenta la quota di consenso destinata alla Lega Nord all’interno della coalizione di governo, ma che rischia di produrre conseguenze devastanti per l’unità nazionale.
La strada intrapresa verso l’autonomia differenziata viene definita folle e irresponsabile, in quanto capace di spaccare l’Italia e di accentuare le disuguaglianze territoriali già esistenti. Un esempio emblematico è rappresentato dal settore sanitario, dove la presenza di ventuno sistemi sanitari regionali differenti ha già compromesso gravemente l’accesso uniforme alle cure, trasformando un diritto costituzionale in una prestazione dalla qualità variabile a seconda del territorio di residenza.
Con l’approvazione delle pre-intese, il rischio concreto è quello di aggravare ulteriormente i divari tra le diverse aree del Paese, penalizzando in modo particolare i cittadini che risiedono nelle regioni già in difficoltà. Questi ultimi si troverebbero condannati a subire un accesso ai servizi di qualità inferiore per il solo fatto di vivere in determinate zone geografiche.
Nonostante l’esistenza dei Livelli Essenziali di Assistenza, che dovrebbero garantire prestazioni sanitarie omogenee su tutto il territorio nazionale, la realtà attuale mostra già profonde disparità tra Nord e Sud. Le migrazioni sanitarie rappresentano un fenomeno drammatico che costringe migliaia di persone ad abbandonare la propria terra per poter accedere a cure adeguate, con costi economici ed emotivi spesso insostenibili.
Per questi motivi viene richiesto con forza di bloccare l’iter delle pre-intese e di ristabilire il principio fondamentale secondo cui il diritto alla salute deve avere lo stesso valore per tutti i cittadini, indipendentemente dalla regione di appartenenza. L’attuale governo viene accusato di avere un atteggiamento ostile nei confronti delle regioni meridionali.
Queste dichiarazioni sono state rese dalla deputata del Movimento 5 Stelle Gilda Sportiello durante il suo intervento a una manifestazione di protesta contro l’autonomia differenziata, tenutasi in piazza Capranica, nelle vicinanze di Montecitorio.
