Di Luca Franceschi
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Dal 31 luglio al 3 agosto la città di Urbino diventerà la sede della prima Festa nazionale della Montagna e delle Aree Interne del Partito Democratico. La scelta della location non è casuale: Urbino rientra tra i comuni interessati dalla legge Calderoli, provvedimento che comporterà la perdita di diritti e risorse per centinaia di comuni montani. Il PD si oppone fermamente a questa norma, che costituirà uno dei temi centrali della manifestazione che si articolerà su quattro giorni.
Nel corso della Festa, il partito convocherà le sindache e i sindaci dei territori colpiti dai provvedimenti di riduzione della spesa varati dal Governo Meloni. L’obiettivo è confrontarsi sulle proposte democratiche per le aree interne, focalizzandosi su quattro assi strategici: il diritto a restare, lo sviluppo delle infrastrutture, le opportunità di lavoro e la qualità dei servizi sanitari. Questi elementi sono considerati fondamentali per avviare una nuova fase di sviluppo per il Paese.
“Mentre la destra sostiene che le aree interne siano territori destinati a un declino irreversibile, noi siamo convinti che rappresentino un’eccezionale opportunità di crescita per l’Italia”, affermano Marco Sarracino della segreteria nazionale del Pd, Marco Niccolai del dipartimento nazionale aree interne e Lorenzo Ugolini, segretario del Pd di Urbino. “Da Urbino intendiamo trasmettere un messaggio inequivocabile: la montagna non costituisce un problema da affrontare, bensì una risorsa su cui basare la ripresa e nella quale convogliare investimenti.”
La manifestazione vedrà la partecipazione della segretaria nazionale Elly Schlein e di Stefano Bonaccini, insieme a Marta Bonafoni, Igor Taruffi, Giuseppe Provenzano e Chiara Braga. Saranno inoltre presenti parlamentari europei e nazionali, consiglieri regionali, sindaci, rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di categoria.
