(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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MEMORIA. 64 PERSONE, DI CUI 19 BAMBINI, UCCISE DAI NAZIFASCITI IL 22 LUGLIO 1944 A TAVOLICCI (FC), NELL’APPENNINO ROMAGNOLO. OGGI LA COMMEMORAZIONE DELL’ECCIDIO, IN RAPPRESENTANZA DELLA REGIONE L’ASSESSORA GESSICA ALLEGNI: “UNA STRAGE RIMASTA PER TROPPI ANNI DIMENTICATA. SIAMO QUI PER ONORARE QUELLE VITTIME, TUTTE CIVILI, IN UN LUOGO FONDAMENTALE DELLA COSCIENZA DEMOCRATICA E ANTIFASCISTA DELL’EMILIA-ROMAGNA”
Nel piccolo borgo del comune di Verghereto si consumò uno dei più gravi massacri compiuti in Romagna durante la Seconda guerra mondiale
Bologna – Un paese legato a uno dei più gravi massacri compiuti in Romagna dai Nazifascisti nella Seconda guerra mondiale: Tavolicci. Un Comune a cui è stata riconosciuta la Medaglia d’oro al merito civile per il sacrificio della popolazione: Verghereto.
Qui, in provincia di Forlì-Cesena, nel piccolo borgo di Tavolicci, frazione montana dell’Alto Savio situata tra Romagna, Marche e Toscana, nel comune di Verghereto, il 22 luglio 1944 64 persone, di cui 19 bambini sotto i 10 anni, furono trucidate dal IV Battaglione di volontari di polizia italo-tedesca. Una strage rimasta per decenni ai margini della coscienza pubblica, che può essere commemorata anche grazie al lavoro di quanti, a partire dagli Enti locali, non si sono voluti arrendere all’oblio e hanno fornito i primi importanti contributi alla ricerca e alla ricostruzione storica dell’eccidio.
Oggi a Tavolicci per l’82^ anniversario della strage, a commemorare e a rendere omaggio a quelle vittime innocenti, tutte civili, in gran parte donne, anziani e bambini che abitavano nel paese, le Istituzioni si sono raccolte con la comunità.
Per la Regione, in rappresentanza del presidente Michele de Pascale, è intervenuta l’assessora alla Cultura Gessica Allegni. Dopo la deposizione delle corone al Sacrario e alla Casa Museo di Tavolicci, la mattinata è proseguita con la Santa Messa e la lettura dei nomi delle vittime della strage; poi gli interventi del sindaco di Verghereto, Simone Mercatelli, delle ragazze e ragazzi di “Terra e Memoria”, dello storico Davide Conti e dell’assessora Allegni; a conclusione della mattinata, la proiezione nell’aula didattica del documentario “Tavolicci una Memoria”.
“Tavolicci è uno dei simboli più drammatici della strategia del terrore messa in atto dal Nazifascismo contro le popolazioni civili- afferma Allegni-. Ricordare oggi quelle vittime non è solo un dovere collettivo, ma significa rinnovare il nostro impegno a difesa dei valori della democrazia, della libertà e della pace. La memoria non può essere un semplice esercizio commemorativo: è uno strumento indispensabile per comprendere il passato, contrastare ogni forma di negazionismo e trasmettere alle giovani generazioni la consapevolezza di quanto siano costati i diritti e le libertà di cui oggi godiamo”.
“Il lungo percorso di ricerca storica, raccolta delle testimonianze e valorizzazione dei luoghi della memoria- aggiunge l’assessora- ha restituito dignità e voce a una comunità profondamente ferita. Come Regione, anche grazie alla nostra legge sulla memoria del ‘900, continueremo a sostenere il lavoro delle altre istituzioni, delle associazioni e degli Istituti storici che custodiscono e tramandano questa eredità civile, affinché il ricordo di quei fatti continui a parlare alle nuove generazioni. L’Emilia-Romagna, terra antifascista, considera la custodia della memoria una responsabilità pubblica. Ricordare Tavolicci- chiude Allegni- significa riaffermare i valori della libertà, della pace, della democrazia e della dignità umana che sono alla base della nostra convivenza civile e della Costituzione repubblicana”.
Elena Contini
