Di Luca Franceschi
///
Marco Cerreto, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in Commissione Agricoltura, esprime la propria solidarietà al collega Gimmi Cangiano, definendolo l’ennesima vittima di quella che ritiene essere una vera e propria macchina del fango. Secondo Cerreto, qualora le intercettazioni pubblicate dalla stampa dovessero trovare conferma, ci troveremmo di fronte a un approccio giornalistico incompatibile con i principi fondamentali di imparzialità e deontologia professionale.
Il deputato sostiene che le inchieste in questione sarebbero costruite per sostenere una tesi già determinata in precedenza, prive di riscontri oggettivi e orientate più a sollevare sospetti che a verificare effettivamente i fatti. In questa prospettiva, Cerreto chiede chiarimenti a Sigfrido Ranucci riguardo alle ragioni per cui avrebbe parlato del collega Cangiano con terzi.
Cerreto invita inoltre il direttore di Report a fare luce sulle vicende che lo hanno riguardato negli ultimi mesi, comprese quelle emerse in merito al rapporto con Valter Lavitola. Secondo il deputato, il metodo utilizzato da Report risulterebbe ormai evidente attraverso il servizio pubblico, caratterizzato da processi mediatici, teoremi e ricostruzioni che frequentemente sembrerebbero precedere i fatti anziché seguirli.
Il capogruppo in Commissione Agricoltura sottolinea che la credibilità dell’informazione si fonda sul rigore delle prove e sulla verifica dei dati, non sulla costruzione di narrative funzionali a obiettivi politici. In conclusione, Cerreto sostiene che Ranucci avrebbe perso la credibilità attraverso questo operato.
