(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Prosegue l’iter del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche per una città più accessibile con l’approvazione (22 voti favorevoli e 8 astenuti) della proposta di deliberazione n. 52/2026 – Attuazione urbanistica e PEBA – approvazione, ai sensi dell’art. 3.3, allegato a della Dgrv n. 841 del 31 marzo 2009, del PEBA – Piano di eliminazione delle barriere architettoniche 2° stralcio del Comune di Verona relativo a parte dell’ambito urbano (percorsi dalla stazione di Porta Nuova e dai principali parcheggi pubblici fino a piazza Bra) e a parte dell’ambito edilizio (Arena e suo vallo, palazzo della Gran Guardia, parte di palazzo Barbieri, cortile di Castelvecchio).
“Il PEBA di Verona, 2° stralcio, – ha esordito la Vicesindaca con delega all’Urbanistica, Barbara Bissoli, illustrando la proposta di delibera – in discussione ha percorso un lungo iter avviato nel dicembre 2022 con l’incarico affidato all’arch. Stefano Maurizio, professionista specializzato nella complessa materia del superamento delle barriere architettoniche, socio fondatore e consigliere del CERPA Italia Onlus (Centro Europeo di Ricerca e Promozione dell’Accessibilità); l’incarico prevedeva l’articolazione nelle due componenti dell’Ambito Edilizio e dell’Ambito Urbano, andando così ad interessare, per l’Ambito Edilizio, i più frequentati beni monumentali del Centro Storico di Verona e cioé l’Anfiteatro Arena e il suo Vallo, il Palazzo della Gran Guardia, alcuni piani della sede municipale di Palazzo Barbieri, il cortile di Castelvecchio e, per l’Ambito Urbano, i principali percorsi pedonali dalla stazione di Porta Nuova e dai parcheggi pubblici del centro storico e limitrofi fino a Piazza Bra.
Il percoso del secondo stralcio del PEBA, condotto dalla Dirigente arch. Anna Federica Grazi che colgo l’occasione di ringraziare per l’impegno e per l’efficacia della sua attività, si è intrecciato con la progettazione delle opere finanziate dalla Stato e dalla Regione Veneto per migliorare l’accessibilità in Arena, progettazione che SIMICO ha avviato successivamente all’individuazione ufficiale della città di Verona quale sede delle cerimonie di chiusura delle Olimpiadi invernali e di apertura delle Paralimpiadi invernali Milano Cortina 2026, e delle aree ed edifici interessati da tali eventi (Piazza Bra, Anfiteatro Arena e Gran Guardia); a seguito di dette individuazioni è emersa, infatti, la necessità di estendere l’analisi delle barriere architettoniche esistenti e la pianificazione degli interventi migliorativi ad altri spazi urbani ed edifici pubblici, attraverso la predisposizione di PEBA tematici volti a rendere accessibili edifici e principali percorsi pedonali verso l’Arena, favorendo da una parte l’accessibilità alla città da parte di tutte le persone, ivi compresi gli atleti con disabilità, e i loro accompagnatori e famigliari, e dall’altra la realizzazione di interventi considerati di primario interesse per la collettività, in quanto volti alla valorizzazione del centro storico tutelato dall’UNESCO attraverso progetti di turismo accessibile ed inclusivo”.
La proposta di deliberazione in discussione ripercorre tutte le fasi di partecipazione e concertazione che hanno caratterizzato il percorso del PEBA 2° Stralcio, prima e dopo l’adozione in linea tecnica da parte della Giunta Comunale intervenuta una prima volta con deliberazione del dicembre del 2023 e, a seguito di ulteriori incontri e tavoli tecnici, una seconda volta con deliberazione dell’aprile 2024; le osservazioni presentate sono state controdedotte dalla Direzione PEBA con apposito documento di analisi e, con deliberazione del dicembre 2024, la Giunta Comunale adottato il PEBA 2° stralcio, che è stato pubblicato e depositato per acquisire ulteriori osservazioni che non sono tuttavia pervenute.
“Il PEBA 2° stralcio oggetto della deliberazione in discussione, – ha proseguito la Vicesindaca – consistente nel rilievo di tutte le barriere architettoniche incontrate e nella individuazione di indirizzi per la progettazione della relativa eliminazione a carico delle Direzioni comunali dell’Area Lavori Pubblici o di altri soggetti pubblici o privati è stato contraddistinto dalle seguenti principali fasi:
• inquadramento e analisi conoscitiva del contesto urbano;
• individuazione degli edifici pubblici da analizzare e rilevare già indicati;
• individuazione dei tratti urbani da analizzare, ovvero i percorsi di collegamento tra la stazione di Porta Nuova, i parcheggi pubblici contermini al centro storico e Piazza Brà, al fine di creare una rete funzionale di percorsi pedonali;
• rilievo delle barriere architettoniche degli edifici pubblici e degli ambiti urbani individuati;
• partecipazione e coinvolgimento delle associazioni di categoria attraverso incontri, convegni e dibattiti;
• individuazione degli interventi necessari in apposite relazioni e schede (ben 982 in Ambito Urbano), con stima dei costi (pari a circa 2.854.000 per l’Ambito Edilizio e a circa 3.539.000 per l’Ambito Urbano);
• individuazione delle priorità di intervento attraverso l’analisi delle caratteristiche intrinseche ed estrinseche peculiari di ogni tratto urbano e di ogni edifico analizzati;
• raccolta dei dati del rilievo e delle proposte di soluzione che andranno ad implementare il SIGI – Sistema Informativo Geografico Integrato del Comune di Verona, così da consentire a chiunque (utenti esterni ed interni all’Amministrazione comunale) di consultare il PEBA, verificare lo stato di attuazione, estrarre dati, ma soprattutto per consentire alle Direzioni dell’Area Lavori Pubblici di programmare ed eseguire gli interventi di eliminazione e superamento delle barriere architettoniche.
Concludo dicendo che, sulla base degli indirizzi progettuali del PEBA 2° stralcio adottato nel dicembre 2024 sono già stati progettati ed eseguiti da SIMICO con finanziamento a carico dello Stato alcuni interveni di miglioramento dell’accessibilità all’Arena e cioé:
– la realizzazione di due passerelle metalliche giustapposte, di accesso al vallo e all’interno della galleria mediana con un costo stimato in circa 197.662,52;
– la riqualificazione dei percorsi pedonali e ciclabili dalla Stazione di Porta Nuova fino all’Arena con un costo stimato in 908.282,50.
Sono in fase avanzata di progettazione altri interventi stabili, reversibili o temporanei in Arena che integrano la “legacy” dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali 2026 e cioé, in particolare, il parapetto sommitale e i parapetti e i corrimano dei vomitoria; un sistema di impianti che, dal piano di imposta dell’Arcovolo 65, consente lo sbarco sulla terrazza dell’Ala e, quindi, l’affaccio in cavea; una infrastruttura di sedute in platea e sulle gradonate di cavea che si proone di migliorare notevolmente l’accessibilità dell’Arena nella veste di teatro lirico e per concerti pop”.
La consigliera di Fratelli d’Italia, Maria Fiore Adami, ha sottolineato come “l’accessibilità sia un principio fondamentale per garantire a tutti i cittadini, in particolare alle persone con disabilità e agli anziani, il diritto di fruire degli spazi pubblici in autonomia e sicurezza, e che il PEBA rappresenta lo strumento strategico per pianificare l’eliminazione delle barriere architettoniche in modo integrato, non solo fisico ma anche sensoriale e cognitivo. Contesto tuttavia il metodo con cui il piano è arrivato in aula: gli interventi legati a Olimpiadi e Paralimpiadi curati da Simico avrebbero dovuto essere guidati dal PEBA, e non viceversa, mentre le osservazioni presentate sono state per lo più rimandate a valutazioni future”.
La consigliera Jessica Cugini di Sinistra Italiana ha evidenziato che “la sovrapposizione tra i lavori pianificati dal Comune e quelli di Simico, in particolare nel tratto tra la stazione di Porta Nuova e Piazza Bra, ha portato delle criticità che avevamo già sollevato con un’interrogazione e in un’apposita commissione. Segnalo che i lavori risultano ancora fermi nonostante le criticità sulla promiscuità degli spazi tra marciapiedi, ciclabili, fermate bus e parcheggi, e che sono state raccolte 982 segnalazioni di barriere architettoniche a fronte di un mancato aggiornamento delle schede SiGi. Ricordo che già nel 2023 avevamo presentato due mozioni, a giugno e novembre, per sollecitare l’aggiornamento dei SIGI, ritenendo doveroso che la città sappia quali e quante barriere siano state effettivamente abbattute e secondo un disegno complessivo e non a macchia di leopardo. Avevamo inoltre chiesto l’istituzione di appositi capitoli di bilancio per accantonare risorse annuali destinate all’abbattimento delle barriere, ricordando l’obbligo di legge di destinare il 10% degli introiti da permessi di costruire, SCIA e sanzioni urbanistico-edilizie a questo scopo”.
La consigliera Patrizia Bisinella di Fare “Condivido molte delle osservazioni già espresse dai colleghi e ringrazio gli uffici tecnici per il lavoro svolto, pur restando molte criticità nella nostra città. In qualità di componente della Consulta per la disabilità, ricordo le numerose richieste portate avanti negli anni da diverse associazioni di persone con disabilità, e ritengo che l’occasione dell’evento olimpico e degli interventi ora in approvazione avrebbe potuto essere sfruttata per intervenire anche su altre criticità diffuse in città”.
Il consigliere Pietro Trincanato di Traguardi ha richiamato il lavoro presentato in commissione dall’architetto Grazi, “che ha illustrato più di 900 schede per interventi che, come discusso con il collega Piva, ammonterebbero a circa 10 milioni di euro. Sottolineo che questo stralcio non riguarda solo l’accessibilità generale della città ma in particolare quella dei luoghi istituzionali e culturali, con l’adeguamento di Palazzo Barbieri, Palazzo della Gran Guardia, dell’Arena e del suo Vallo nell’ambito degli interventi olimpici, e del cortile di Castelvecchio, ritenendo fondamentale garantire a tutti l’accesso sicuro e autonomo ai beni culturali come servizi pubblici essenziali. Ricordo che, pur non essendo competenza della direzione PEBA attuare direttamente gli interventi, avevamo approvato due mozioni per l’istituzione di un capitolo di bilancio dedicato al 10% previsto dalla legge e per un coordinamento sistematico tra la direzione PEBA e tutte le direzioni che si occupano di lavori pubblici, coordinamento che ad oggi non risulta ancora pienamente attuato”.
E’ stata inoltre approvata (22 voti favorevoli e 9 astenuti) la proposta di deliberazione n. 58/2026 – Direzione Tributi – Tassa rifiuti – Approvazione delle modifiche all’articolo 21 del Regolamento per la disciplina della tassa rifiuti (Tari)
“Le modifiche apportate all’articolo 21 del Regolamento Tari – ha spiegato l’assessore ai Tributi, Michele Bertucco – riguardano la riduzione per le utenze non domestiche. Abbiamo verificato che, per le utenze non domestiche che avviano i rifiuti al riciclaggio e alla raccolta differenziata, il termine previsto del 31 gennaio dell’anno successivo risultava troppo restrittivo. Abbiamo quindi accolto le richieste presentate da diverse aziende, che ci chiedevano di posticipare questo termine. La nuova scadenza è fissata al 30 giugno e, insieme alla richiesta di riduzione della percentuale, dovrà essere presentata anche tutta la documentazione che attesta la quantità di rifiuti effettivamente avviati al recupero e al riciclo nell’anno solare precedente. Attraverso questo meccanismo andremo ad aiutare e a migliorare la raccolta differenziata delle utenze, comprese le grandi utenze non domestiche. È un segnale di attenzione dell’amministrazione comunale verso le richieste pervenute, che permetterà di migliorare la raccolta differenziata e, soprattutto, di valorizzare quelle aziende e attività non domestiche che migliorano sempre di più la raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti”.
Il consigliere di Traguardi, Giacomo Cona ha colto l’occasione “per evidenziare il dato comunicato stamattina dagli assessori Bertucco e Ferrari insieme ad Amia: quasi 8.000 utenze sommerse recuperate grazie al nuovo sistema di conferimento rifiuti, corrispondenti a circa 2 milioni di euro l’anno di TARI non versata, moltiplicati per gli anni di evasione, per un totale di decine di milioni di euro sottratti alla collettività veronese. Ritengo che la politica cittadina debba assumersi la responsabilità di questi numeri, che seppur positivi nel recupero, testimoniano il mancato rispetto delle regole da parte di migliaia di utenze, pari al 6% del totale. Segnalo il timore che queste utenze sommerse possano aumentare, dato che il porta a porta deve ancora essere esteso a zone popolose come la terza circoscrizione, con oltre 60.000 abitanti. Il nuovo sistema va nella direzione giusta perché ci permette di recuperare le utenze e di ribadire che la raccolta differenziata è una responsabilità condivisa”.
La consigliera di Fare, Patrizia Bisinella, ha chiesto conferma che, “oltre alla proroga già chiarita per la presentazione della dichiarazione, anche il termine del 31 luglio previsto per le attività danneggiate da cantieri che richiedono un contributo di ristoro venga prorogato al 31 dicembre, come sembra risultare dal testo dell’articolo 21 come modificato. Segnalo inoltre che la normativa ARERA non prevede la decadenza dal beneficio in caso di mancata produzione tempestiva della documentazione, mentre il nostro regolamento la contempla, aspetto peraltro già presente nel testo precedente e non modificato dall’attuale intervento. Chiedo quindi se l’amministrazione si sia posta il tema di questa discrepanza rispetto alla normativa nazionale”.
L’assessore Bertucco ha risposto che “i termini non sono prorogati, sono spostati, nel senso che non c’è una proroga per quest’anno, ma viene posto un nuovo termine”.
Con l’approvazione (24 voti favorevoli, 3 astenuti) della proposta di deliberazione n. 50/2026 – Direzione Suap e Suep – approvazione ai sensi art. 117 comma 4 delle Nto del Pi della proposta presentata in data 31.07.2025 da Parrocchia ortodossa romena “Sant’Elia il Tisbita” di permesso di costruire in variante al Pdc n. 2024/06.03/09135 rilasciato il 03/12/2024 il Consiglio ha licenziato la modifica della destinazione d’uso da centro culturale a studentato in viale Andrea Palladio snc e approvato la relativa proposta di convenzione.
“Con istanza presentata nel luglio 2025,- ha spiegato la vicesindaca con delega all’Urbanistica, Barbara Bissoli – la Parrocchia Ortodossa Romena “Sant’Elia il Tisbita” ha presentato al Comune di Verona la proposta di realizzare uno studentato con permesso di costruire in variante a precedente permesso di costruire in corso di esecuzione in Viale Palladio, con modifica della destinazione d’uso da centro culturale a servizio della Parrocchia a studentato. Per lo studentato proposto, il Soggetto Attuatore ha ottenuto l’ammissione al finanziamento PNRR con decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca di aprile 2026″.
Lo studentato oggetto della delibera in discussione è composto da 34 camere per un totale di 54 posti letto e in particolare:
– n. 2 camere doppie per persone con disabilità;
– n. 14 camere singole;
– n. 18 camere doppie.
L’area interessata dalla proposta progettuale, con superficie di 2455 mq, ha una destinazione urbanistica per “Aree ed attrezzature per servizi pubblici – Di Progetto” ed è compresa nell’ambito di un P.U.A. del 2012 che prevede la realizzazione in due stralci: una chiesa cristiana ortodossa nel primo stralcio e un centro culturale nel secondo stralcio, oggetto della proposta in variante.
Al piano interrato sono posizionati i parcheggi per le auto e gli stalli per le biciclette, la palestra con i relativi servizi igienico-sanitari, una lavanderia, i locali tecnici e un deposito.
Il piano terra ospita la reception, una sala relax/TV, un ufficio, la sala mensa con zona cottura, una sala co-working e i servizi igienici comuni, oltre ad alcune camere, comprese le due per persone con disabilità; mentre le altre camere sono distribuite nei piani superiori; sul piano copertura infine verranno posizionati l’impianto fotovoltaico e gli impianti di climatizzazione protetti da ombreggianti.
“Il nuovo studentato – ha proseguito la Vicesindaca – si trova a circa 100 m dalla fermata degli autobus cittadini, a circa 600 m in linea d’aria dalla stazione ferroviaria e risulta raggiungibile con tutte le linee urbane che percorrono Viale Palladio, in una una collocazione strategica rispetto ai vari poli universitari presenti in città.
L’intervento prevede la dotazione di parcheggi P1 al piano interrato, composta da 13 posti auto, di cui uno per persone con disabilità e 36 stalli per biciclette. Un posto auto è previsto anche nell’area esterna.
La dotazione a parcheggio urbanistico P2 viene realizzata in conformità a quanto previsto dal PUA, per un totale di 18 posti auto di cui uno per persone con disabilità.
Data la destinazione urbanistica dell’area di sedime, l’intervento proposto risulta conforme anche per la nuova destinazione a studentato, struttura di interesse generale che integra il Sistema dei Servizi della Città Pubblica secondo quanto previsto dalle Norme Tecniche Operative del PI.
Trattandosi dell’attuazione di un servizio di interesse generale da parte di privati, così come stabilito dall’art. 117 delle NTO del PI, oltre alla proposta progettale si propone l’approvazione lo schema di convenzione che regola l’attuazione e la gestione dell’intervento sotto il profilo dell’interesse pubblico”.
La Circoscrizione III^ ha espresso parere favorevole con osservazioni alle quali si è dato risposta nella delibera precisando:
• che il progetto in variante proposto mantiene al piano terra spazi comuni (sala co-working e mensa) funzionali al nuovo utilizzo dell’immobile secondo le disposizioni del DM MUR 1089 del 2022;
• che come previsto nella convenzione essi saranno aperti alla popolazione studentesca dell’Università di Verona e che è in fase di approvazione un nuovo intervento nell’ambito della proprietà in viale Palladio per la realizzazione di un fabbricato da adibire a centro di ascolto e di accoglienza, nel quale sono previste funzioni sociali per la comunità;
• infine che, come previsto nella convenzione, l’attività di studentato sarà regolata dal DM 481 del 2024 per un periodo maggiore di quello previsto dalla normativa speciale per gli studentati che godono di finanziamenti PNRR, per una durata cioè di 20 anni a fronte del un periodo di 12 anni previsto dal DM menzionato.
Tra gli oneri posti a carico del soggetto attuatore nello schema di convenzione, – ha concluso la Vicesindaca – oltre alla previsione per cui l’aula di co-working dovrà rimanere aperta, nei periodi di attività, a tutta la popolazione studentesca dell’Ateneo veronese, nel rispetto del regolamento di utilizzo predisposto dal Soggetto Attuatore, è inclusa la possibilità per la popolazione universitaria anche non residente presso l’immobile di fruire della mensa dello studentato e l’obbligo di gestirla con tariffe convenzionate con ESU”.
Il consigliere di Traguardi Pietro Trincanato, presidente della Commissione 4^, che ha presentato un emendamento, accolto dalla Vicesindaca, ha sottolineato “come quest’iniziativa doti un’area finora carente di alloggi studenteschi di una nuova struttura e di nuovi servizi per il quartiere. L’emendamento, che interviene su due articoli, rafforzano il vincolo di destinazione d’uso e lo estendono anche alle tariffe, andando oltre la mera prescrizione di legge, a conferma della volontà dell’amministrazione di sostenere progetti di studentato autentici e non operazioni di speculazione edilizia legate ai bandi del settore, come avvenuto in altre città. Nello specifico, le tariffe agevolate secondo il parametro ESU dovranno essere garantite per ulteriori otto anni oltre ai quattro previsti dalla normativa. È inoltre richiesta una rendicontazione annuale da parte del soggetto attuatore, strumento che permetterà al Comune e ai futuri consigli comunali di verificare l’effettiva realizzazione di quanto convenzionato”.
Il consigliere Giacomo Piva di Dts, presidente della Commissione 1^, avrebbe auspicato “un maggiore impegno a livello nazionale, con un decreto più efficace e investimenti pubblici negli studentati come servizio pubblico, ma in assenza di ciò accolgo comunque con favore questo intervento. Sottolineo il valore della collocazione della struttura, ben collegata da diverse linee autobus e, in prospettiva, dal progetto filoviario verso le zone sud, nord, est e ovest della città, oltre che dalle ciclovie esistenti, come quella del canale Camuzzoni. Si tratta di un intervento che risponde alla carenza cronica di posti letto per studentesse e studenti, e conferma l’impegno di questa amministrazione nella direzione giusta, verso una città più vicina ai giovani”.
Il consigliere Giuseppe Rea del M5S ha dichiarato che “venerdì 24 luglio alle 19, in Piazza dei Signori, sarò tra i promotori della manifestazione organizzata insieme alle principali associazioni ambientaliste e animaliste cittadine contro il DDL 1552 sulla caccia, già approvato al Senato e ora all’esame della Camera. Ritengo che questo provvedimento rappresenti un attacco senza precedenti alla fauna selvatica e agli ecosistemi, liberalizzando l’attivita’ venatoria e trasformando di fatto parchi, spiagge e aree protette in territori di caccia, avvicinandola pericolosamente ai centri abitati. Il DDL tradisce i principi fondanti di tutela dell’ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi e degli animali anche nell’interesse delle future generazioni, sanciti dall’articolo 9 della Costituzione, assecondando gli interessi di una ristretta minoranza a discapito dell’interesse pubblico e della collettività. Segnalo che tra gli 80 senatori che hanno votato a favore del DDL figura anche l’onorevole Matteo Gelmetti, recentemente candidatosi a sindaco di Verona, e invito tutti i consiglieri, di maggioranza e opposizione, a prendere posizione contro il provvedimento”.
La consigliera di Traguardi, Beatrice Verzè, è intervenuta “per rispondere alle dichiarazioni dell’eurodeputato Flavio Tosi, che dopo le recenti rapine in gioielleria ha sostenuto che i malviventi agiscano indisturbati grazie all’amministrazione Tommasi. Ritengo l’affermazione infondata e voglio ricordare, dati alla mano, che episodi analoghi di criminalità predatoria si sono verificati anche tra il 2014 e il 2015, sotto altre amministrazioni, culminando nel clamoroso furto di 17 opere d’arte al Museo di Castelvecchio nel novembre 2015, durante la giunta Tosi. Sottolineo inoltre che ordine pubblico, sicurezza e contrasto ai reati predatori sono materie di competenza statale, non comunale, e che sarebbe più utile un’azione politica presso il Governo piuttosto che polemiche strumentali. Ribadisco l’impegno dell’amministrazione per la sicurezza cittadina e definisco l’uscita di Tosi un’operazione di propaganda priva di fondamento”.
