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REGIONE LOMBARDIA * : «INAUGURATA NELLA SEDE ROMANA DI REGIONE LOMBARDIA LA MOSTRA ‘FERITE COMPLESSE’, CON LE OPERE DI ELISABETTA NECCHIO»

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13.35 - giovedì 16 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La delegazione di Roma di Regione Lombardia apre i propri spazi all’arte contemporanea con ‘Ferite complesse’, mostra personale dell’artista comasca Elisabetta Necchio, visitabile fino al 15 ottobre nella sede di via del Gesù 57.

L’esposizione propone una serie di opere realizzate in grafite e un grande dittico a olio con tecnica del ‘frottage’, basata sullo sfregamento della tela. I dipinti sono realizzati in dialogo con le poesie della scrittrice argentina Alicia Saliva, i cui versi accompagnano il percorso espositivo creando un intreccio tra parola e immagine.

“È – ha spiegato durante l’inaugurazione il responsabile della sede romana di Regione Lombardia, Andrea Salini – il quarto progetto espositivo che ospitiamo presso la nostra sede, che in questi anni ha investito con determinazione su un modello culturale sempre più attuale: siamo convinti, infatti, che le sedi pubbliche non debbano essere percepite esclusivamente come luoghi amministrativi, ma anche come spazi aperti al dialogo con la società, con i territori e con i linguaggi del contemporaneo. Portare l’arte dentro una sede istituzionale significa affermare che la cultura non è un elemento accessorio, ma una componente essenziale della vita collettiva e della qualità degli ambienti che abitiamo ogni giorno”.

Il progetto artistico affronta temi universali come la memoria, la fragilità umana, il dolore e la possibilità di trasformare le ferite dell’esistenza in occasioni di crescita e rinascita. Nelle opere di Necchio il tessuto diventa metafora della vita: una trama che può lacerarsi ma anche essere ricucita, accogliendo le cicatrici come parte integrante della propria storia.

“Per raccontare la ferita – ha chiarito la pittrice comasca – e la sua trasformazione ho scelto la tecnica del ‘frottage’, che richiama la trama di un tessuto capace di lacerarsi ma anche di ricomporsi. Nelle opere più recenti quel tessuto ferito diventa materia di ricostruzione, simbolo della possibilità di trovare nuove forme di equilibrio e speranza”.

Anche il libro di versi cui si ispirano le opere si chiama ‘Ferite Complesse’, una scelta voluta dalle due artiste che hanno lavorato insieme per costruire questa narrazione unica che utilizza differenti mezzi espressivi. Non a caso nella prefazione al volume, il poeta Davide Rondoni descrive questo progetto a quattro mani come un percorso capace di attraversare il dolore senza rinunciare alla speranza, perché è questa la chiave di lettura che accomuna sia i testi di Alicia Saliva sia le opere di Elisabetta Necchio.

“Il dialogo – ha affermato la poetessa argentina – tra il linguaggio delle illustrazioni e il linguaggio poetico è cominciato tanti anni fa attraverso un’amicizia che ha portato me a modificare i pezzi guardando le illustrazioni che Elisabetta faceva e lei a modificare le immagini per cercare di dare una forma migliore al contenuto delle parole”.

Particolarmente significativa è la genesi del dittico che costituisce il fulcro della mostra. L’opera nasce infatti da un racconto contenuto nei testi di Alicia Saliva: una figlia che ogni giorno fa visita alla madre malata di Alzheimer. Nonostante la progressiva perdita della memoria, la donna continua a ripetere una sola frase: “Sto preparando il manto per Maria”. L’anziana donna si riferisce al suo desiderio di tessere un mantello per la Madonna, una volontà così forte che rappresenta il leit motiv delle sue giornate. Un’immagine semplice e luminosa che, nel dramma della malattia, diventa simbolo di continuità, speranza e resistenza interiore.

Da questa suggestione prende forma il lavoro di Necchio: una figura intenta a tessere un manto potenzialmente infinito, attraversato da fili di colore che ricompongono gli strappi della superficie. Un’opera che restituisce una visione positiva e aperta della vita, capace di trovare luce anche nelle esperienze più difficili.

“Come succede nelle relazioni quotidiane – ha aggiunto l’artista – non tutto resta intero per sempre. Anche il tessuto a volte si lacera, a volte diventa un fiore, un albero o una carezza. Proprio questa esperienza mi ha suggerito un passo in più che prende vita nelle due ultime opere ad olio: quello stesso tessuto ferito ha la possibilità di diventare materiale di ricostruzione”.

La rassegna pittorica diventa anche un invito, per chi la visiterà, non solo a osservare le opere, ma a interrogarsi su come gli spazi pubblici possano tornare a essere luoghi di esperienza condivisa, capaci di generare memoria, relazione e immaginazione. Versi e dipinti, infatti, trasformano quelli che sono gli ambienti di lavoro della delegazione di Regione Lombardia a Roma in luoghi di cultura, confronto e arricchimento. In questo modo funzionari, visitatori e cittadini diventano fruitori involontari di un progetto che porta la cultura fuori dai contesti tradizionali e la inserisce nel tessuto vivo dell’ente regionale.

“Questa mostra – ha concluso Salini – si inserisce perfettamente in questa visione, affrontando temi profondamente umani: la fragilità, la memoria del corpo, la lacerazione, ma anche la possibilità di ricucire, trasformare e generare nuova forma. È una metafora che parla anche alle istituzioni. Perché le istituzioni, quando svolgono fino in fondo il proprio compito, sono chiamate proprio a ricucire, a creare legami, a tenere insieme comunità, territori, esperienze e sensibilità diverse. Un valore simbolico per la nostra delegazione: qui a Roma, Regione Lombardia porta non solo la propria presenza istituzionale, ma anche la ricchezza creativa del suo territorio, diventando un ponte ideale la Lombardia e le istituzioni nazionali, tra la dimensione amministrativa e quella culturale”.

Al vernissage ha partecipato, insieme all’artista Elisabetta Necchio e all’autrice Alicia Saliva, anche il poeta Davide Rondoni. ‘Ferite complesse’ sarà visitabile fino al 15 ottobre 2026 presso la sede di Regione Lombardia di via del Gesù, 57, Roma. La mostra sarà aperta da lunedì a giovedì dalle ore 9 alle 18 e il venerdì dalle ore 9 alle 13. L’ingresso è gratuito previa registrazione.

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