Di Luca Franceschi
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Il Partito della Rifondazione Comunista denuncia nella legge elettorale approvata alla Camera una vera e propria manovra di stampo eversivo e incostituzionale. Secondo i vertici del partito, il Melonellum rappresenta una minaccia concreta agli assetti democratici del Paese e al sistema parlamentare su cui si fonda la Repubblica italiana.
La legge, definita dal partito come una “legge truffa”, introduce un meccanismo distorsivo della rappresentanza che consente a chi ottiene anche solo un voto in più di conquistare una super maggioranza in entrambe le camere. Attraverso questo stratagemma, sostengono gli esponenti di Rifondazione, si introdurrebbe di fatto il premierato senza effettuare una formale modifica della Costituzione, sottraendo così ai cittadini il diritto di esprimersi tramite referendum confermativo.
La Rifondazione Comunista ritiene che con questa riforma verrebbe definitivamente cancellato il modello di repubblica parlamentare voluto dai costituenti. Secondo il partito, si realizzarebbe un sistema caratterizzato da un presidente del consiglio dotato di poteri straordinari, in grado di godere di una forte maggioranza parlamentare e di scegliere il prossimo Presidente della Repubblica, il tutto senza aver ottenuto il consenso della maggioranza dei cittadini. Il sistema manterrebbe inoltre l’assenza dei contrappesi tipici dei sistemi presidenzialisti, creando così uno squilibrio istituzionale pericoloso.
Il partito invoca una mobilitazione democratica su larga scala per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gravità della minaccia rappresentata da questa evoluzione normativa. Viene anche tracciato un parallelo storico con il 1953, quando si tentò di introdurre la legge truffa, ricordando come in quell’occasione fu necessaria una sconfitta elettorale della coalizione promotrice per arginare il pericolo.
Rifondazione Comunista ribadisce la necessità di costituire un fronte unitario per la difesa della Costituzione, al fine di contrastare quella che definisce una “deriva autoritaria”. Il partito sottolinea inoltre come questo processo di trasformazione istituzionale sia iniziato con l’eliminazione della legge proporzionale, considerata un elemento cardine della democrazia italiana. Secondo le posizioni del partito, il ritorno al proporzionale puro, come adottato in numerosi Paesi europei, rappresenterebbe la soluzione necessaria per ripristinare la corretta rappresentanza democratica.
