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VATICAN NEWS * «LA PREGHIERA IN UCRAINO DI ZUPPI A KYIV: “DIO CONCEDA UNA PACE GIUSTA”»

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20.15 - mercoledì 15 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La preghiera in ucraino di Zuppi a Kyiv: “Dio conceda una pace giusta”

A quello stesso cielo da dove ancora fino a questa notte sono piombati missili che hanno distrutto infrastrutture civili, il cardinale Matteo Maria Zuppi dalla capitale Kyiv ha elevato una preghiera in lingua ucraina a “Dio onnipotente” per “la cara Ucraina” chiedendo benedizione e protezione:

“Concedi una pace giusta, che i prigionieri possano tornare a casa, i bambini riabbracciare le loro famiglie, i dispersi siano ritrovati e tutti possano piangere davanti al corpo del proprio caro che è caduto. Ispira in ognuno di noi il coraggio e la saggezza per essere costruttori di pace…”

Il presidente della CEI è oggi, 15 luglio, al suo terzo giorno di missione nel Paese aggredito, dove è giunto la sera di lunedì 13, partendo dall’oblast di Leopoli fino ad arrivare ieri sera a Kyiv, per portare la vicinanza di Papa Leone XIV e rinsaldare contatti e canali, già avviati con la prima missione del 2023 voluta da Papa Francesco, per l’azione umanitaria della Santa Sede. Un’azione volta a favorire lo scambio dei prigionieri di guerra, la restituzione dei bambini che secondo l’Ucraina sono stati portati forzatamente in Russia, il rimpatrio delle salme. Proprio con le associazioni e le locali Ong che operano in questi ambiti avrà incontri Zuppi nel pomeriggio di oggi, insieme ai colloqui istituzionali che tuttavia non prevedono, almeno per la giornata odierna, quello con il presidente Volodymyr Zelensky, già incontrato tre anni fa.

In mattinata – dopo la Messa nella Nunziatura apostolica che lo ospita, guidata dall’arcivescovo Visvaldas Kulbokas, al fianco del porporato in questi giorni di visita – il cardinale ha preso parte alle celebrazioni per il Battesimo della Rus’ di Kyiv, ricorrenza che cade ogni anno il 15 luglio e che commemora la cristianizzazione del Paese nel 988 da parte del principe Volodymyr il Grande, santo sia per la Chiesa cattolica che per quella ortodossa, simboleggiando le radici storiche e spirituali dell’Europa orientale. Una festa civile e religiosa, dunque, nota in Ucraina anche come Giorno della Statualità Ucraina secondo il titolo voluto dal presidente Zelensky nel 2021 che ha inserito la festa nel calendario nazionale. Numerose le autorità presenti oggi nella capitale, tra cui i leader delle diverse religioni, il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sviatoslav Shevchuk, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, alla sua undicesima visita in Ucraina dallo scoppio del conflitto.

Ospite d’onore, il cardinale Zuppi ha preso parte alla cerimonia nella piazza San Michele, antistante il monastero dorato che è divenuto memoriale di guerra fin dai primi giorni dell’invasione russa. In “processione” insieme a Zelensky e le altre autorità, il porporato ha camminato lungo il viale costeggiato dal Memory wall, il muro della memoria sul quale sono esposte le fotografie dei caduti in questi anni di guerra, con in mano un mazzo di rose rosse che poi ha deposto come omaggio di chi ha perso la vita sul campo di battaglia. Dal centro della piazza, il presidente della Conferenza Episcopale italiana e arcivescovo di Bologna, leggendo da un foglio scritto in ucraino, ha quindi invocato una “pace giusta” per questa terra definita tante volte da Papa Francesco “martoriata”. Auspicio affidato a Dio e anche all’intercessione di San Volodymyr, il cui nome – ha detto – richiama i nomi sia del presidente dell’Ucraina sia del presidente della Russia: “Possa san Volodymyr illuminare le menti e il cuore dei due capi di Stato per aprire strade di giustizia e pace”.

La preghiera di pace è stata anche il fil rouge degli appuntamenti della giornata di ieri di Zuppi in Ucraina, iniziata al confine con la Polonia, nell’oblast di Leopoli, con la tappa nella colonia penale di Zakhid-1, dove sono reclusi prigionieri di guerra catturati nei campi di battaglia. Sempre a Leopoli il cardinale ha visto poi il capo dell’amministrazione regionale Maksym Kozytskyi che lo ha ringraziato per gli sforzi volti a rimpatriare prigionieri di guerra e bambini e alla ricerca dei dispersi e ha proposto ambiti specifici di collaborazione tra la capitale occidentale ucraina e le istituzioni della Santa Sede e dell’Italia. Toccante, infine, l’evento conclusivo della prima giornata di appuntamenti e, cioè, la visita alla sede di Leopoli della Comunità di Sant’Egidio. Lì il cardinale, guidato da Yuriy Lifanse, leader della sezione ucraina della Comunità, ha ricevuto e ricambiato l’abbraccio di un folto gruppo di fedeli, tra cui numerosi sfollati assistiti da Sant’Egidio. Donne, anziani, bambini, intorno al porporato che a tutti ha rivolto parole di incoraggiamento e ribadito “la vicinanza” di Papa Leone.

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