Di Luca Franceschi
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L’Unione Europea ha avviato una procedura di infrazione contro l’Italia per il mancato recepimento della direttiva contro le querele bavaglio. Questo provvedimento rappresenta il primo di una serie di richiami che Bruxelles sta rivolgendo al governo Meloni sul tema della libertà di stampa.
La senatrice del Movimento 5 Stelle Barbara Floridia, ex presidente della commissione di vigilanza Rai, ha sottolineato come un secondo schiaffo all’esecutivo arriverà presto per il mancato recepimento del Media Freedom Act. La normativa europea rimane bloccata da un anno a causa dei veti incrociati all’interno della maggioranza sulla riforma della Rai.
Le divisioni nella coalizione di governo non riguardano soltanto la legge elettorale, ma si estendono anche alle questioni relative alla libertà di informazione. Le dimissioni della senatrice Floridia e degli altri commissari di opposizione dalla vigilanza Rai restano un atto di denuncia anche su queste problematiche.
L’avvio della procedura di infrazione europea giunge in un momento particolarmente difficile per il giornalismo italiano. Redazioni come quelle del Fatto Quotidiano e di Report si trovano a fronteggiare richieste risarcitorie milionarie legate al caso Cipriani.
Tuttavia, secondo la senatrice pentastellata, si tratta soltanto della punta di un iceberg. Anche le piccole redazioni sul territorio sono sottoposte a vere e proprie forme di intimidazione che si celano dietro atti giudiziari. Su questa questione il presidente del Consiglio Giorgia Meloni non ha agito per quattro anni.
Ora che i tempi sono scaduti, il Movimento 5 Stelle annuncia che sarà compito dell’opposizione, quando tornerà al governo, garantire finalmente una legge di civiltà che tuteli l’indipendenza del giornalismo nel nostro Paese.
