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QUESTURA DI ROMA * : «LA NUOVA FRONTIERA DELLE TRUFFE AGLI ANZIANI, IL FINTO MARESCIALLO SMASCHERATO CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE»

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08.01 - martedì 14 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Una telefonata studiata per insinuare il timore, una falsa identità per conquistare la fiducia della vittima ed una regia invisibile pronta a guidare ogni passaggio del raggiro: è il sofisticato sistema fraudolento disarticolato dalla Polizia di Stato nel cuore della Capitale. A finire in manette è stato un trentottenne di origine campana, intercettato dagli agenti sull’uscio dello stesso stabile dove aveva appena truffato un anziano di 77 anni, vedovo da pochi giorni.

Nel giro di pochi minuti, la vittima del raggiro sarebbe stata privata di beni di un valore complessivo di circa 25 mila euro.

Il piano ha preso forma con una telefonata sulla linea fissa del settantasettenne. Dall’altra parte della cornetta, un sedicente maresciallo dei Carabinieri lo informava del coinvolgimento della sua auto in un episodio di rapina consumata in una gioielleria di Frascati.

Mentre una voce continuava a tenerlo ancorato al telefono, la regia del raggiro muoveva un’altra pedina. Così, con il pretesto di dover acquisire ulteriori informazioni utili agli accertamenti, il domestico, presente in casa per assistere l’anziano, veniva convinto ad allontanarsi dall’abitazione, lasciando il campo libero al complice incaricato di completare il piano e raccogliere il bottino.

Poco dopo, alla porta si è presentato un sedicente maresciallo, che, con il pretesto di dover verificare la provenienza dei beni custoditi in casa, è riuscito a farsi consegnare contanti, gioielli, orologi, libretti di assegni ed altri oggetti di valore, per un bottino complessivo di circa 25 mila euro.

Poi, avrebbe approfittato di un momento di distrazione dell’anziano, sollecitato al telefono da altre persone, per fuggire via.

L’ultimo tassello del piano si è infranto lungo la strada del ritorno, quando il sedicente militare si è visto cinturato dagli agenti del I Distretto Trevi-Campo Marzio, che, insospettiti da i suoi movimenti sospetti prima di salire nell’appartamento, lo avevano aspettato sull’uscio dello stabile per coglierlo con le mani nel sacco.

Nella valigetta che portava con sé custodiva l’intera refurtiva, comprensiva di beni di valore riconducibili alla moglie della vittima, defunta solo da pochi giorni.

Sono attualmente in corso indagini finalizzate alla ricostruzione della filiera del raggiro, a parte dell’analisi del cellulare a lui in uso, posto sotto sequestro, tra le cui chat sono emersi contatti operativi, videochiamate con il presunto “centralino” della truffa, e persino un’immagine realizzata con l’intelligenza artificiale che ritraeva l’indagato con la divisa dell’Arma dei Carabinieri, verosimilmente utilizzata per rafforzare la credibilità della sua falsa identità.

Per il trentottenne campano sono così scattate le manette per il reato di furto in abitazione.

L’operato della Polizia di Stato è stato successivamente convalidato nelle aule di Piazzale Clodio con la misura degli arresti domiciliari.

Per completezza si precisa che le evidenze investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per l’indagato vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.

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