Di Luca Franceschi
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Il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, Luca Pirondini, ha espresso dura condanna per quello che definisce un ricatto da parte di Bruxelles nei confronti della Biennale di Venezia, finalizzato a piegarne l’autonomia.
Secondo il senatore pentastellato, il blocco dei finanziamenti rappresenta un’intimidazione politica che l’Italia non può e non deve tollerare.
Pirondini si rivolge direttamente alla presidente del Consiglio Meloni, invitandola a dimostrare concretamente il proprio sovranismo o a cambiare mestiere. Il senatore sostiene che persino la premier dovrebbe comprendere che un Paese con la storia culturale dell’Italia, patria del Rinascimento, non può sottomettersi alle direttive di una commissaria finlandese che pretende di spiegare agli italiani come la cultura debba promuovere i cosiddetti valori democratici.
Con questo criterio, prosegue Pirondini, sarebbe necessario riscrivere la storia dell’arte mondiale e svuotare mezza Biennale. Il capogruppo M5S ribadisce che un burocrate non può arrogarsi il diritto di decidere quali artisti siano accettabili e quali no.
Questa decisione, secondo il senatore, potrà forse incontrare il favore di esponenti come Calenda, ma umilia una delle istituzioni culturali più prestigiose non solo del nostro Paese, ma dell’intero panorama mondiale.
Pirondini esprime quindi piena solidarietà a Pietrangelo Buttafuoco e all’intera Biennale, concludendo con una riflessione critica sull’Europa: se questa è l’Europa che dovrebbe tutelare la nostra libertà e la nostra democrazia, la situazione appare davvero grave.
