Di Luca Franceschi
///
Il deputato del Movimento 5 Stelle Alfonso Colucci ha espresso profondo stupore per le continue mistificazioni che caratterizzano il dibattito sulle forniture di mascherine durante l’emergenza sanitaria. Secondo il parlamentare, quelle che per mesi sono state definite dai cosiddetti finti patrioti d’Italia come presunte tangenti sono ora diventate sovrapprezzi da 900 milioni di euro.
Una ricostruzione, sottolinea Colucci, che continua a cambiare cifre e definizioni senza tenere minimamente conto degli elementi già chiariti nelle sedi competenti. Il parlamentare pentastellato ricorda infatti che l’indagine della Procura di Roma sulle forniture di dispositivi durante l’emergenza Covid si è conclusa con il proscioglimento di tutti gli indagati, perché il fatto non sussiste.
Il deputato precisa inoltre che non si è trattato di una singola maxi commessa, ma di diversi contratti stipulati con più consorzi e aziende produttrici, che hanno riguardato una quota limitata degli acquisti complessivi. Un dato rilevante evidenziato da Colucci riguarda il prezzo pagato per quelle mascherine, che è stato inferiore a quello richiesto dalla società JCE SRL, la stessa società che il Governo Meloni ha appena gratificato con oltre 100 milioni di euro degli italiani.
Tutti questi elementi, fa notare il parlamentare, sono già agli atti della Commissione Covid e degli accertamenti giudiziari. Continuare a ignorare la verità per alimentare ricostruzioni false ha ormai trasformato la Commissione Covid in uno strumento di bassa propaganda politica anziché in una sede di approfondimento istituzionale utile a rafforzare la resilienza del Sistema Sanitario nazionale in caso di future pandemie.
Colucci conclude affermando che il confronto dovrebbe svolgersi sui fatti, sui documenti e sui dati verificabili, nel rispetto della verità storica di una tragedia che ha colpito l’Italia e il mondo intero.
